Italian Stories: la start up dell’artigianato e del turismo 2.0

Italian Stories: la start up dell’artigianato e del turismo 2.0

Artigianato e turismo esperienziale dal sapore 2.0 grazie a Italian Stories, la start up che attraverso una piattaforma online unisce più di 120 artigiani sparsi per il territorio italiano e i turisti che, attraverso le oltre 200 esperienze disponibili da prenotare online, possono conoscerli dal vivo e scoprire da vicino le loro botteghe ed i segreti del made in Italy.

La piattaforma e la community di Italian Stories

Italian Stories nasce nel gennaio 2015 dall’idea è degli architetti Eleonora Odorizzi e Andrea Miserocchi che, grazie a un bando vinto nell’ambito del Programma europeo Fesr 2007-2013 per lo sviluppo di nuove imprenditorialità, hanno potuto implementare questo progetto digitale. La community online è nata principalmente grazie alla pagina Facebook ed al profilo Twitter, in cui vengono pubblicate le storie degli artigiani per creare interesse. Successivamente è stata creata una rete di storyfinder che supportano il team di Italian Stories nel trovare offline le migliori storie dell’eccellenza del made in Italy e di raccontarle sul web per farle conoscere e diffondere in Italia e all’estero.

Come funziona?           

I turisti di tutto il mondo possono incontrare, grazie alla piattaforma, ceramisti, restauratori, orafi, cappellai, maestri cartari, rilegatori, liutai, vetrai, “impiraresse”  (antico mestiere di Venezia che consiste nell’infilare con lunghi aghi dell’Ottocento o con il metallo, le “conterie”,  perline rotonde di vetro usata per gioielli, fiori, ricami e decori per la casa). Un viaggio, quindi, per andare alla scoperta dell’arte e dell’artigianato, e dei borghi d’Italia, all’insegna della condivisione delle esperienze e della conoscenza.

In particolare sulla piattaforma il turista può scegliere e prenotare tra tre tipi di esperienze, che si differenziano anche per i prezzi.

#1. Visit

Una visita guidata all’interno della bottega, dove si possono ascoltare le storie e i particolari, direttamente narrati dai maestri artigiani e osservarli all’opera, come a Firenze per scoprire come nasce l’abito da sposa sartoriale, o a Riva del Garda con il viaggio polisensoriale e attraverso il tempo alla scoperta del molino artigianale e storico.

 #2. Workshop

Si può “andar a bottega” come nel passato, grazie ai workshop in cui l’artigiano insegna tutti i segreti del suo mestiere e della sua arte.
A Milano si può partecipare ad un workshop sulla rilegatura per imparare a fare la cucitura su nervi in corda o in cuoio, a Bovolone invece c’è un corso per imparare l’arte dell’intagliare il legno, a Isola della Scala, in provincia di Verona, invece si potrà andare alla scoperta di come si realizza un paio di scarpe artigianali: dal disegno sulla forma alla carta modello, fino al taglio su pelle della tomaia e per finire il montaggio della calzatura su forma.

#3. Special

Una visita guidata attraverso cui l’artigiano mostrerà il suo lavoro e la sua attività, ma nello stesso tempo diventa guida del territorio, raccontando cultura, tradizioni tipici della località.
Ad esempio a Gubbio si potranno realizzare oggetti in pelle o cuoio e poi gustare una cena a base di pizza in forno rigorosamente a legno nella casa dell’artigiano. Invece a Positano, si potrà trascorrere un’intera giornata tra i profumi e i colori della natura, realizzando oggetti in argilla e decorandoli fino a cuocerli in serata, rilassandosi intorno al fuoco.

Inoltre, si può anche effettuare una ricerca in base al materiale con cui lavorare (pietra, legno, rame, ceramica, pelle, metallo, oro, carta, vetro, tessuto) o alle destinazioni più frequentate, o ancora agli artigiani in evidenza. Infine, da poco la piattaforma dà l’opportunità di iscriversi anche a tour operator, agenzia di viaggi o struttura ricettiva per offrire ai propri clienti una nuova tipologia di pacchetti turistici.

Il crowdfunding

Su kickstarter, Italian Stories ha lanciato una campagna di crowdfunding per poter supportare il progetto “MANI- il cuore dell’artigianato italiano”, un viaggio fotografico per raccontare, grazie a giovani fotografi di talento, la passione, la manualità e il “saper fare” degli antichi mestieri che appartengono alla tradizione del made in Italy. La campagna di crowdfunding per il libro fotografico che è un vero e proprio viaggio all’interno dell’artigianato italiano in cui si racconta di 25 artigiani selezionati dalla piattaforma di Italian Stories, si è chiuso il primo novembre e ha superato l’obiettivo prefissato di raccogliere 9 mila euro, raggiungendo oltre 11 mila euro. Il libro è quindi una collezione di storie che racconta attraverso fotografie e le loro descrizioni i diversi mestieri artigiani delle diverse regioni italiane da nord a sud. Questo libro sarà in edizione limitata con sole 365 copie ma raccoglierà nelle sue 144 pagine oltre un centinaio di fotografie originali e ad alta definizione sugli artigiani, i laboratori, i luoghi d’Italia, e sul made in Italy.

Ed ecco il tweet riassuntivo alla chiusura della campagna di crowdfunding.

Conclusioni

La condivisione in rete, che è alla base della sharing economy, sia essa attraverso la piattaforma di Italian Stories, la community nata grazie ai social, sia essa l’azione di crowdfunding attraverso kikstarter per attivare il progetto di storytelling fotografico, permette di valorizzare il made in Italy, la manualità e tutte quelle tradizioni in via d’estinzione, in un’era dove ormai predominano le tecnologie, l’internet delle cose e la robotica, riuscendo anche a rilanciare il turismo.

Non si può non concludere che con alcuni versi della canzone “Mani” di Eduardo De Crescenzo:

“… C’è tutto il destino in un palmo di mano

Le mani, le mani che sanno parlare…

…Le mani, le mani, che sanno di mare, che sanno di terra, che sanno di pane…

Le mani, le mani, le mani, le mani.”

La bellezza di Napoli nel nuovo spot di Ferrero Rocher

La bellezza di Napoli nel nuovo spot di Ferrero Rocher

Napoli o la si ama o la si odia, è una città dall’immane bellezza, dalle grandi testimonianze storiche-culturali, e dai tramonti mozzafiato e più magici che conosca, nonché  il mio soggetto fotografico preferito, e da sempre ha dato grossi scossoni alla mia vita, nel bene e nel male e mi ha permesso di crescere molto.

“Napule è mille culure”

Ultimamente Napoli fa molto sfoggio di sé. Dopo essere stata scelta come location per le sfilate di Dolce & Gabbana del luglio scorso e per la campagna autunno-inverno 2016-2017, seguita dalla maison francese Givenchy con gli scatti tra i vicoli della città partenopea per la pre-collezione Primavera 2017, Visit Napoli ha pubblicato un video di promozione in cui confronta la città di Napoli con Londra, teatri a confronto, ma anche paesaggi, cibi e tradizioni culinarie, torri e castelli, costi, fino al claim finale: “More expansive isn’t always better”. Lo spot è stato ripreso dalle più importanti testate giornalistiche come La Repubblica, il Giornale.it e Corriere Del Mezzogiorno.

Ferrero Rocher e Napoli                                  

Non solo Dolce & Gabbana e Givenchy, ma anche la Ferrero Rocher sceglie Napoli.

Il protagonista del nuovo spot è un elegante uomo con un borsalino che passeggia sul lungomare che costeggia Castel dell’Ovo, tra le ampie colonne che costeggiano il portico della Basilica di San Francesco di Paola a Piazza Plebiscito con la veduta del Palazzo Reale di fronte. E i suoi occhi azzurri sono curiosi e vagano tra cotanta bellezza, ammirando i leoni che costeggiano la Basilica e la sua cupola, e le due statue equestri di Carlo III di Borbone e di suo figlio Ferdinando I. L’artista si posiziona esattamente  di fronte all’ampio colonnato che abbraccia Piazza del Plebiscito, e la telecamera la inquadrata in tutta la sua “bellezza assoluta”, che viene riportata anche nello schizzo a mano del protagonista. L’uomo folgorato ed ispirato da queste bellezze, alla fine di ogni “viaggio” si reca a comprare quel cioccolatino unico, avvolto dalla famosa carta dorata, grazie al quale, anche il suo palato, può “assaporare la bellezza”.

La voce over recita infatti:

“Quando abbiamo creato Ferrero Rocher abbiamo cercato la bellezza assoluta. Sarà perché siamo italiani. Abbiamo cercato la qualità negli ingredienti, un gusto inimitabile, una forma perfetta. È stato come cercare l’oro. Ferrero Rocher, assapora la bellezza.”

Inoltre, il 29 luglio il post sulla pagina Facebook di Ferrero Rocher Italia compare già quel senso di “attesa” e un “indizio” alla nuova campagna con la presenza dell’hashtag #LaBellezzaDellAttesa che accompagna un’immagina evocativa dei colori caratteristici del prodotto: dorato e marrone.

 

Le 4 versioni dello spot Ferrero Rocher 

Lo spot del prodotto di punta della casa dolciaria di Alba, è stato declinato in quattro versioni, mantenendo inalterato il testo e il sottofondo musicale, ed ancora il cameriere che porta il caffè al tavolino, ma con uno sfondo di volta in volta diverso dove il protagonista disegna il logo di Ferrero Rocher, la pasticceria Ferrero e a seguire le gustose immagini dell’inconfondibile pralina e l’uomo che addenta il Ferrero Rocher. Dopo Napoli, sono state scelte le “bellezze” di altre tre città italiane: Firenze (Galleria degli Uffizi, Ponte Vecchio, Ponte Santa Trinità), Roma (Castel Sant’Elmo, Colosseo) e Venezia (Palazzo Ducale, la Basilica di San Marco, i canali).

C’è un parallelismo tra l’armonia perfetta nei monumenti millenari che celano storia e tradizioni con l’armonia degli ingredienti della pralina sferica che sposa la gustosa granella di nocciola, il fine cioccolato, il croccante wafer ed il morbido ripieno con un cuore di nocciola intera.

È ormai lontano il tempo di Ambrogio e dell’estrosa e ricca signora in un tailleur giallo e il suo celeberrimo “Ho un leggero languorino”, una pubblicità ormai vintage, che lascia spazio ad uno spot più sofisticato, alla ricerca della bellezza storico-artistica italiana per un viaggio attraverso i sensi e il gusto. Sempre più il buon cibo made in Italy si sposa con le bellezze architettoniche, paesaggistiche, storico, culturali della penisola.

La campagna integrata

La campagna è firmata dall’agenzia Publiregia e prodotto da Akita Film, gli spot sono diretti da Ago Panini, la musica è firmata da Enrico Sabena, mentre la direzione della fotografia è stata affidata a Sandro Bolzon.

Ed oltre che in tv, sarà veicolata anche nei punti vendita e sul web. Ferrero Rocher sarà presente in circa 150 ipermercati d’Italia con gli esclusivi “Monuments”, gli espositori che riproducono i monumenti più famosi e riconoscibili delle città. Per il web, invece, sono previsti post geolocalizzati che si riagganciano ai Monuments di Ferrero Rocher, per gli auguri firmati.

“About Startup”: la web serie sul mondo delle start up

“About Startup”: la web serie sul mondo delle start up

Da qualche mese è sempre più in auge il connubio start up e serie, sia essa televisiva o per il web.
Il sei settembre 2016 debutta su Crackle, il servizio streaming di Sony, StartUp, una nuova serie in 10 episodi ideata da Ben Ketai ed ambientata a Miami, che è un viaggio per scoprire cosa succede se un’idea tecnologica finisce nelle mani sbagliate. Un agente corrotto dell’FBI, esperto in crimini finanziari, interpretato da Martin Freeman (conosciuto per “Fargo” e “Sherlock”) inizia ad indagare sulle attività di uno scaltro finanziere che lavora per una piccola società di Miami ed invischiato in affari di riciclaggio di denaro, Nick Talman (impersonato da Adam Brody, noto per la sua interpretazione nella serie “The O.C.”). Gli altri due protagonisti sono un hacker cubano, Izzy Morales (Otmara Marrero) che ha creato una moneta digitale, e il leader di una gang locale, Ronald Dacey (Edi Gathegi).

Invece “About Startup” è la web serie che attraverso nuovi linguaggi, si fa pioniere e fa scoprire il mondo delle start up. Un vero e proprio reality che svela i retroscena, i viaggi, le fatiche, le notti in bianco per il tanto lavoro, ma anche le passioni e le emozioni. Un viaggio per scoprire il processo che porta alla realizzazione di una start up innovativa, dalla vision su cui deve fondarsi, guardando al presente, ma immaginando il futuro, al business plan fino all’importanza della comunicazione e del web marketing per il proprio prodotto e la propria idea sia in fase di ideazione ma ancor più in fase di lancio e immissione sul mercato.

Come nasce “About Startup”?

Da un lato “About Startup” nasce per fare chiarezza sul mondo dell’innovazione e dell’imprenditoria e diffondere la conoscenza del mondo delle start up ad un più ampio numero di persone e non solo agli addetti ai lavori. Dall’altro intende coinvolgere start up, investitori, acceleratori di tutta Italia, in modo che apportino la loro voce ed esperienza personale all’interno del format.

Dopo la partecipazione al Maker Fair Rome, dove è stata registrata la prima puntata della web serie, “About Startup” ha reso pubblico e lanciato il progetto il 22 ottobre scorso, in un evento privato, presso il Google Developer Group di Torino, rivolto a giornalisti, giovani imprenditori e sostenitori.

E dopo Torino sarà la volta di Milano, Bologna e Roma.

Il team di “About Startup”

Il team come per una start up di successo, è composto da professionisti con competenze differenti ed altamente specifiche che si amalgamano armoniosamente per creare un “prodotto”. Una giornalista, due startupper e un videomaker riveleranno e documenteranno il mondo segreto nascosto dietro ad una start up innovativa.

Valentina Ferrero è la giornalista che si occupa di start up italiane e scrive per Diario Innovazione.

I gemelli Edoardo ed Emiliano Parini che stanno sviluppando come primo prodotto un bracialetto wearable, GET che permette di controllare i propri devices (smartphone, tablet, pc) ed app, attraverso un’interfaccia invisibile ed intuitiva che sfrutta la conduzione ossea, sviluppato con la loro start up Deed srl.

In particolare Edoardo Parini è Media & Interaction Designer che in Get ha implementato la bones conduction che permette l’accesso e il controllo dei devices e delle app attraverso semplici gesti, mentre Emiliano Parini si occupa di Comunicazione & Marketing e nel video di presentazione parla dei limiti e vantaggi di fare lo startupper.

Gli altri due componenti del team sono: Dario Timpani, videomaker che ha studiato Cinema e si metterà in gioco in una nuova realtà e si occuperà di effettuare le riprese e del lavoro di post produzione e Claudio Mondelli, marketing strategist che realizza la parte della veicolazione strategica.

Non resta che mettersi comodi per una full immersion nel mondo delle start up.

Al Palacongressi di Rimini la IV edizione di Social Media Strategies

Al Palacongressi di Rimini la IV edizione di Social Media Strategies

Il 3 e 4 novembre 2016 il Palacongressi di Rimini, la più grande location per congressi in Italia, ospiterà il Social Media Strategies, giunto alla sua quarta edizione. Nella due giorni dell’evento formativo rivolto ai professionisti del Social Media Marketing, per aggiornarsi su come utilizzare al meglio i canali social e le strategie di comunicazione ed advertising, ci saranno speech suddivisi in livello base ed avanzato e differenziati per tipologie “conferenza” e “case study”, per un totale di 60 interventi in 10 sale tematiche. È prevista anche un’area espositiva dedicata agli operatori del settore B2B e B2C, dove si ci potrà rivolgere e confrontarsi con  web agency, freelance, social media manager, blogger, direttori di marketing, startupper, creando networking.

L’apertura di Social Media Strategies 2016 sarà a suon di “Musica e Social Network” con l’ospite Sergio Sgrilli.

Nella sala Facebook Marketing ci sarà Alessandro Mazzù e si parlerà di “Youtility. Come integrarla nella tua strategia su Facebook”, mentre lo speech di Francesca Mattia sarà su “Come aumentare l’engagement sulle pagine Facebook”. E Silvia Signoretti si soffermerà, con un approccio pratico, sull’uso strategico di Facebook Business Manager: “Business Manager… paura? No. Facciamocelo amico, ma solo un po’”.

Chiara Minguzzi focalizzerà il suo speech su “Facebook Advertising: riempire l’hotel personalizzando l’offerta”.

Susanna Alonso si soffermerà su “Internazionalizzazione digitale in 3 passi e 1 caso”, scoprendo i canali social più idonei per intraprendere una strategia di internazionalizzazione e come definire i mercati target, e analizzando una case history nell’ambito del Food & Wine.

E con Valentina Vellucci si ci soffermerà sulla visual strategy per il settore food, andando alla scoperta delle caratteristiche di YouTube, Instagram, Facebook, Snapchat, Vine e Tumblr. E si ci soffermerà sui target, sul linguaggio di narrazione da adottare in una visual strategy in ambito food.

Con Giorgio Soffiato invece si definirà una social strategy aziendale idonea a massimizzarne il valore in una più ampia digital strategy.

Con Andrea Boscaro si scoprirà come gestire i commenti negativi o critici sui social media: “Affrontare di petto l’hate speech: un modello per gestire i commenti negativi”.

Mentre Samuela Conti si soffermerà su “Crisis Management: come trasformare una recensione negativa in opportunità”, partendo dal caso del Villaggio Lido D’Abruzzo.

Valentina Falcinelli affronterà come sviluppare una Linkedin content strategy, partendo dagli obiettivi di marketing che si ci prefigge, e come andare a sviluppare quindi un calendario editoriale, come aumentare follower, come rispondere ai commenti. Si soffermerà anche sulla case histoy di un top brand come BPER Banca.

Nella sala Video Marketing, Claudio Gagliardini affronterà come il live streaming ha rivoluzionato le strategie di marketing delle aziende.

Roberta Migliori analizzerà nel suo speech dal titolo “Social Media e Gamification: come usare le meccaniche di gioco per coinvolgere la tua community e raggiungere i tuoi obiettivi” una decina tra esempi e case history di aziende di settori diversi e con budget differenti, che hanno sfruttato la gamification come leva per raggiungere i propri obiettivi di web marketing.

Angelo Marolla si soffermerà sull’utilità di Twitter, soprattutto nel B2B: “Twitter non è un social di serie B. Vediamo come e in cosa è funzionale in una strategia social”.

William Sbarzaglia si soffermerà invece sulle buyer personas e su come creare una campagna di web marketing sui social, partendo dall’analisi degli “individui”.

Enrico Giubertoni nel suo speech si soffermerà sul ruolo del branding, sul processo di conversione e sul ROI, portando esempi concreti del settore cosmesi: “Come e quanto il brand può aiutare per raggiungere gli obiettivi di vendita sui Social?”.

L’iscrizione al Social Media Strategies permette anche di accedere alle video registrazioni di ogni singolo evento oltre alle slide che sono scaricabili. Inoltre, si potrà accedere al forum riservato per confrontarsi coi relatori.

Per consultare il programma completo clicca qui.

BrandOrbi: come diventare brand influencer con la sharing economy

BrandOrbi: come diventare brand influencer con la sharing economy

Nel nostro appuntamento di lunedi mi sono soffermata sul cambiamento del rapporto tra azienda e persone e sull’affermazione dei prosumer e sull’ascesa della sharing economy. Ed oggi vado ad analizzare una piattaforma che non solo mette sullo stesso piano azienda e consumatore, ma che addirittura porta il brand nella tua casa, sul divano del tuo salotto per fa festa con te e tuoi amici.
Ma chi non ha mai sognato di organizzare un party o una serata coi propri amici fidati ed essere anche pagato? Tutto questo è reso possibile dalla start up che abbraccia la sharing economy e capovolge i tradizionali modelli di business, inaugurando il C2B (consumer to business): BrandOrbi.

BrandOrbi ti dà la possibilità di scegliere brand affini alle tue passioni e di organizzare un party esclusivo nella tua casa, trasformandoti in un vero brand influencer.

Ma come funziona?

Basta iscriversi sulla piattaforma come “Host”, i privati pronti ad organizzare per i brand l’evento, presentandosi e specificando le proprie passioni e la location che si mette a disposizione sia essa un salotto, un giardino o un terrazzo.

Poi si riceveranno una o più proposte da brand affini, tra quelli presenti sulla piattaforma ed aderenti al programma, e si può decidere con quale collaborare, divenendo così da un lato un event manager empatico ed attento ai particolari, organizzando un evento semplice ma da ricordare nel proprio salotto di casa, sul proprio divano, o nell’ampio e curato giardino, invitando gli amici di sempre, ma anche conoscenti e parenti eventualmente, e dall’altro un vero padrone di casa che li accoglierà con calore e con i dovuti onori di casa. E si deciderà in prima persona il prezzo, valutandolo in base alle caratteristiche della location e del proprio grado di influenza sociale. Sul pagamento finale però verrà trattenuta una commissione per il servizio offerto da BrandOrbi.

Sono previste quattro tipologie di eventi, la cui “taglia” va ad influire anche sul prezzo del pagamento. Nel primo caso un incontro “one to one”, quasi privato che coinvolge solo dai 5 agli 8 amici potenzialmente interessati a scoprire il brand. La formula “small meeting” prevede invece un gruppo dalle 9 alle 15 persone , una sorta di aperitivo. Se invece si passa dai 16 ai 25 amici, già si può essere in presenza di un “little or big party”. L’ospite d’onore sarà sempre il brand e su di esso sarà focalizzata l’attenzione.

L’azienda da canto suo si registra anch’essa alla piattaforma e indica le sue preferenze e il numero di partecipanti che desidera in base alle formule previste. E potrà visionare i profili “Host”, a cui poi verserà la quota prevista da questi ultimi, ma i pagamenti avverranno sempre tramite la piattaforma. Durante la richiesta di prenotazione si può specificare se si vuole anche vendere i propri prodotti durante l’evento.

Il Curriculum di BrandOrbi

Ieri 26 ottobre, a Milano, la start up Brandorbi è stata presentata al Tavolo Giovani di Camera di Commercio Milano, sul tema Innovazione Sociale.

Il primo evento organizzato da Brandorbi è stato a casa di un food addicted dove Lorenzo Vinci ha presentato ad un piccolo gruppo di amici del padrone di casa alcuni prodotti alimentari di qualità di aziende artigianali o piccole realtà agricole, offerti sul suo omonimo sito web.

Il 25 maggio scorso, invece, presso l’abitazione di un host appassionato di cinema è stato presentato il film “Calcolo Infinitesimale” con i registi Enzo Papetti e Roberto Minini Merot, e impersonato da Stefania Rocca e Luca Lionello.

BrandOrbi è stata anche selezionata per il Pioneers Festival, considerata tra le 500 start up più promettenti di Europa. Il Pioneers Festival, uno dei principali eventi europei dedicato alle tecnologie future e all’imprenditoria innovativa, si è svolto il 24 e 25 maggio 2016 a Vienna.

La community di BrandOrbi

La versione beta presenta già una community di circa mille persone e ci sarà a breve il lancio ufficiale. Nel frattempo si ha la possibilità di iscriversi già come “Host” o “Brand” per avere “i primi posti”, così che l’azienda sceglie in termini di visibilità, non in base all’ordine, ma al miglior profilo di brand influencer. Invece, dal lato Host, sarà un algoritmo a gestire l’ordine di visibilità, in base ad ordine di iscrizione, qualità del profilo ecc.

Conclusioni

Passioni, fiducia, ospitalità, passaparola, brand awareness: i cinque pilastri su cui si fonda BrandOrbi che mette in contatto l’azienda con persone potenzialmente interessate ai propri prodotti, facendole incontrare in un ambiente piuttosto familiare, e permettendo di guadagnare qualcosa al padrone di casa che svolge il doppio ruolo di event manger e brand influencer.

La fiducia, l’ospitalità, la condivisione, il consumo collaborativo sono tipici della sharing economy, che come sostiene anche Gloria Vanni nel suo articolo, è un’economia che in Italia vale oggi 3,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil.

La nuova era: mercato conversazionale, cultura digitale, prosumer, sharing economy

La nuova era: mercato conversazionale, cultura digitale, prosumer, sharing economy

Il rapporto aziende-persone è cambiato, è sempre più di tipo paritario ed orizzontale e non più verticale. Emerge un nuovo mercato conversazionale, spinto dalle nuove tecnologie digitali.

Blog, forum, siti, social network, e le altre piattaforme online, spingono i clienti, gli utenti ed i fan ad interagire direttamente con le aziende.

E i brand dinanzi a utenti più informati, attivi, attenti, cosa devono fare?

È giunto il momento di co-costruire valore condiviso con l’utente e puntare a strategie di inbound marketing, abbandonando una comunicazione tipica dei vecchi media da uno a molti, di massa, come la pubblicità in tv o alla radio ed interagire con il “pubblico”, guadagnando l’attenzione non con volantini o telefonate di telemarketing fastidiose, ma facendo leva su strategie di informazione ed engagement, scrivendo informazioni utili per l’utente e facendo leva su storytelling e digital content marketing.

#Cultura digitale

È sempre più ottimale puntare alla creazione di contenuti digitali utili, ma coinvolgenti ed emozionanti, facilmente ricercabili dagli utenti, attraverso blog post, infografiche colorate e curate, podcast, web binar, app, aggiornamenti di stato dei social network.

Se questi contenuti risulteranno rilevanti, verranno diffusi dagli utenti che interagiranno anche con essi, commentando, condividendo, consigliandoli. Si innesca così la conversazione, il passaparola e la viralità tipiche del web 2.0.

Quindi più che mai le piccole e medie imprese italiane contraddistinte da forti tradizioni, devono aprirsi ed abbracciare la cultura digitale, sfruttando tutte queste opportunità offerte dal web 2.0: adattarsi per non soccombere dinanzi alla trasformazione dei mercati e delle tecnologie.

#Prosumer

Alvin Toffler nel suo libro “La terza ondata” nel 1980, parla di prosumer. Crasi di producer e consumer, indica un consumatore attivo e protagonista, che ha un ruolo fondante nella relazione con aziende e brand e nei processi produttivi grazie alle nuove tecnologie digitali e ad internet. Il prosumer non è più quindi il target di una comunicazione old style, ma interviene attivamente nella creazione, produzione e distribuzione, ed è capace di influenzare il mercato e le decisioni aziendali, affermando la propria opinione, prendendo posizione, recensendo prodotti e servizi, attivando dinamiche di word of mouth.
Inoltre Henry Jenkins  in “Cultura convergente” e il successivo “Fan, blogger e videogamers” individua l’emergere di una “cultura partecipativa” intorno ai media, e quindi una realtà grassroot, ovvero della creazione di prodotti amatoriali, “dal basso”, da parte degli utenti/fan, sfruttando la potenza del digitale, in particolare della rete e dei social network.

#Sharing Economy

In questa nuova era, se da un lato emergono mercato conversazionale e user generated content (UGC), dall’altro si fa sempre più strada anche la sharing economy o economia della condivisione, che si basa su una piattaforma, intorno a cui si costruisce una community. Va a trasformare il tradizionale concetto di azienda, in quanto i servizi erogati, avvengono tra pari e non dall’alto verso il basso e sono convenienti, comodi e si basano sull’incontro fra persone sconosciute attraverso la tecnologia.

Piattaforme collaborative di successo tipiche della sharing economy

#1. BlaBlaCar

Nata in Francia nel 2006, BlaBlaCar è una piattaforma di car pooling che mette in contatto conducenti con posti liberi a bordo, e passeggeri, per condividere quindi tragitti in auto e le spese. La community ha raggiunto oltre 35 milioni di iscritti in 22 Paesi e conta 10 milioni di viaggiatori al trimestre.

#2. Airbnb

È una start up che nasce a San Francisco nell’agosto del 2008 ad opera di tre fondatori: Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk. La piattaforma mette in contatto persone in ricerca di un alloggio o di una camera con persone che dispongono uno spazio da affittare, ad esempio un appartamento per una notte, una villa per un mese. Giunge in più di 3400 città e in 191 paesi.

#3.Tripadvisor

Fondato da Stephen Kaufer nel febbraio del 2000 ed acquistato da Interactive Corporation nel 2004, Tripadvisor è un portale che vanta la più ampia community di viaggiatori con 340 milioni di visitatori unici mensili e 350 milioni di recensioni e opinioni riguardo 6,5 milioni di hotel, ristoranti e attrazioni turistiche.

Origini & tradizioni nel nuovo spot di Grana Padano Dop

Origini & tradizioni nel nuovo spot di Grana Padano Dop

Siamo nel vivo dell’#ItalyFoodWeek, voluta da Twitter Italia in collaborazione con Ministero delle politiche agricole e forestali, ed oggi è la giornata dedicata ai #prodottitipiciFW e quale miglior modo di celebrare tale hashtag se non con il nuovo spot che racconta un prodotto made in Italy Dop che rappresenta la nostra cultura gastronomica anche nel mondo?

Le origini del Grana Padano Dop

Il Grana Padano Dop ha origini lontane, che risalgono all’anno 1134, e fu per opera di alcuni frati dell’Abbazia di Chiaravalle che si capì come conservare a lungo il latte, trasformandolo in un formaggio a pasta dura e a lunga stagionatura detto “caseus vetus” (cacio invecchiato) e successivamente “Grana”. Nel novecento si è poi passati alla massima qualità nella lavorazione e cura delle caratteristiche organolettiche e a regole ben precise. Nel 1954 nasce anche il Consorzio Tutela Grana Padano che riunisce le cooperative, le industrie casearie, i produttori, gli stagionatori e i commercianti del formaggio.

 Lo spot 

Nello spot del Grana Padano un bambino ritrova una scatola che porta al nonno e che aprono insieme, disvelando ben conservata “la terra delle sue origini”. Al nonno riaffiorano così tutti i suoi preziosi ricordi che custodisce gelosamente in fondo al cuore, ed inizia a raccontare la storia delle loro origini.
Indelebile per lui come rivela al nipotino, il profumo dell’erba, il sapore del Grana Padano che nasce in un terreno unico dove gli piaceva accarezzare quel grano che cresceva ricco e rigoglioso. Ma affidiamoci alle sue parole:

“Guarda. Questa è la terra dove sono nato. Il profumo dei suoi prati. Piaceva tanto anche alle mie mucche sai? Ma la cosa che più ricordo della mia terra è il suo sapore.”

Una voce over aggiunge:

“Da sempre proteggiamo le sue origini. Per questo Grana Padano è il formaggio Dop più consumato al mondo. Perché così siete protetti anche voi. Grana Padano, il buono che c’è in noi”.

Dialogo che si alterna ad immagini altamente iconiche ed evocative capaci di toccare le corde più profonde, ed il palato dell’utente, attraverso la consistenza, la tattilità, le scaglie del formaggio, fino al marchio a fuoco finale che ne decreta visibilmente la genuinità e la bontà.

Nel finale tutta la famiglia con ben tre generazioni riunite, si ritrova in un ristorante di New York dove si è trasferita da alcuni anni.

Food Marketing 

Lo spot, firmato da McCann Worldgroup e che ha come colonna sonora il brano riarrangiato, “Starchild”, è on air in Italia da settembre a dicembre in televisione sulle reti Rai, Mediaset, Sky e La7, ma è anche in radio e sulla stampa. E verrà anche esportato, come il Grana Padano, coinvolgendo altri Paesi: Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito e USA.

Sul web lo spot è uploadato sul canale YouTube di Grana Padano e riproposto su Twitter e la Pagina Facebook. Inoltre, su quest’ultima sono stati pubblicati anche due video “civetta” introdotti da una didascalia che narra la storia del prodotto Dop.

I ricordi, ovvero le origini & le tradizioni millenarie

Il territorio, ovvero l’importanza della provenienza

Storytelling

Oltre al video storytelling, il Consorzio Tutela Grana Padano ha puntato anche al visual storytelling con la pubblicazione di un libro fotografico intitolato “Grana Padano, una storia di qualità”, edito da Mondadori, che racchiude 8 secoli di tradizioni in 155 pagine per ricostruire la storia di una delle eccellenze enogastronomiche italiane più esportate al mondo.

Conclusioni

Passato e futuro si fondono e confondono, infatti una storia si costruisce dalle fondamenta: sono fondamentali le origini, e seppur lontani da casa, non devono essere mai dimenticate né accantonate, ma tramandate di generazioni in generazione. Proprio come il prodotto che raggiunge ogni Paese del mondo, ma non rinuncia alle tradizioni legate alla terra d’origine, alla qualità, alla cura e alla bontà.

Facebook e le nuove features per le aziende: Workplace & Marketplace

Facebook e le nuove features per le aziende: Workplace & Marketplace

Mark Zuckerberg continua a rivoluzionare il social in blu, dopo la recente introduzione di Events from Facebook, pensa ai lavoratori, ai team e a quanto siano migliori e più produttive le aziende aperte, trasparenti, riflettendo su quanto sia importante conoscere le dinamiche della propria compagnia e che i dipendenti comunichino tra loro creando così maggior affiatamento.

Con le nuove feautures introdotte da Facebook è ora possibile ed è semplicissimo tenere separate vita privata e account di lavoro. Workplace offre alle aziende uno strumento di lavoro, simile al tradizionale e diffusissimo Facebook con il news feed, work chat, video call, live, gruppi, trends, eventi di interesse, like e reactions, traduzione automatica, ma senza alcuna distrazione proveniente da altre tipologie di contenuti, se non quello lavorativo. È possibile quindi interagire coi colleghi, iscriversi a progetti o a gruppi del team di lavoro e ricevere in tempo reale aggiornamenti. Creando l’account di lavoro, visibile solo ai colleghi, verranno automaticamente incluse nel profilo le informazioni fornite dal  datore di lavoro, ma sono personalizzabili immagine di profilo, di copertina e i dati.

Workplace è simile alle intranet aziendale che consentono di chattare e fare networking coi colleghi, anche in sedi diverse delle aziende, o con altre compagnie, e va a posizionarsi come competitor di social network aziendali come Slack, Chatter di Salesforce, Yammer di Microsoft, HipChat.

Workplace in azione

Inoltre c’è una dashboard che mostra le statistiche sull’attività svolta dai dipendenti sulla piattaforma: il numero degli attivi da desktop e da mobile, dei gruppi e dei contenuti prodotti per valutare l’utilizzo del software e la partecipazione aziendale.

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Novità & Prezzo

Per la prima volta l’azienda di Menlo Park non si affida alle pubblicità e le informazioni condivise non saranno utilizzate a scopi pubblicitari e il controllo di queste ultime sarà affidato alle aziende stesse attraverso Api per la modifica, cancellazione e esportazione.

Inoltre per Workplace è previsto un prezzario. Iscrivendosi, si può effettuare un periodo di prova gratuita di 3 mesi, ma poi è da mettere in conto un costo di 3 dollari per utente al mese per le aziende con meno di 1.000 dipendenti e 1 euro al mese per le aziende con oltre 10.000 dipendenti. Per le organizzazioni no-profit e per il settore educational, invece, la piattaforma è gratuita.

In principio era Facebook at Work

Questa nuova piattaforma, pensata esclusivamente per le aziende, è un progetto a cui si stava lavorando già da circa un paio di anni ed era già utilizzata in versione beta con il nome di “Facebook at Work”.
Dopo le sperimentazioni di un migliaio di aziende, tra cui Royal Bank of Scotland con circa 30.000 dipendenti dislocati nel globo, Heineken, Deloitte, Danone e Starbucks, Workplace diventa accessibile a tutte le aziende. È stato anche presentato ufficialmente per la prima volta a Londra, dopo il monopolio degli Stati Uniti per le novità.

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Marketplace: Facebook si apre all’e-commerce

Marketplace serve a mettere in contatto diretto venditori ed acquirenti, che si accorderanno tra loro in privato per le modalità di pagamento e di consegna dei prodotti.

Il capo del Project Management di Facebook, Mary Ku, ha spiegato che Marketplace è nato perché oltre 450 milioni di persone visitano ogni mese i gruppi di compravendita di Facebook, e così si è pensato di creare un luogo semplice ed efficace dove effettuare questi scambi. Attualmente questa nuova feauture è prevista solo sulla versione Facebook per smartphone ed è disponibile negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Nuova Zelanda e successivamente sarà resa disponibile in altri paesi.

Per visitare Marketplace, basta toccare l’icona del negozio in fondo l’applicazione Facebook e iniziare ad esplorare in una home page profilata sui propri potenziali interessi. Inoltre prevede un motore di ricerca per trovare prodotti specifici e la possibilità di filtrare i risultati per categorie, prezzi e distanza geografica dei venditori. Se invece si vuole vendere qualcosa basta caricare una foto del prodotto, aggiungere descrizione, prezzo e la propria posizione, e pubblicare l’annuncio. Per cercare di evitare truffe, agli acquirenti interessati sarà possibile vedere alcune informazioni più dettagliate sui venditori, come il luogo in cui vivono e da quanto tempo sono iscritti al social network.

Marketplace è una nuova piattaforma di e-commerce che va a posizionarsi come diretto competitor di eBay, eBay Annunci, Subito, Amazon.

Twitter lancia l’#ItalyFoodWeek

Twitter lancia l’#ItalyFoodWeek

In una settimana 2.0 al sapore del Made in Italy cosa succederà?  7 giorni, 7 tematiche, 7 hashtag tutti da gustare, per celebrare il food e la qualità italiana attraverso i social network. Da venerdi 14 ottobre a giovedi 20 ottobre si svolgerà la prima edizione di #ItalyFoodWeek.

I colori del food tipico del Made in Italy è servito sulla tavola apparecchiata per l’occasione da Twitter Italia, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole e forestali.

Tradizioni millenarie ben radicate abbracciano l’innovazione ed in particolare il digitale ed il potere dei social network per poter affrontare tematiche importanti legate al settore agroalimentare italiano e farlo conoscere alla Rete. Come sosteneva Victor Hugo: “Ricambia le tue foglie ma mantieni intatte le tue radici.”

Ecco gli hashtag da utilizzare che contraddistinguono le tematiche all’ordine del giorno: #zerosprechiFW, #kmzeroFW, #apranzoinsiemeFW, #prodottitipiciFW, #vinoFW, #cucinaFW, #ciboesaluteFW.

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Con l’app online Trendmaps che permette di vedere in tempo reale i trend di Twitter su una mappa, si può monitorare costantemente anche l’hashtag #ItalyFoodWeek e constatare chi ne parla, come se ne parla ed i link condivisi.

L’#ItalyFoodWeek, presentato a Milano lo scorso 6 ottobre presso la sede di Eataly Milano Smeraldo, non a caso si svolge nella settimana in cui si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, più precisamente il 16 ottobre, giorno dell’anniversario di fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), istituita a Québec nel 1945.

Si inizia venerdi 14 ottobre con uno temi più controversi quale lo spreco alimentare e le strategie per combatterlo. Si prosegue con la filiera corta, il cosiddetto “kilometro 0”, soffermandosi sulle caratteristiche peculiari e sui riflessi e i benefici sull’ambiente. Ed ancora cibo e condivisione, giovani e start up agroalimentari. Inoltre i prodotti Made in Italy Dop e Igp saranno messi in vetrina e si ci soffermerà sulla loro storia, tra tradizione e curiosità, e su come adoperarli al meglio per preparare succulenti piatti. Sarà dato ampio spazio ai vini e alle cantine che esportano il marchio italiano nel mondo. Si passerà poi alla cucina e alle ricette dei più grandi chef italiani, ed infine si discuterà sul rapporto diretto tra alimentazione e salute.

Ci sarà anche un’Emoji dedicata, che comparirà in automatico utilizzando l’hashtag ufficiale #ItalyFoodWeek o uno degli altri hashtag delle diverse giornate. Inoltre sono stati implementati il sito www.italyfoodweek.it, in cui se lo si desidera è possibile registrarsi per partecipare alla conversazione globale, per fini statistici e per aggiornamenti, e un canale Periscope per la diretta streaming.

Aziende, ristoranti, produttori, cuochi, critici, esperti del settore enogastronomico, foodblogger, appassionati, parteciperanno ad una conversazione globale, d’altronde il food è da sempre “fotogenico” e anima discussioni sui social, forum, blog e c’è persino uno spot di Ikea che prende in giro la mania di immortalare il cibo prima di iniziare a mangiare: “It’s a meal. Not a competition. Let’s relax.”.

Tra gli chef stellati che hanno già dato la loro piena adesione si sono: Bruno Barbieri e Rosanna Marziale, Riccardo Casiraghi e Stefano Paleari fondatori di Gnam Box, Erica Liverani, la vincitrice della quinta edizione di MasterChef  Italia e i finalisti Alida Gotta e Lorenzo De Guio, Francesca Romana Barberini conduttrice di Alice Club, il club della buona tavola, il vincitore della seconda stagione di Hell’s Kitchen Italia Mirko Ronzoni, “Cuoco Contadino” Pietro Parisi, la chef campana Rosanna Marziale.

Tra le aziende invece ci saranno: Asdomar, Azienda agricola Ugo Cominelli, Panificio Danelli, Grow the Planet, azienda del gruppo H-Farm .

Pronti a gustare l’#ItalyFoodWeek?

L’instant marketing della Festa dei Nonni

L’instant marketing della Festa dei Nonni

I nonni cercano di mostrarci la strada, di non farci soffrire, ci sostengono coi loro preziosi consigli, ci raccontano le loro esperienze e i loro aneddoti, ci guardano con quegli occhi sinceri e amorevoli e ritornano un po’ bambini anche loro, riescono ad essere sempre al nostro fianco e quando volano via ci accompagnano sempre, ben custoditi nel profondo del nostro cuore. Sono un po’ gli “angeli custodi” di tutti i bimbi, anche per quelli più cresciutelli, e non a caso si festeggiano il 2 ottobre, giorno in cui si celebra la festa degli Angeli Custodi.

La Festa dei Nonni è stata introdotta in Italia con la legge n.159 del 31 luglio 2005 e riconosce l’importanza della figura dei nonni all’interno delle famiglie, con il loro bagaglio di conoscenze, esperienze e d’affetto. Si festeggia in tutto il mondo anche se in date differenti: negli Stati Uniti, dove è stata introdotta nel 1978, si celebra la prima domenica di settembre, in Canada il 25 ottobre, nel Regno Unito nel 1990 e in Francia la prima domenica di marzo.

Ora vediamo come i brand hanno celebrato la Festa dei Nonni, in linea con la loro mission ed i loro valori.

Per scoprire la ricetta di un instant marketing di successo, leggi questo articolo in cui sono partita dalla news in cima all’agenda setting sul divorzio più chiacchierato dello showbiz, e questo mio guest post per Keliweb dove approfondisco l’instant marketing per start up.

#1. Doodle di Google per la Festa dei Nonni

Il Doodle di Google di quest’oggi omaggia i Nonni con uno dei suoi dolci e caratteristici disegni dai colori pastello.

doodle google 2 ottobre_Festa dei Nonni

Ecco alcuni Doodle di Google degli anni scorsi dalle tinte green che celebrano l’armonia, la gioia e la spensieratezza di due generazioni molto lontane fra di loro dal punto di vista meramente anagrafico, ma non dell’affetto e della fiducia.

doodle google festa dei nonni

Festa dei Nonni frasi

#2. Carrefour

L’azienda francese della grande distribuzione, Carrefour, brinda alla Festa dei Nonni con un video molto ironico e con la birra Ichnusa, dalle forti tradizioni locali…e dall’anima “sorda”.

#3. Fiat e la campagna crossmediale #FestadeiNonniFiat

Fiat ha pensato ai nonni che non usano i social e per portare loro gli auguri dei nipoti ha pensato di raccogliere gli auguri da Facebook e Twitter e stamparli sul giornale e nello tempo momento creare un video da condividere sui social. D’altronde “l’amore arriva ovunque come Panda”, questo il claim della campagna crossmediale della Fiat per la Festa dei Nonni 2017: #FestaDeiNonniFiat, che proprio come la Panda è in grado di unire due diverse generazioni.

#4. Generali Italia

Generali Italia ricorda che i nonni sono un punto di riferimento fondamentale nella vita.

#5. Pan di Stelle

I gustosi Pan di Stelle ringraziano i nonni che custodiscono il segreto per sognare a lungo.

#6. Fanta & LND Esport

E non può mancare l’albero genealogico della Fanta.

E sulla stessa lunghezza d’onda l’account Twitter di LND Esport.

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#7. Rai

La Rai invece dedica un video a tutti i nonni, partendo dal nonno per eccellenza, simbolo della rete ed ormai nel cuore di tutti gli italiani… “una parola è troppa e due sono poche”.

Ed ecco Rai Radio 1 con nonno Libero che invita i giovani a voler formare una famiglia altrimenti i nonni tra 20 anni scompariranno.

#8. Sky Tg24

Sky Tg24 ringrazia tutti i nonni del mondo che sono le fondamenta, la storia, le origini e la forza.

#9. Tempo

Invece, Tempo pensa in particolare ai neo-nonni, che scoprendo il lieto evento, per l’emozione potrebbero aver bisogno di fazzolettini.

#10. Tim

Passando al mondo della telefonia, ecco gli auguri di TIM che suggerisce di insegnare ai nonni a fare selfie, videochiamate, ascoltare playlist, postare foto con le leccornie culinarie.

#11. Vodafone

Anche la Vodafone pensa ai nonni dal punto di vista tecnologico, a quelli che usano il cellulare per chattare o per collegarsi sui social, ma ricorda anche quelli che sono più tradizionalisti e che utilizzano il proprio telefono solo per chiamare.

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#12. Disney Pixar Italia

Disney Pixar Italia propone il lungometraggio d’animazione e d’avventura Up, i cui protagonisti sono un bambino di otto anni trascurato dal padre, ed un anziano signore.

#13. Walt Disney Studios

La pagina Facebook della Walt Disney Studios, invece, si tuffa nelle braccia dei nonni, uno dei più grandi tesori che la vita ci regala, riproponendo il post di Oceania, il nuovo film d’animazione della Walt Disney in uscita nelle sale italiane il 22 dicembre.

#14. Big Babol

Big Babol non può che dedicare i suoi auguri a tutti i big nonni.

#15. Amplifon

Amplifon, azienda produttrice di apparecchi per migliorare l’udito, lancia una campagna integrata, declinata in tv, radio, web con un mini sito dedicato. Lo spot è pensato proprio per questa ricorrenza: i nonni migliorando l’udito, possono vivere al meglio i loro nipotini, sentire le emozioni della vita e “una festa così speciale dura molto più di un solo giorno all’anno… e ogni giorno sarà la festa dei nonni”.

#16. Casa Infante

La gelateria di Napoli, che custodisce l’esperienza di tre generazioni e conserva la tradizione, il gusto e la qualità dell’artigianalità, Casa Infante, ricorda come i nonni siano “un dono incredibile della nostra vita” e che donano amore incondizionato senza saper mai dire “no”.

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Non sono solo i brand che partecipano alla #festadeinonni, ma praticamente tutti, infatti questo hashtag era nei trending topic di Twitter.

Ed immancabile la creazione dell’artista internazionale,  Diego Cusano per la Festa dei Nonni ci ricorda come le nonne di ogni epoca sia “spacciatrici” di caramelle Rossana, riempendo di soppiatto le tasche ai nipotini quando vanno a trovarle.

Diego Cusano

I nonni d’Italia danno un contributo fondamentale alle famiglie, anche dal punto di vista economico.

Le percentuali del tweet “Ultime Notizie” risalgono al 2016 ma sono aumentate maggiormente con la pandemia, la guerra tra Ucraina e Russia, e la pesante crisi socio economica.

Ma come ci hanno insegnato i nostri antenati e come i nostri nonni solevano ripeterci:

“Per aspera ad astra”

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* Articolo aggiornato al 2/10/2022

L’instant marketing ed il divorzio di Angelina Jolie e Brad Pitt

L’instant marketing ed il divorzio di Angelina Jolie e Brad Pitt

Un divorzio può divenire instant marketing per le aziende? Può essere una tecnica vincente e innescare viralità e successo, e non cadere nel banale e ritrovarsi con un epic fail gigantesco? E quali gli elementi del successo?

Ma un pasito a la vez, andiamo con ordine. Cos’è l’instant marketing o real time marketing? Una strategia di web marketing che sfrutta l’immediatezza e la viralità tipica dei social media. Ora passiamo alla news che ha scatenato tanto clamore.

Martedi 20 settembre la notizia del divorzio di una delle coppie più famose, glamour ed invidiate del mondo dello showbiz, nota come “Brangelina”.  Galeotto fu il set del film Mr. and Mrs. Smith, e dopo 12 anni di matrimonio, Angelina Jolie e Brad Pitt divorziano, come annunciato in esclusiva da Tmz, noto sito di notizie si gossip ed entertainment.

La news in cima all’agenda setting infiamma giornali di gossip, programmi tv, talk, ed il web si scatena. Brand che rincorrono Brad e lo ripropongono nelle più variate salse. In primis gif e meme dell’ex moglie di Brad Pitt, una Jennifer Aniston compiaciuta, fu infatti tradita proprio per Angelina Jolie, ma anche citazioni e commenti al vetriolo sulle donne che non si accontentano mai, neanche del sex simbol Brad Pitt.

Anche i fazzoletti Tempo si riallacciano al tema della ex di Brad Pitt e giocano su una famosa sit-com di cui era la protagonista.

 

Ma a prendere il volo è l’hashtag #BradIsSingle, viralità innescata dalla Norwegian Airlines. Ed è subito instant marketing sull’onda della compagnia aerea low cost norvegese che opera in ambito nazionale e internazionale, quando giovedi 22 settembre compra una pagina del tabloid VG con il testo bianco “Brad er sigel”, su sfondo rosso (i colori del brand norvegese) e in basso il costo del volo, in corone norvegesi, diretto da Oslo in direzione Los Angeles per correre da Brad.

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La campagna della Noerwegian è globale: in più lingue su diversi giornali e anche sui social.

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Ma la risposta di Alitalia non tarda ad arrivare sui social, e se la Norwegian parlava ad un target femminile, la compagnia italiana invoglia i maschietti a volare in California, giocando sulla quantità di ragazze nordiche che porterà la compagnia aerea norvegese.

Ma la Norwegian risponde ulteriormente con un post su Facebook, proponendo voli a prezzi competitivi da Roma Fiumicino.

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Anche la compagnia Neos air si inserisce nel botta e risposta social e propone un prezzo speciale per le Maldive, ipotizzando che Brad sia scappato lì.

La scuola di lingue Berlitz propone ovviamente un corso di inglese per riuscire a sedurre Brad.

HitWeek non poteva che aggiungere la musica.

Traslochino invece augura buona fortuna a Brad ma soprattutto gli suggerisce di creare un nuovo profilo sulla loro piattaforma, visto che deve cambiare casa, per metterlo in contatto con privati o lavoratori autonomi che offrono soluzioni di trasloco.

 

Una delle più belle favole di Hollywood termina, ma si può trarre una morale per un instant marketing di successo.

#1. Creatività & Coerenza

È buona norma accostare il brand o uno specifico prodotto dell’azienda ad un evento di attualità di portata nazionale o internazionale, in modo creativo, innovativo, scherzoso, irriverente, a volte fuori dagli schemi, ma sempre in linea con la mission e i valori dell’azienda. Il tone of voice quindi deve modularsi in base a questi ultimi.

#2. Tempismo & Velocità

L’azione di instant marketing, che sia una pagina di un giornale, un tweet, un post su Facebook o un video, deve saper cogliere il momento giusto, il carpe diem dei latini, ed essere veloce. Deve saper cavalcare l’onda della notizia o dell’evento ma non un attimo prima, quando ancora non sono di pubblico dominio, né un attimo dopo quando non interessano più.

#3. Rilevanza

L’instant marketing deve sfruttare una ricorrenza come Natale, Pasqua, l’arrivo dell’autunno, la festa dei nonni o un tema di attualità come l’eclisse o la scoperta del pianeta gemello della Terra, o un evento, meglio se di portata internazionale come i Mondiali, le Olimpiadi, il Super Bowl americano. Il brand che da sempre eccelle in questo tipo di strategia comunicativa è Ceres.

#4. Coinvolgimento & Sharing

Queste azioni di instant marketing devono saper coinvolgere emotivamente ed empaticamente gli utenti e portarli a condividere sui loro canali social, per risultare davvero virale e di successo.

#5. Monitoraggio commenti

L’azienda deve monitorare e rispondere ad eventuali commenti ed essere sempre al fianco degli utenti.