<strong>Ecoturismo, turismo sostenibile e responsabile</strong>

Ecoturismo, turismo sostenibile e responsabile

Quest’oggi ci avventuriamo nel mondo del turismo e della sostenibilità e andiamo all’esplorazione dell’alternativa green ai soliti viaggi: ci immergiamo nell’ecoturismo e nel turismo sostenibile e responsabile. Allacciate le cinture.

Che cos’è l’ecoturismo?

L’ecoturismo è una forma di turismo che coniuga il piacere di viaggiare verso mete dalla bellezza naturale ma in modo responsabile verso l’ambiente e le popolazioni locali. Rispetta infatti l’ambiente e il benessere delle persone, sensibilizzando sulla salvaguardia degli habitat naturali.

Ma quando nasce?

Il concetto di ecoturismo è stato introdotto dall’architetto messicano ambientalista, Hector Ceballos-Lascurain nel 1988 che parla di viaggi in luoghi naturali con l’obiettivo di “studiare, ammirare e apprezzare lo scenario”.

L‘International Ecotourism Society (IES) definisce l’ecoturismo:

“un turismo responsabile in aree naturali, che contribuisce alla protezione dell’ambiente, sostiene il benessere della popolazione locale e comporta interpretazione ed educazione. Per educazione si intende sia quella dei visitatori che degli ospitanti”.

Come si fa ecoturismo? Esempi e destinazioni

L’ecoturismo è il turismo sostenibile al contatto con la natura. Il turista sceglie attività compatibili con l’ambiente tipo trekking, escursioni, immersioni, arrampicate, passeggiate nella natura per ammirare la flora e la fauna, birdwatching, sentieri ciclabili, agriturismi, oasi, riserve naturali  in cui ammirare splendidi panorami incontaminati ad alta quota.

Ad esempio la Gola di Gorropu è un profondo canyon al centro della Sardegna, caratterizzato da oltre 500 metri di altezza che è considerato  il più profondo d’Italia e uno dei più spettacolari d’Europa. Assicura escursioni tra sentieri costellati di ginepri e tassi millenari, sorgenti, grotte, villaggi dove il tempo sembra essersi fermato.

Il Parco della Maremma che custodisce un’area che preserva la biodiversità, è ideale per escursioni in canoa e per attività di birdwatching in Toscana per ammirare rapaci, oche selvatiche e gru.

L’Islanda, il paese più green secondo il report The Green Future Index 2022, è la meta ideale per il turismo ecosostenibile tra i geyser, coi loro getti di acqua calda alti fino a venti metri,  la laguna glaciale di Jökulsárlón, con gli iceberg galleggianti, ed ancora il lago all’interno del cratere di Kerid, la grotta di cristallo blu, situata nel Parco Nazionale di Skaftafell, non lontano dalla laguna di Svinafellsjokull,  il tour attraverso le grotte nel ghiacciaio di Langjökull, l’imponente cascata di Gullfoss conosciuta come “la cascata d’oro” e lo spettacolo unico dell’aurora boreale.

Una delle principali destinazioni per l’ecoturismo è la Malesia che offre innumerevoli  attività: snorkeling nelle Isole Perhentian, un centro di riabilitazione per oranghi, escursioni nella foresta pluviale.

Kerala, nominato uno dei dieci paradisi del mondo dal “National Geographic Traveler”, è una delle località più incontaminate dell’India in cui si possono ammirare foreste abitate da specie animali uniche, spiagge di sabbia intatte, i Parchi Nazionali di Periyar, di Eravikulam e il Santuario di Flora e Fauna Selvatica di Wayanad.

L’ecoturismo sensibilizza inoltre sui temi ambientali, coinvolgendo i turisti in attività che tutelano l’ambiente come ad esempio raccolte di rifiuti e di plastica, protezione di specie autoctone e in via di estinzione, programmi di educazione e di recupero ambientale.

A Koh Mak, ad esempio, sono vietate le moto d’acque e la pulizia di strade e spiagge vede il coinvolgimento dei turisti, all’insegna del “Trash Hero”, un movimento guidato da volontari che è nato proprio in Thailanda ma che ora è diventato internazionale.

Eco-escursioni per il “plastic fishing” si svolgono invece tra i canali delle città olandesi, Amsterdam e Rotterdam. Sono state ideate ed organizzate dall’associazione “Plastic Whale” per sensibilizzazione sul problema della dispersione della plastica e per recuperala con un retino a bordo di una barca elettrica.

Differenze tra ecoturismo e turismo sostenibile

L’aspetto peculiare dell’ecoturismo è che si svolge prevalentemente in aree naturali e lo differenzia dal turismo sostenibile che può riguardare anche le città ma con quest’ultimo ne condivide i principi.

Come nasce e come funziona il turismo sostenibile

Il turismo sostenibile nasce come antitesi al turismo di massa che genera spesso sovraffollamento turistico (overtourism) che può rivelarsi dannoso per l’ambiente, gli abitanti, i monumenti.

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, il turismo sostenibile soddisfa le esigenze dei viaggiatori, delle comunità locali, delle aziende, tenendo presente l’impatto sociale, economico e ambientale sia nel presente che in un’ottica futura.

Il turismo sostenibile privilegia mezzi di trasporto sostenibili, auto ibride o elettriche, car sharing, mezzi pubblici e bici, ma anche soggiorni in strutture ricettive eco-friendly che assumono personale locale e sono attente alla tutela ambientale.

Esiste una piattaforma, Ecobnb su cui trovare strutture ecosostenibili e all’insegna dell’economia circolare e a ridotto impatto ambientale.

Un albergo per essere davvero ecologico deve limitare gli sprechi e l’inquinamento, recuperare l’acqua piovana per gli sciacquoni e l’irrigazione dei giardini, dotarsi di pannelli solari, usare solo fonti d’energia rinnovabili, saponi biologici e detersivi biodegradabili, inoltre lenzuola, asciugamani e biancheria da camera dovrebbero essere totalmente realizzate con cotone organico.

Una valida alternativa sono gli alberghi diffusi che sono ricavati e pensati per valorizzare strutture già esistenti, come edifici di antichi borghi o vecchie case rurali, che permette di recuperare e riportare in vita i piccoli borghi italiani abbandonati offrendo al turista un’esperienza di totale integrazione con il territorio visitato.

Il turismo sostenibile rispetta e valorizza gli usi e i costumi locali e crea occasioni di contatto con la comunità locale, ospitando eventi multisensoriali, esperienze emozionali e percorsi enogastronomici organizzati dagli attori del territorio come mostre fotografiche, gite fuori porta, menu speciali.

Privilegia inoltre i ristoranti tipici che fanno uso di prodotti biologici a chilometro zero. Così i turisti possono gustare prelibatezze sane, uniche ed estremamente gustose, e avvantaggia i produttori locali che possono sopravvivere alla concorrenza delle grandi distribuzioni.

Turismo sostenibile: Vantaggi e svantaggi

Il turismo sostenibile che è  un turismo slow, contribuisce a rallentare il cambiamento climatico, riduce le emissioni di CO2, rispettando l’ambiente e i paesaggi. Difende le tradizioni locali, rilancia i piccoli borghi, le destinazioni meno conosciute e gettonate, riscoprendo aree antiche e incontaminate, contribuisce alla tutela e valorizzazione delle bellezze naturali e storiche, migliora l’economia e crea nuovi posti di lavoro, contribuendo alla riduzione della povertà.

Questo tipo turismo non è adatto al turista “mordi e fuggi” che non è rispettoso del territorio, dell’ambiente e non privilegia scelte etiche e comunitarie.

Turismo sostenibile e turismo responsabile

Turismo sostenibile e turismo responsabile presentano leggere differenze nel focus.

Il turismo sostenibile si focalizza sull’impatto che il turista ha sull’ambiente. Mentre il turismo responsabile pone la sua attenzione sull’impatto sulla popolazione locale, rispetto alle tradizioni, alla cultura e ala comunità che ospita il turista per promuovere lo sviluppo economico e sociale.

Ma attualmente sono considerati concetti che si fondono tra loro condividendo la regola delle 3E di stampo anglofono: Economy, Ethics e Environment.

Turismo sostenibile e turismo responsabile

Conclusioni

Il viaggio è svago, condivisione, crescita, relazionarsi con il “nuovo” e l’“altro” da sé, scoprire nuove prospettive e può contribuire anche a combattere il cambiamento climatico, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Un turista eco-sostenibile e responsabile è un viaggiatore consapevole che rispetta l’ambiente e gli ecosistemi locali, fa scelte che avranno effetto sul lungo termine, riducendo al minimo l’impatto del suo passaggio, prediligendo ad esempio il treno che inquina 10 volte in meno rispetto all’aereo o il trasporto pubblico per ridurre l’inquinamento, acquista prodotti dell’artigianato locale offrendo benefici economici,  rispetta le differenze culturali, conosce e si confronta con le persone del luogo. Si comporta come un ospite diligente non portando via con sé “ricordi” dalle aree naturali come ad esempio la pregiatissima sabbia bianca della Sardegna, non danneggiando siti storici e archeologici, non lasciando rifiuti in giro, non trafugando piante o animali in via di estinzione.

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