Categoria: Start up

Medioera 2017: il festival dell’innovazione e della cultura digitale

Medioera 2017: il festival dell’innovazione e della cultura digitale

Il talento è in tutti noi, ma occorre saperlo riconoscere, incanalarlo e potenziarlo, proprio come i muscoli che vanno allenati ed “alimentati”. Talento nello scrivere, nel suonare, nel comunicare, nell’uso di tecnologie, dei social media. È qualcosa di innato che permette di raggiungere risultati più o meni eccelsi ed elevarsi, ma per sapersi differenziare e non rimanere nella mediocrità o ancor peggio sprecare il talento, deve essere sempre coltivato, studiando e potenziandolo al massimo.

Sarà dedicata proprio al “Talento”, l’ottava edizione del festival dell’innovazione e della cultura digitale di Viterbo, Medioera, che si terrà dal 23 al 26 marzo 2017 presso lo Spazio Attivo Bic Lazio.

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Le Sissi: la sartoria digitale che punta alle reti di imprese

Le Sissi: la sartoria digitale che punta alle reti di imprese

Quando si è alla ricerca di un abito capita sempre che si ha già un’idea ben precisa in mente, magari un modello che esalti al meglio la propria femminilità, ma girando negozi, outlet, centri commerciali, non riesci a trovarlo in nessun modo, neanche mettendo sotto sopra l’intero reparto e sfinendo la commessa che ti cerca di accontentare in tutti i modi ma i modelli sono uno peggio dell’altro: troppo lungo, troppo corto, troppo largo, troppo stretto, non si adegua alla tua silhouette né si avvicina alla tua idea iniziale. Ma ora anche il proprio abito dei desideri è a portata di click grazie alla start up che esalta il made in Italy e l’innovazione: Le Sissi. 

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Find your Doctor: la start up che collega dottori di ricerca e aziende

Find your Doctor: la start up che collega dottori di ricerca e aziende

Ho lavorato al fianco di dottori di ricerca e ne ho intervistati diversi quando ero alla webradio dell’università e sono tanti che vivono in una situazione altamente precaria, dopo essersi tanto specializzati: non riescono ad inserirsi nel tessuto universitario né molto spesso al di fuori degli ambienti accademici. Ma dall’altro lato spesso le aziende e le piccole medie imprese hanno difficoltà nell’investire in innovazione e mancano le competenze interne ed hanno difficoltà a reperirle. Manca da sempre quel ponte comunicativo che mette in connessione le aziende e il mondo della ricerca accademica e in questo gap si pone la start up a vocazione sociale Find Your Doctor.

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La start up Holey: quando l’ortopedia incontra la tecnologia 3D

La start up Holey: quando l’ortopedia incontra la tecnologia 3D

Si può dire addio al gesso in caso di frattura. Niente più prurito, niente più peso da spostare e portasi in giro, ma facilità di farsi una doccia e nessun cattivo odore. Anche l’ortopedia è stata inondata dalla tecnologia e dall’innovazione rendendo più confortevole anche l’esperienza di una frattura.

Grazie alla stampa 3D è arrivato il momento di mandare in pensione definitivamente il fastidiosissimo gesso. La start up medicale Holey realizza gessi funzionali e tutori correttivi che sono leggeri, ipoallergenici, non invadenti, resistenti all’acqua e personalizzabili in diversi colori e modelli esclusivi ed utilizzabili per immobilizzare gli arti e per la riabilitazione.

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Voglio Ascoltare Una Storia e l’app digital made in Naples

Voglio Ascoltare Una Storia e l’app digital made in Naples

Adoro i bambini e mi è capitato di stare molto spesso con loro, ridiventando in un batter d’occhio una bimba anche io, divertendoci con poco e soprattutto attivando la fantasia trasformando ad esempio carte di caramelle o cioccolatini in nuove forme da cui nascono storie. Infatti, cosa chiede più spesso un bambino? Ascoltare una storia. Ma se si ha difficoltà ad accedere ai libri e alla lettura? L’associazione  Baby Fab Lab di Torre del Greco, in provincia di Napoli, ha lanciato l’idea per risolvere queste problematiche. “Voglio Ascoltare Una Storia” è un progetto che nasce dall’amore e dall’esperienza quotidiana con bambini e dalla passione per i libri, di Maria Antonietta Liccardi, neuropsichiatria infantile, e Lucia Avino, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva.

“Voglio Ascoltare Una Storia” va incontro ai bambini che presentano difficoltà a capire il reale significato delle parole, a leggere, a comprendere i concetti astratti o le emozioni, o che presentano difficoltà motorie, per offrire a tutti il diritto alla lettura e il piacere di scoprire ed ascoltare storie grazie ad uno strumento digitale. Continua a leggere “Voglio Ascoltare Una Storia e l’app digital made in Naples”

La Social Entrepreneurship (parte 3) + ebook

La Social Entrepreneurship (parte 3) + ebook

Dopo essermi focalizzata sul social entrepreneur e sulle teorie della social entrepreneurship, siamo giunti al nostro terzo ed ultimo appuntamento in questo mio approfondimento sulla social entrepreneurship. E per te che mi hai seguito per tutto questo viaggio, ti riservo una sorpresa alla fine di questo blog post: un e-book da scaricare gratuitamente.

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#SGRosaDigitale e il mio speech Blogging per start up con il case study N.I.Te

#SGRosaDigitale e il mio speech Blogging per start up con il case study N.I.Te

 Il 27 gennaio 2017 nella sede della Bic Lazio di Latina le #SocialGirls, direttamente da Telegram, ci siamo finalmente riunite tutte insieme per mettere in connessione saperi, competenze, doti diverse ma accomunate tutte dalla passione per il web e i suoi strumenti da farne un lavoro. Grazie alla dolce ed attenta Alessandra Ortenzi e alla vivace Valentina Baldon, ho potuto abbracciare dal vivo tante colleghe e ormai amiche con cui mi confronto e discuto abitualmente. Ho conosciuto la simpatica e grintosa Sara Daniele, Bruna (Athena) Picchi avvolta nel suo pizzo nero, la meravigliosa Elena Barba di Ateleba sposa, la rossa ed innovativa Lisa Bortolotti, la poetica e sensibile Federica Segalini. Ed ancora poi ho incontrato l’affettuosa e spumeggiante Rita Fortunato, la bionda platinata vichinga con tanto di pizzetto biondo Flavius Florin Harabor (che ha sostenuto una nobile causa: le associazioni che si occupano delle donne col cancro, a cui una parrucca, purtroppo, serve davvero), la simpatica Monia Taglienti, la vivace public speaking coach Chiara Alzati, la dolce Valentina Colavolpe con la sua favolosa bimba, e l’archeoblogger Antonia Falcone che ci ha svelato un mondo nuovo tra antichità e innovazione social.

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La Social Entrepreneurship (parte 2)

La Social Entrepreneurship (parte 2)

Dopo essermi soffermata, giovedì scorso, sul concetto di social enterpreneur, prendo ora in considerazione quello della social entrepreneuship che è apparso nella letteratura accademica nel 1991 e la maggior parte di essa si è concentrata sulle definizioni. Un articolo del 2010 di Peter Dacin, Tina Dacin e Margaret Matear prevedeva ben 37 definizioni. Ma dall’analisi della letteratura sostanzialmente emerge la messa in rilievo della missione sociale dell’imprenditorialità sociale che ha l’obiettivo di:  Continua a leggere “La Social Entrepreneurship (parte 2)”

Feat Food: la start up per mangiar sano

Feat Food: la start up per mangiar sano

Secondo un’indagine Coldiretti/ixe’ la stima dei costi per imbandire le tavole di Natale e Capodanno è di 4,4 miliardi di euro, il 2% in piu’ rispetto allo scorso anno ed in quasi quattro famiglie su dieci (39%) hanno scelto di regalare i tradizionali cesti con i prodotti enogastronomici tipici.

Ed ora, dopo i piatti ipercalorici, le abbuffate, i pranzi interminabili e gli abbondanti cenoni delle feste natalizie appena concluse, molti decidono di iniziare diete per ritornare in forma e la maggioranza cerca di rientrare in un regime alimentare più sano ed equilibrato. D’altronde siamo fatti di quello che mangiamo, il cibo incide sulla nostra salute e sul nostro umore e sul livello di concentrazione e può rivelarsi medicina per il corpo. Ecco una start up munita di un’online restaurant con un servizio di consegna a domicilio di piatti sani e bilanciati.

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La Social Entrepreneurship (parte 1)

La Social Entrepreneurship (parte 1)

Come ti accennavo nel primo blog post dell’anno, dedicato ai nuovi propositi, ci saranno un po’ di appuntamenti per approfondire origini etimologiche, definizioni in divenire, caratteristiche e sviluppi del social entrepreneur e della social entrepreneurship. Quest’oggi mi soffermo anche sui corsi di laurea e gli eventi dedicati a questo nuovo ambito che si sta diffondendo sempre più. Iniziamo questo nuovo viaggio insieme, un po’ più “teorico” rispetto al solito, con la visione e le parole dell’imprenditore sociale, Bill Drayton:

“La sorgente più potente del mondo è la grande idea,

ma solo se è nelle mani di un buon imprenditore.

Così si può muovere il mondo.”

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Lux Made In & Gioielli Dop: il lusso del made in Italy si digitalizza

Lux Made In & Gioielli Dop: il lusso del made in Italy si digitalizza

Continuiamo il viaggio alla scoperta delle start up che valorizzano le eccellenze del  made in Italy e in particolare  “il saper fare” e la manualità coniugate al digitale, connubio imprescindibile se si vuol sopravvivere e salvare la propria attività.

Tradizione e innovazione, artigianato e digitalizzazione, made in Italy ed internazionalizzazione sono infatti gli ingredienti che caratterizzano la start up Lux Made In: una piattaforma di e-commerce per vendere gioielli artigianali online che fa leva sul digital, sui social network e sull’export.
Ma accanto alla piattaforma digitale, il ruolo da gigante è giocato dai social, in particolar modo da Facebook che ha permesso di creare il network dei Giovani Gioiellieri Italiani, un’associazione che riunisce dall’ottobre 2012 artigiani del lusso, gioiellieri, orafi, designer emergenti under 45 anni, ma anche commercianti di orologi e gioielli vintage, micro, piccole e medie imprese. Questa associazione inoltre svolge il ruolo da garante nei confronti degli utenti finali, selezionando e certificando i partner aderenti a Lux Made In.

Lux Made In: un social e-commerce

Lux Made In è un social e-commerce in quanto unisce in sé un social network e un e-marketplace B2B e B2C creato per la valorizzazione dell’eccellenza artigianale italiana, “il saper fare” e la manualità del made in Italy che fa da ponte tra artigiani, micro, piccole e medie imprese e acquirenti, gestendo le transazioni, le spedizioni, il marketing digitale e il customer service, a fronte di una piccola percentuale sulle vendite effettivamente concluse.

Svolge la funzione di social network in quanto permette di interagire con clienti attuali o potenziali, ed altre imprese, seguire amici e prodotti, inserire messaggi e pubblicare aggiornamenti sulla propria impresa o prodotti.

E soprattutto è un e-marketplace che vanta la più grande collezione di gioielli, orologi (anche vintage), accessori (dedicati anche al mondo dello sport e dell’arte sacra) del Made in Italy. Ogni singolo prodotto ha una scheda esplicativa e la geolocalizzazione della produzione. Inoltre in ogni singola scheda prodotto è presente la sezione “Chiedi all’Esperto” che mette in connessione con professionisti delle vendite accreditati per una scelta più consapevole.

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Lux Made In è quindi il primo distretto digitale del lusso del made in Italy che grazie web riesce a fare rete e a portare prodotti del lusso sui mercati internazionali, vendendoli sia ad altre imprese che al consumatore finale.

Gli ideatori

L’idea è di Giorgio Isabella che proviene da Crotone da una famiglia con una gioielleria a tradizione familiare da quattro generazioni con un background nel marketing e con esperienze in Bulgari, Unilever e Sarah Lee, e Filippo Maria Capitanio classe 1986, nato a Milano ma cresciuto nella capitale, laureato in “International Management”. Insieme hanno deciso di sfruttare le potenzialità del digitale per una nuova avventura imprenditoriale.

Gioielli Dop: Food Jewelry made in Italy

Ad Ottobre 2014, insieme a Giovani di Confagricoltura, è nata un’altra start up da una costola di Lux Made In: Food Made In, esportando così le 4698 specialità alimentari regionali, e basandosi sullo stesso funzionamento della precedente piattaforma, e rientrata anche tra le iniziative di “Expo…anch’io”.

Inoltre, in occasione dell’Expo 2015 è stata lanciata la linea Gioielli Dop, incentrata sul binomio cibo e gioielli, per contribuire a valorizzare il patrimonio alimentare e culturale italiano. I gioielli sono in argento e smalti e realizzati completamente a mano dal distretto di Arezzo che vanta una forte tradizione orafa a partire dal 1300.

Le collezioni di bracciali e collane componibili, ma anche orecchini e gemelli da uomo, di Gioielli Dop prendono ispirazione dai colori di Positano, dai sapori della tradizione alimentare mediterranea che va dai pomodori San Marzano, al rametto di ulivo e alle orecchiette della Puglia, dai peperoncini calabresi al pecorino romano, dalla bresaola della Valtellina alla pizza napoletana, fino al panettone di Milano, alla sfogliatella partenopea e all’alta pasticceria siciliana. Non solo prodotti tipici e prelibatezze locali, ma anche simboli delle regioni italiane come la maschera di Pulcinella per la Campania, i trulli di Alberobello per la Puglia, ed ancora il Colosseo, la colonna di Capo Colonna.

L’ultima collezione lanciata è MOKA, dalla antica caffetteria “cuccumella” cara a Edoardo De Filippo alle più recenti, fino al chicco di caffè e la tazzina di caffè che rispettivamente sono un amuleto per la giusta carica e il simbolo di amicizia, collaborazione.

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Lo scorso anno Gioielli Dop sono stati selezionati dal progetto di valorizzazione del made in Italy lanciato dall’Ice in collaborazione con Nordstrom, e per circa un mese e mezzo questi gustosi gioielli sono stati negli store Nordstrom in Texas, mentre ad ottobre sono approdati a New York, in un temporary store a Soho dove faceva sfoggio di sé il carretto made in Italy con le prelibatezze della nostra penisola.

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Italian Stories: la start up dell’artigianato e del turismo 2.0

Italian Stories: la start up dell’artigianato e del turismo 2.0

Artigianato e turismo esperienziale dal sapore 2.0 grazie a Italian Stories, la start up che attraverso una piattaforma online unisce più di 120 artigiani sparsi per il territorio italiano e i turisti che, attraverso le oltre 200 esperienze disponibili da prenotare online, possono conoscerli dal vivo e scoprire da vicino le loro botteghe ed i segreti del made in Italy.

La piattaforma e la community di Italian Stories

Italian Stories nasce nel gennaio 2015 dall’idea è degli architetti Eleonora Odorizzi e Andrea Miserocchi che, grazie a un bando vinto nell’ambito del Programma europeo Fesr 2007-2013 per lo sviluppo di nuove imprenditorialità, hanno potuto implementare questo progetto digitale. La community online è nata principalmente grazie alla pagina Facebook ed al profilo Twitter, in cui vengono pubblicate le storie degli artigiani per creare interesse. Successivamente è stata creata una rete di storyfinder che supportano il team di Italian Stories nel trovare offline le migliori storie dell’eccellenza del made in Italy e di raccontarle sul web per farle conoscere e diffondere in Italia e all’estero.

Come funziona?           

I turisti di tutto il mondo possono incontrare, grazie alla piattaforma, ceramisti, restauratori, orafi, cappellai, maestri cartari, rilegatori, liutai, vetrai, “impiraresse”  (antico mestiere di Venezia che consiste nell’infilare con lunghi aghi dell’Ottocento o con il metallo, le “conterie”,  perline rotonde di vetro usata per gioielli, fiori, ricami e decori per la casa). Un viaggio, quindi, per andare alla scoperta dell’arte e dell’artigianato, e dei borghi d’Italia, all’insegna della condivisione delle esperienze e della conoscenza.

In particolare sulla piattaforma il turista può scegliere e prenotare tra tre tipi di esperienze, che si differenziano anche per i prezzi.

#1. Visit

Una visita guidata all’interno della bottega, dove si possono ascoltare le storie e i particolari, direttamente narrati dai maestri artigiani e osservarli all’opera, come a Firenze per scoprire come nasce l’abito da sposa sartoriale, o a Riva del Garda con il viaggio polisensoriale e attraverso il tempo alla scoperta del molino artigianale e storico.

 #2. Workshop

Si può “andar a bottega” come nel passato, grazie ai workshop in cui l’artigiano insegna tutti i segreti del suo mestiere e della sua arte.
A Milano si può partecipare ad un workshop sulla rilegatura per imparare a fare la cucitura su nervi in corda o in cuoio, a Bovolone invece c’è un corso per imparare l’arte dell’intagliare il legno, a Isola della Scala, in provincia di Verona, invece si potrà andare alla scoperta di come si realizza un paio di scarpe artigianali: dal disegno sulla forma alla carta modello, fino al taglio su pelle della tomaia e per finire il montaggio della calzatura su forma.

#3. Special

Una visita guidata attraverso cui l’artigiano mostrerà il suo lavoro e la sua attività, ma nello stesso tempo diventa guida del territorio, raccontando cultura, tradizioni tipici della località.
Ad esempio a Gubbio si potranno realizzare oggetti in pelle o cuoio e poi gustare una cena a base di pizza in forno rigorosamente a legno nella casa dell’artigiano. Invece a Positano, si potrà trascorrere un’intera giornata tra i profumi e i colori della natura, realizzando oggetti in argilla e decorandoli fino a cuocerli in serata, rilassandosi intorno al fuoco.

Inoltre, si può anche effettuare una ricerca in base al materiale con cui lavorare (pietra, legno, rame, ceramica, pelle, metallo, oro, carta, vetro, tessuto) o alle destinazioni più frequentate, o ancora agli artigiani in evidenza. Infine, da poco la piattaforma dà l’opportunità di iscriversi anche a tour operator, agenzia di viaggi o struttura ricettiva per offrire ai propri clienti una nuova tipologia di pacchetti turistici.

Il crowdfunding

Su kickstarter, Italian Stories ha lanciato una campagna di crowdfunding per poter supportare il progetto “MANI- il cuore dell’artigianato italiano”, un viaggio fotografico per raccontare, grazie a giovani fotografi di talento, la passione, la manualità e il “saper fare” degli antichi mestieri che appartengono alla tradizione del made in Italy. La campagna di crowdfunding per il libro fotografico che è un vero e proprio viaggio all’interno dell’artigianato italiano in cui si racconta di 25 artigiani selezionati dalla piattaforma di Italian Stories, si è chiuso il primo novembre e ha superato l’obiettivo prefissato di raccogliere 9 mila euro, raggiungendo oltre 11 mila euro. Il libro è quindi una collezione di storie che racconta attraverso fotografie e le loro descrizioni i diversi mestieri artigiani delle diverse regioni italiane da nord a sud. Questo libro sarà in edizione limitata con sole 365 copie ma raccoglierà nelle sue 144 pagine oltre un centinaio di fotografie originali e ad alta definizione sugli artigiani, i laboratori, i luoghi d’Italia, e sul made in Italy.

Ed ecco il tweet riassuntivo alla chiusura della campagna di crowdfunding.

Conclusioni

La condivisione in rete, che è alla base della sharing economy, sia essa attraverso la piattaforma di Italian Stories, la community nata grazie ai social, sia essa l’azione di crowdfunding attraverso kikstarter per attivare il progetto di storytelling fotografico, permette di valorizzare il made in Italy, la manualità e tutte quelle tradizioni in via d’estinzione, in un’era dove ormai predominano le tecnologie, l’internet delle cose e la robotica, riuscendo anche a rilanciare il turismo.

Non si può non concludere che con alcuni versi della canzone “Mani” di Eduardo De Crescenzo:

“… C’è tutto il destino in un palmo di mano

Le mani, le mani che sanno parlare…

…Le mani, le mani, che sanno di mare, che sanno di terra, che sanno di pane…

Le mani, le mani, le mani, le mani.”

“About Startup”: la web serie sul mondo delle start up

“About Startup”: la web serie sul mondo delle start up

Da qualche mese è sempre più in auge il connubio start up e serie, sia essa televisiva o per il web.
Il sei settembre 2016 debutta su Crackle, il servizio streaming di Sony, StartUp, una nuova serie in 10 episodi ideata da Ben Ketai ed ambientata a Miami, che è un viaggio per scoprire cosa succede se un’idea tecnologica finisce nelle mani sbagliate. Un agente corrotto dell’FBI, esperto in crimini finanziari, interpretato da Martin Freeman (conosciuto per “Fargo” e “Sherlock”) inizia ad indagare sulle attività di uno scaltro finanziere che lavora per una piccola società di Miami ed invischiato in affari di riciclaggio di denaro, Nick Talman (impersonato da Adam Brody, noto per la sua interpretazione nella serie “The O.C.”). Gli altri due protagonisti sono un hacker cubano, Izzy Morales (Otmara Marrero) che ha creato una moneta digitale, e il leader di una gang locale, Ronald Dacey (Edi Gathegi).

Invece “About Startup” è la web serie che attraverso nuovi linguaggi, si fa pioniere e fa scoprire il mondo delle start up. Un vero e proprio reality che svela i retroscena, i viaggi, le fatiche, le notti in bianco per il tanto lavoro, ma anche le passioni e le emozioni. Un viaggio per scoprire il processo che porta alla realizzazione di una start up innovativa, dalla vision su cui deve fondarsi, guardando al presente, ma immaginando il futuro, al business plan fino all’importanza della comunicazione e del web marketing per il proprio prodotto e la propria idea sia in fase di ideazione ma ancor più in fase di lancio e immissione sul mercato.

Come nasce “About Startup”?

Da un lato “About Startup” nasce per fare chiarezza sul mondo dell’innovazione e dell’imprenditoria e diffondere la conoscenza del mondo delle start up ad un più ampio numero di persone e non solo agli addetti ai lavori. Dall’altro intende coinvolgere start up, investitori, acceleratori di tutta Italia, in modo che apportino la loro voce ed esperienza personale all’interno del format.

Dopo la partecipazione al Maker Fair Rome, dove è stata registrata la prima puntata della web serie, “About Startup” ha reso pubblico e lanciato il progetto il 22 ottobre scorso, in un evento privato, presso il Google Developer Group di Torino, rivolto a giornalisti, giovani imprenditori e sostenitori.

E dopo Torino sarà la volta di Milano, Bologna e Roma.

Il team di “About Startup”

Il team come per una start up di successo, è composto da professionisti con competenze differenti ed altamente specifiche che si amalgamano armoniosamente per creare un “prodotto”. Una giornalista, due startupper e un videomaker riveleranno e documenteranno il mondo segreto nascosto dietro ad una start up innovativa.

Valentina Ferrero è la giornalista che si occupa di start up italiane e scrive per Diario Innovazione.

I gemelli Edoardo ed Emiliano Parini che stanno sviluppando come primo prodotto un bracialetto wearable, GET che permette di controllare i propri devices (smartphone, tablet, pc) ed app, attraverso un’interfaccia invisibile ed intuitiva che sfrutta la conduzione ossea, sviluppato con la loro start up Deed srl.

In particolare Edoardo Parini è Media & Interaction Designer che in Get ha implementato la bones conduction che permette l’accesso e il controllo dei devices e delle app attraverso semplici gesti, mentre Emiliano Parini si occupa di Comunicazione & Marketing e nel video di presentazione parla dei limiti e vantaggi di fare lo startupper.

Gli altri due componenti del team sono: Dario Timpani, videomaker che ha studiato Cinema e si metterà in gioco in una nuova realtà e si occuperà di effettuare le riprese e del lavoro di post produzione e Claudio Mondelli, marketing strategist che realizza la parte della veicolazione strategica.

Non resta che mettersi comodi per una full immersion nel mondo delle start up.