L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

Dietro ai prodotti ed alle specialità Dop (Denominazione di Origine Protetta) e Igp (Indicazione Geografica Protetta), ai  vini Doc e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)  che giungono sulle nostre tavole c’è la forza della biodiversità e delle radici, le antiche tecniche di mietitura del grano tramandate di generazione in generazione, la sapiente cura secolare degli olivi e della potatura delle viti, le antiche tradizioni ed ingegnerie che ruotano intorno alle risaie.

E se si ripartisse proprio dai cicli della natura, delle stagioni, dalle antiche tradizioni legate alla terra, dal cibo bio, dalla riscoperta dei piccoli borghi dove il tempo sembra essersi cristallizzato, dal recupero delle terre incolte, dalla riqualificazione delle aree rurali per creare nuove occupazioni tra presente, passato e futuro?

Ne discuteremo quest’oggi con un nuovo protagonista dell’ormai consueta rubrica #RipartiAMOItalia: andremo alla scoperta dei “Coltivatori di Emozioni” che dal Salento riunisce le piccole aziende agricole a conduzione familiare di tutta Italia e le mette in contatto con gli utenti privati che possono adottare un produttore, custode di tradizioni e saperi, sostenerne l’attività agricola, le lavorazioni, erogare voucher lavorativi, tutelare il paesaggio e tramandare le antiche tradizioni agricole e le eccellenze naturali del territorio, promuovere i prodotti della terra tipici del made in Italy, ricevendone anche direttamente a casa.

In fondo chi semina, raccoglie, sempre, anche se investendo fatica e sacrifici ma con la gioia e la soddisfazione di vedere i progressi del duro lavoro svolto nel tempo. Ma non solo di passato siamo fatti, lo sguardo deve essere sempre puntato dritto al futuro: la tradizione deve essere sapientemente affiancata e miscelata col digitale, con lo storytelling emozionale sui social e con l’immancabile innovazione.

Oltre alla scoperta della piattaforma di social farming, ci avventureremo nel mondo della blockchain che non è un mostro verde a tre teste ma col verde ha molto a che fare.

Scopriamone di più sull’entusiasmante ed appassionante progetto “Coltivatori di emozioni” con l’intervista al co-founder e responsabile del marketing, Biagio Amantia.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista a Biagio Amantia]

Come nasce la piattaforma Coltivatori di emozioni?

Coltivatori di Emozioni nasce nel 2016 da un’idea ambiziosa, ovvero voler tramandare le tradizioni agricole italiane sfruttando le potenzialità degli strumenti digitali. L’obiettivo principale è quello di salvaguardare coltivazioni e prodotti che fanno parte del tessuto identitario delle aree rurali italiane, promuovendo e riscoprendo le loro storie uniche, ma, soprattutto, sostenendo le piccole aziende agricole che continuano a tramandarle. Cerchiamo di raggiungere questo attraverso un modello che permette di “adottare a distanza” coltivatori custodi di antiche tradizioni agricole. Un sistema rivolto tanto ai privati quanto alle imprese che tramite il sostegno a piccole aziende agricole selezionate possono contribuire a preservare le eccellenze del Made in Italy e partecipare ad un nuovo processo di rivalutazione territoriale.
Una rete sostenibile che ha una mission ambiziosa: recuperare zone a rischio di abbandono e rilanciare tradizioni contadine in via di estinzione, riattivando le microeconomie locali e innalzando così il livello di prosperità delle realtà rurali.

Perché un piattaforma di social farming? E come funziona?

L’idea del social farming nasce dalla volontà di voler creare una piattaforma che potesse valorizzare le piccole aziende agricole disseminate sul territorio nazionale. Una piattaforma che è molto di più di un semplice e-commerce, è una rete attraverso la quale le aziende agricole creano un legame con le aziende sponsor di Coltivatori ed i singoli utenti che decidono di sostenere il progetto.

Le nostre “adozioni a distanza” sono lo strumento principale per raggiungere tale scopo. L’utente collegandosi alla nostra piattaforma sceglie il produttore e la tradizione  agricola che intende sostenere. In cambio riceve i prodotti dall’azienda agricola adottata, il certificato di adozione e gli aggiornamenti stagionali. Ma soprattutto contribuisce a generare ore lavoro che vengono interamente erogate all’azienda agricola selezionata e che serviranno per ultimare le loro attività agricole.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

Cosa vuol dire esattamente “adottare una tradizione agricola”?

“Adottare una azienda” significa creare un legame duraturo con questa. Le nostre adozioni non si esauriscono soltanto nel prodotto e nella sua vendita. Ogni Adozione infatti prevede un voucher lavoro che viene interamente destinato all’azienda selezionata. Il voucher viene impiegato in precise fasi di lavorazione e trasformazione e, spesso, come anche detto dall’aziende della nostra rete, è stato un aiuto importante per portare a termine, nei tempi utili, determinati lavori. Oltre al voucher Coltivatori aggiorna periodicamente i suoi utenti sullo stato dell’adozione, sulla crescita e le novità dell’azienda agricola adottata.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

Quante e quali le imprese agricole che hanno aderito alla rete? Sono molte quelle made in Sud?

Ad oggi sono 30 le piccole aziende agricole a conduzione familiare che hanno deciso di intraprendere un percorso insieme a Coltivatori. Sono varie e uniche per la loro produzione. È importante ricordare che sono “piccole aziende a conduzione familiare”, poiché è un aspetto imprescindibile per la nostra rete. La loro unicità è racchiusa anche nei “tesori” che custodiscono, vale a dire le loro coltivazioni. Spesso, infatti, alcune piccole aziende rappresentano tradizioni agroalimentari che sopravvivono solo grazie a pochi coltivatori. Inoltra le aziende della nostra rete abbracciano la produzione sostenibile ed alcuni, hanno sviluppato un processo del tutto biologico per le loro coltivazioni.

Le aziende si trovano su tutto il territorio nazionale e rappresentano in maniera uniforme le piccole tipicità regionali: dalla cipolla di Giarratana, al bergamotto calabrese, passando per i profumi dello sfusato amalfitano, i legumi del centro Italia, e salendo fino al mantovano ed il suo lambrusco DOC ed il riso della Lomellina. Insomma, stiamo creando una mappa delle piccole tipicità agroalimentari e vorremmo includere, entro la fine dell’anno, quelle regioni che ancora non abbiamo valorizzato come la Sardegna e la Valle d’Aosta.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

Come vengono esaltate la biodiversità, la sostenibilità, le micro e piccole imprese e il legame col territorio? 

Partiamo con il dire che le piccole aziende agricole della nostra rete fanno moltissimo per questi temi, adottando un’agricoltura sostenibile e/o biologica. Ognuno ha un valore ed un’attenzione differente ma pur sempre importante. Queste aziende hanno riscoperto il valore dei cicli naturali, dell’aiuto che la natura stessa può dare e della relazione imprescindibile con questa. Basti pensare che le aziende apistiche della nostra rete sono impegnate in progetti di monitoraggio ambientale e della biodiversità, oltre poi ad essere promotori della cultura apistica attraverso molte attività di divulgazione e formazione.

In molti casi le aziende rappresentano degli esempi delle microeconomie delle aree rurali italiane e spesso sono il simbolo del coraggio di giovani agricoltori che hanno deciso di dedicare la loro vita all’agricoltura e ad un lavoro tramandato negli anni di generazione in generazione.

Da parte nostra ci mettiamo il nostro impegno nel valorizzare questi aspetti che, come già detto, sono diversi per ogni azienda ed ognuno merita una narrazione differente.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

Come funzionano le vendite online dei prodotti genuini con il “Box delle emozioni”? Sono legate alla stagionalità della natura? Quale tipologia di prodotto risulta il più venduto?

La nuova “Box delle Emozioni” è nata durante la quarantena. Volevamo dare maggiore visibilità alle tradizioni agricole della nostra rete e, poiché le nostre adozioni prevedevano una tradizione per volta, abbiamo pensato di creare un’adozione che permettesse di adottare tante in un solo colpo.

Per la prima Box abbiamo pensato di partire con i cardini della nostra rete e con quattro prodotti cardini dei prodotti tipici della nostra agricoltura: olio, riso, vino e limoncello.

Da settembre daremo attenzione a tematiche ben precise, valorizzando i prodotti di una determinata regione per volta. La stagionalità sarà sicuramente un altro tema al quale daremo importanza.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

Un prodotto che vedrete prossimamente nelle nostre Box sarà il miele delle nostre aziende, molto richiesto dai nostri utenti e da quelli potenziali.

Su quali social è presente il progetto e come si è deciso di fare storytelling e raccontare le tradizioni dell’orto, le aziende, i prodotti, le emozioni?

Coltivatori di Emozioni è presente su Facebook, Instagram e LinkedIn. Lo storytelling cambia per i tre social network.

Se per LinkedIn puntiamo principalmente su un piano business, su Facebook ci misuriamo con un pubblico attivo e stimolante, sensibile sulle tematiche legate alla promozione dell’agricoltura e dei nostri prodotti tipici.

I contenuti presenti raccontano le storie delle piccole aziende della nostra rete e  della storia dei loro prodotti. Tuttavia facciamo crescere l’attenzione del pubblico anche grazie ai nostri contenuti nel blog attraverso i quali vogliamo far conoscere meglio non solo le tradizioni agroalimentari ma anche le antiche tecniche agricole, i mestieri che hanno fatto la storia di questo settore ed i punti di vista delle nostre aziende sulle tematiche del lavoro e del presente.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

Instagram si arricchisce di una maggiore attenzione verso gli aspetti grafici e visuali che possono incentivare alla lettura e alla conoscenza delle storie che raccontiamo e dei prodotti che valorizziamo.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

E per quanto riguarda il blog? Con quale periodicità vengono postati blog post e quali tematiche si prediligono?

Sul nostro Blog due rubriche costituiscono, ad oggi, gli aggiornamenti costanti e settimanali: Antichi Mestieri Agricoli, nella quale riscopriamo le antiche tecniche agricole e le professioni della storia dell’agricoltura, e Tradizioni Agroalimentari, nella quale riscopriamo la storia dei prodotti della nostra rete. Da settembre ritorneremo più assiduamente ad intervistare le nostre aziende sulle tematiche legate al mondo della lavoro, alla salute e crescita delle loro coltivazione e su aspetti generali legati all’agricoltura.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

In un periodo di difficoltà occupazionali e di chiusure di piccoli negozi, ci sarà un’inversione di tendenza e si riscoprirà il legame con le radici, il territorio e si investirà maggiormente in agricoltura?

L’inversione di tendenza è già avvenuta. Dopo il lockdown molti italiani hanno riscoperto la bellezza delle vacanze nelle aree rurali italiane, scegliendo come meta privilegiata per trascorrere le vacanze estive. Riscoprire queste aree significa anche rapportarsi con storie, sapori e tradizioni dei nostri territori. L’attenzione verso l’agricoltura italiana ed i prodotti della nostra tradizione agroalimentare ha effetti positivi anche su Coltivatori di Emozioni.

Crediamo fortemente nell’innovazione e nella tecnologia al servizio della  tradizione agricola italiana. Per questo lo scorso anno abbiamo dato vita ad una partnership interessante con Devoleum, una piattaforma che utilizza la tecnologia blockchain per rendere più trasparenti le filiere produttive. Il primo test è stato fatto sulla filiera del Carnaroli classico bio coinvolgendo una delle nostre aziende agricole. I passaggi della filiera produttiva del riso sono caricati sulla blockchain di Devoleum, il quale a sua volta si appoggia a Ethereum (un sistema a prova di manomissione open source e trasparente). I dati immessi sulla blockchain diventano impossibile da manipolare: immutabili. Devoleum crea automaticamente uno storico del prodotto, raccogliendo tutti i passaggi che vi abbiamo caricato (la lavorazione minima del terreno, la semina dell’erbaio, l’acquisto di sementi certificate…). Lo storico del prodotto prende la forma di una storia, accessibile tramite un codice QR da qualsiasi dispositivo.

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

Il consumatore finale, quindi, potrà fare lo scan dello smart tag e scoprire sul proprio dispositivo la storia della filiera 2019 del Riso Carnaroli Classico della nostra azienda agricola.

Questo percorso  proseguirà infatti abbiamo intenzione di estendere questa tecnologia a tutti i nostri produttori così da dare ai nostri clienti ulteriori elementi di garanzia.

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