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I brand più amati e che più ci influenzano nella vita

I brand più amati e che più ci influenzano nella vita

Scena del supermercato. Preso il carrello, con l’inserimento di una monetina di un euro, inizi la “passeggiata” di shopping tra i reparti, cosa ti spinge davanti ad uno scaffale a scegliere un prodotto piuttosto che un altro?

Ora tralasciando il neuromarketing e le tecniche di vendita come il disporre le grandi marche ad altezza occhi e comodi da prendere, e che investano tanto in pubblicità, ed in basso i prodotti che non hanno una storia da raccontare, tendiamo ad “afferrare” quelli che ci ricordano la nostra infanzia, quelli che le nostre mamme compravano, quelli con cui abbiamo un legame emotivo, quelli che ci rassicurano e di cui soprattutto ci si fida.

E cosa anche all’estero spinge ad andare a fare spesa in un punto vendita della grande distribuzione, o a mangiare in un locale della famosa catena di fast food o di  acquistare brand globali, come ad esempio McDonald’s o Heineken? In qualunque luogo del mondo in cui si approda si riconosce la famosa M gialla, il panino con l’hamburger e le patatine o la bottiglia dal colore verde intenso e l’inconfondibile stella rossa, e subito si ci sente “a casa”.

Non si compra un mero prodotto, non si sceglie un mero ristorante o supermercato, ma si sceglie un’identità, una storia, dei valori, un’immagine, dei metamessaggi dei racconti di marca. Si “sposa” un brand in cui identificarsi, a cui ispirarsi, e che sia in grado di creare empatia, relazioni, di umanizzarsi.

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BrandOrbi: come diventare brand influencer con la sharing economy

BrandOrbi: come diventare brand influencer con la sharing economy

Nel nostro appuntamento di lunedi mi sono soffermata sul cambiamento del rapporto tra azienda e persone e sull’affermazione dei prosumer e sull’ascesa della sharing economy. Ed oggi vado ad analizzare una piattaforma che non solo mette sullo stesso piano azienda e consumatore, ma che addirittura porta il brand nella tua casa, sul divano del tuo salotto per fa festa con te e tuoi amici.
Ma chi non ha mai sognato di organizzare un party o una serata coi propri amici fidati ed essere anche pagato? Tutto questo è reso possibile dalla start up che abbraccia la sharing economy e capovolge i tradizionali modelli di business, inaugurando il C2B (consumer to business): BrandOrbi.

BrandOrbi ti dà la possibilità di scegliere brand affini alle tue passioni e di organizzare un party esclusivo nella tua casa, trasformandoti in un vero brand influencer.

Ma come funziona?

Basta iscriversi sulla piattaforma come “Host”, i privati pronti ad organizzare per i brand l’evento, presentandosi e specificando le proprie passioni e la location che si mette a disposizione sia essa un salotto, un giardino o un terrazzo.

Poi si riceveranno una o più proposte da brand affini, tra quelli presenti sulla piattaforma ed aderenti al programma, e si può decidere con quale collaborare, divenendo così da un lato un event manager empatico ed attento ai particolari, organizzando un evento semplice ma da ricordare nel proprio salotto di casa, sul proprio divano, o nell’ampio e curato giardino, invitando gli amici di sempre, ma anche conoscenti e parenti eventualmente, e dall’altro un vero padrone di casa che li accoglierà con calore e con i dovuti onori di casa. E si deciderà in prima persona il prezzo, valutandolo in base alle caratteristiche della location e del proprio grado di influenza sociale. Sul pagamento finale però verrà trattenuta una commissione per il servizio offerto da BrandOrbi.

Sono previste quattro tipologie di eventi, la cui “taglia” va ad influire anche sul prezzo del pagamento. Nel primo caso un incontro “one to one”, quasi privato che coinvolge solo dai 5 agli 8 amici potenzialmente interessati a scoprire il brand. La formula “small meeting” prevede invece un gruppo dalle 9 alle 15 persone , una sorta di aperitivo. Se invece si passa dai 16 ai 25 amici, già si può essere in presenza di un “little or big party”. L’ospite d’onore sarà sempre il brand e su di esso sarà focalizzata l’attenzione.

L’azienda da canto suo si registra anch’essa alla piattaforma e indica le sue preferenze e il numero di partecipanti che desidera in base alle formule previste. E potrà visionare i profili “Host”, a cui poi verserà la quota prevista da questi ultimi, ma i pagamenti avverranno sempre tramite la piattaforma. Durante la richiesta di prenotazione si può specificare se si vuole anche vendere i propri prodotti durante l’evento.

Il Curriculum di BrandOrbi

Ieri 26 ottobre, a Milano, la start up Brandorbi è stata presentata al Tavolo Giovani di Camera di Commercio Milano, sul tema Innovazione Sociale.

Il primo evento organizzato da Brandorbi è stato a casa di un food addicted dove Lorenzo Vinci ha presentato ad un piccolo gruppo di amici del padrone di casa alcuni prodotti alimentari di qualità di aziende artigianali o piccole realtà agricole, offerti sul suo omonimo sito web.

Il 25 maggio scorso, invece, presso l’abitazione di un host appassionato di cinema è stato presentato il film “Calcolo Infinitesimale” con i registi Enzo Papetti e Roberto Minini Merot, e impersonato da Stefania Rocca e Luca Lionello.

BrandOrbi è stata anche selezionata per il Pioneers Festival, considerata tra le 500 start up più promettenti di Europa. Il Pioneers Festival, uno dei principali eventi europei dedicato alle tecnologie future e all’imprenditoria innovativa, si è svolto il 24 e 25 maggio 2016 a Vienna.

La community di BrandOrbi

La versione beta presenta già una community di circa mille persone e ci sarà a breve il lancio ufficiale. Nel frattempo si ha la possibilità di iscriversi già come “Host” o “Brand” per avere “i primi posti”, così che l’azienda sceglie in termini di visibilità, non in base all’ordine, ma al miglior profilo di brand influencer. Invece, dal lato Host, sarà un algoritmo a gestire l’ordine di visibilità, in base ad ordine di iscrizione, qualità del profilo ecc.

Conclusioni

Passioni, fiducia, ospitalità, passaparola, brand awareness: i cinque pilastri su cui si fonda BrandOrbi che mette in contatto l’azienda con persone potenzialmente interessate ai propri prodotti, facendole incontrare in un ambiente piuttosto familiare, e permettendo di guadagnare qualcosa al padrone di casa che svolge il doppio ruolo di event manger e brand influencer.

La fiducia, l’ospitalità, la condivisione, il consumo collaborativo sono tipici della sharing economy, che come sostiene anche Gloria Vanni nel suo articolo, è un’economia che in Italia vale oggi 3,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil.