Categoria: Web Marketing

Lux Made In & Gioielli Dop: il lusso del made in Italy si digitalizza

Lux Made In & Gioielli Dop: il lusso del made in Italy si digitalizza

Continuiamo il viaggio alla scoperta delle start up che valorizzano le eccellenze del  made in Italy e in particolare  “il saper fare” e la manualità coniugate al digitale, connubio imprescindibile se si vuol sopravvivere e salvare la propria attività.

Tradizione e innovazione, artigianato e digitalizzazione, made in Italy ed internazionalizzazione sono infatti gli ingredienti che caratterizzano la start up Lux Made In: una piattaforma di e-commerce per vendere gioielli artigianali online che fa leva sul digital, sui social network e sull’export.
Ma accanto alla piattaforma digitale, il ruolo da gigante è giocato dai social, in particolar modo da Facebook che ha permesso di creare il network dei Giovani Gioiellieri Italiani, un’associazione che riunisce dall’ottobre 2012 artigiani del lusso, gioiellieri, orafi, designer emergenti under 45 anni, ma anche commercianti di orologi e gioielli vintage, micro, piccole e medie imprese. Questa associazione inoltre svolge il ruolo da garante nei confronti degli utenti finali, selezionando e certificando i partner aderenti a Lux Made In.

Lux Made In: un social e-commerce

Lux Made In è un social e-commerce in quanto unisce in sé un social network e un e-marketplace B2B e B2C creato per la valorizzazione dell’eccellenza artigianale italiana, “il saper fare” e la manualità del made in Italy che fa da ponte tra artigiani, micro, piccole e medie imprese e acquirenti, gestendo le transazioni, le spedizioni, il marketing digitale e il customer service, a fronte di una piccola percentuale sulle vendite effettivamente concluse.

Svolge la funzione di social network in quanto permette di interagire con clienti attuali o potenziali, ed altre imprese, seguire amici e prodotti, inserire messaggi e pubblicare aggiornamenti sulla propria impresa o prodotti.

E soprattutto è un e-marketplace che vanta la più grande collezione di gioielli, orologi (anche vintage), accessori (dedicati anche al mondo dello sport e dell’arte sacra) del Made in Italy. Ogni singolo prodotto ha una scheda esplicativa e la geolocalizzazione della produzione. Inoltre in ogni singola scheda prodotto è presente la sezione “Chiedi all’Esperto” che mette in connessione con professionisti delle vendite accreditati per una scelta più consapevole.

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Lux Made In è quindi il primo distretto digitale del lusso del made in Italy che grazie web riesce a fare rete e a portare prodotti del lusso sui mercati internazionali, vendendoli sia ad altre imprese che al consumatore finale.

Gli ideatori

L’idea è di Giorgio Isabella che proviene da Crotone da una famiglia con una gioielleria a tradizione familiare da quattro generazioni con un background nel marketing e con esperienze in Bulgari, Unilever e Sarah Lee, e Filippo Maria Capitanio classe 1986, nato a Milano ma cresciuto nella capitale, laureato in “International Management”. Insieme hanno deciso di sfruttare le potenzialità del digitale per una nuova avventura imprenditoriale.

Gioielli Dop: Food Jewelry made in Italy

Ad Ottobre 2014, insieme a Giovani di Confagricoltura, è nata un’altra start up da una costola di Lux Made In: Food Made In, esportando così le 4698 specialità alimentari regionali, e basandosi sullo stesso funzionamento della precedente piattaforma, e rientrata anche tra le iniziative di “Expo…anch’io”.

Inoltre, in occasione dell’Expo 2015 è stata lanciata la linea Gioielli Dop, incentrata sul binomio cibo e gioielli, per contribuire a valorizzare il patrimonio alimentare e culturale italiano. I gioielli sono in argento e smalti e realizzati completamente a mano dal distretto di Arezzo che vanta una forte tradizione orafa a partire dal 1300.

Le collezioni di bracciali e collane componibili, ma anche orecchini e gemelli da uomo, di Gioielli Dop prendono ispirazione dai colori di Positano, dai sapori della tradizione alimentare mediterranea che va dai pomodori San Marzano, al rametto di ulivo e alle orecchiette della Puglia, dai peperoncini calabresi al pecorino romano, dalla bresaola della Valtellina alla pizza napoletana, fino al panettone di Milano, alla sfogliatella partenopea e all’alta pasticceria siciliana. Non solo prodotti tipici e prelibatezze locali, ma anche simboli delle regioni italiane come la maschera di Pulcinella per la Campania, i trulli di Alberobello per la Puglia, ed ancora il Colosseo, la colonna di Capo Colonna.

L’ultima collezione lanciata è MOKA, dalla antica caffetteria “cuccumella” cara a Edoardo De Filippo alle più recenti, fino al chicco di caffè e la tazzina di caffè che rispettivamente sono un amuleto per la giusta carica e il simbolo di amicizia, collaborazione.

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Lo scorso anno Gioielli Dop sono stati selezionati dal progetto di valorizzazione del made in Italy lanciato dall’Ice in collaborazione con Nordstrom, e per circa un mese e mezzo questi gustosi gioielli sono stati negli store Nordstrom in Texas, mentre ad ottobre sono approdati a New York, in un temporary store a Soho dove faceva sfoggio di sé il carretto made in Italy con le prelibatezze della nostra penisola.

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I Provenzali, Palm Design e FSC Italia insieme per “La natura ti dona: una storia 100% made in Italy”

I Provenzali, Palm Design e FSC Italia insieme per “La natura ti dona: una storia 100% made in Italy”

“La natura ti dona: una storia 100% made in Italy” rende la cosmesi naturale ancora più sostenibile. Scopriamo come.

 

Il video uplodato sul canale YouTube de I Provenzali e veicolato anche attraverso la pagina Facebook dell’azienda, dà voce alle parti coinvolte a partire da Roberta Testa, responsabile Marketing del brand che produce “cosmetici naturali e biologici che rispettano il corpo e l’ambiente, selezionando pec in plastica 100% riciclata e cartoncino certificato FSC, il marchio della gestione forestale responsabile, per la salvaguardia di alberi e animali ”. A seguire c’è Alessandro Catellani di Palm Design, una cooperativa sociale, nata nel 2003 per integrare le categorie socialmente svantaggiate, come i ragazzi disabili, nel mondo del lavoro, e che produce soluzioni d’arredo partecipato e rispettoso dell’ambiente. Entrambi raccontano l’ideazione e realizzazione di un espositore in legno certificato FSC proveniente da foreste sostenibili e correttamente gestite del Trentino e della Lombardia, per un progetto 100% made in Italy.

Cosmesi & Ambiente

Il progetto “La natura ti dona: una storia 100% made in Italy” vede per la prima volta la collaborazione di una cooperativa sociale, Palm Design, un ente certificatore, FSC Italia, e un’azienda produttrice di cosmetici dalla vocazione artigianale e dalla filosofia ecologista, con un codice etico ben definito per quanto riguarda la corporate social responsability, I Provenzali. I prodotti dell’azienda genovese sono corredati dal bollino di “Controllo Salute e Natura”, sono cioè testati dermatologicamente e per i metalli pesanti (nichel, cromo e cobalto), e di “Prodotto Vegetale o Origine Vegetale” in quanto realizzati a partire da materie prime vegetali e di origine naturale, senza l’utilizzo di coloranti, parabeni o ogm. Inoltre i cosmetici naturali e biologici dell’azienda hanno un ciclo produttivo svolto interamente in Italia, ottenendo così dall’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani, anche la certificazione 100% Made in Italy. Inoltre, per ogni prodotto che si contraddistingue per l’ecopackaging, è prevista una “carta d’identità”, consultabile sul sito ufficiale dell’azienda, dove ogni utente può controllare in modo trasparente le caratteristiche principali, e scoprire l’origine e il luogo di confezionamento.

Ma non solo quindi cosmesi naturale e sostenibile attraverso materie prime e tracciabilità, ma anche a scaffale reso possibile dalla cooperazione di questi tre soggetti promotori che hanno creato un espositore per la grande distribuzione in legno certificato proveniente da foreste gestite in maniera responsabile e da materiali riciclati.

“La natura ti dona: una storia 100% made in Italy”  è un progetto che si prefigge di diffondere la sostenibilità ambientale a tutto tondo ed è stato presentato per la prima volta il 30 settembre al Parco Natura Viva di Pastrengo, nel giorno del FSC Friday, la giornata mondiale della gestione forestale responsabile. E successivamente presso il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, tenutosi presso l’Università Bocconi a Milano il 4 e 5 ottobre 2016.

Il primo espositore in assoluto è stato consegnato presso il punto vendita Finiper di Colonnella, in provincia di Teramo. Intanto sulla pagina Facebook de I Provenzali scatta la corsa tra gli utenti di avvistare scaffali con i loro prodotti ed inviarla per messaggio privato al brand.

 

La bellezza di Napoli nel nuovo spot di Ferrero Rocher

La bellezza di Napoli nel nuovo spot di Ferrero Rocher

Napoli o la si ama o la si odia, è una città dall’immane bellezza, dalle grandi testimonianze storiche-culturali, e dai tramonti mozzafiato e più magici che conosca, nonché  il mio soggetto fotografico preferito, e da sempre ha dato grossi scossoni alla mia vita, nel bene e nel male e mi ha permesso di crescere molto.

“Napule è mille culure”

Ultimamente Napoli fa molto sfoggio di sé. Dopo essere stata scelta come location per le sfilate di Dolce & Gabbana del luglio scorso e per la campagna autunno-inverno 2016-2017, seguita dalla maison francese Givenchy con gli scatti tra i vicoli della città partenopea per la pre-collezione Primavera 2017, Visit Napoli ha pubblicato un video di promozione in cui confronta la città di Napoli con Londra, teatri a confronto, ma anche paesaggi, cibi e tradizioni culinarie, torri e castelli, costi, fino al claim finale: “More expansive isn’t always better”. Lo spot è stato ripreso dalle più importanti testate giornalistiche come La Repubblica, il Giornale.it e Corriere Del Mezzogiorno.

Ferrero Rocher e Napoli                                  

Non solo Dolce & Gabbana e Givenchy, ma anche la Ferrero Rocher sceglie Napoli.

Il protagonista del nuovo spot è un elegante uomo con un borsalino che passeggia sul lungomare che costeggia Castel dell’Ovo, tra le ampie colonne che costeggiano il portico della Basilica di San Francesco di Paola a Piazza Plebiscito con la veduta del Palazzo Reale di fronte. E i suoi occhi azzurri sono curiosi e vagano tra cotanta bellezza, ammirando i leoni che costeggiano la Basilica e la sua cupola, e le due statue equestri di Carlo III di Borbone e di suo figlio Ferdinando I. L’artista si posiziona esattamente  di fronte all’ampio colonnato che abbraccia Piazza del Plebiscito, e la telecamera la inquadrata in tutta la sua “bellezza assoluta”, che viene riportata anche nello schizzo a mano del protagonista. L’uomo folgorato ed ispirato da queste bellezze, alla fine di ogni “viaggio” si reca a comprare quel cioccolatino unico, avvolto dalla famosa carta dorata, grazie al quale, anche il suo palato, può “assaporare la bellezza”.

La voce over recita infatti:

“Quando abbiamo creato Ferrero Rocher abbiamo cercato la bellezza assoluta. Sarà perché siamo italiani. Abbiamo cercato la qualità negli ingredienti, un gusto inimitabile, una forma perfetta. È stato come cercare l’oro. Ferrero Rocher, assapora la bellezza.”

Inoltre, il 29 luglio il post sulla pagina Facebook di Ferrero Rocher Italia compare già quel senso di “attesa” e un “indizio” alla nuova campagna con la presenza dell’hashtag #LaBellezzaDellAttesa che accompagna un’immagina evocativa dei colori caratteristici del prodotto: dorato e marrone.

 

Le 4 versioni dello spot Ferrero Rocher 

Lo spot del prodotto di punta della casa dolciaria di Alba, è stato declinato in quattro versioni, mantenendo inalterato il testo e il sottofondo musicale, ed ancora il cameriere che porta il caffè al tavolino, ma con uno sfondo di volta in volta diverso dove il protagonista disegna il logo di Ferrero Rocher, la pasticceria Ferrero e a seguire le gustose immagini dell’inconfondibile pralina e l’uomo che addenta il Ferrero Rocher. Dopo Napoli, sono state scelte le “bellezze” di altre tre città italiane: Firenze (Galleria degli Uffizi, Ponte Vecchio, Ponte Santa Trinità), Roma (Castel Sant’Elmo, Colosseo) e Venezia (Palazzo Ducale, la Basilica di San Marco, i canali).

C’è un parallelismo tra l’armonia perfetta nei monumenti millenari che celano storia e tradizioni con l’armonia degli ingredienti della pralina sferica che sposa la gustosa granella di nocciola, il fine cioccolato, il croccante wafer ed il morbido ripieno con un cuore di nocciola intera.

È ormai lontano il tempo di Ambrogio e dell’estrosa e ricca signora in un tailleur giallo e il suo celeberrimo “Ho un leggero languorino”, una pubblicità ormai vintage, che lascia spazio ad uno spot più sofisticato, alla ricerca della bellezza storico-artistica italiana per un viaggio attraverso i sensi e il gusto. Sempre più il buon cibo made in Italy si sposa con le bellezze architettoniche, paesaggistiche, storico, culturali della penisola.

La campagna integrata

La campagna è firmata dall’agenzia Publiregia e prodotto da Akita Film, gli spot sono diretti da Ago Panini, la musica è firmata da Enrico Sabena, mentre la direzione della fotografia è stata affidata a Sandro Bolzon.

Ed oltre che in tv, sarà veicolata anche nei punti vendita e sul web. Ferrero Rocher sarà presente in circa 150 ipermercati d’Italia con gli esclusivi “Monuments”, gli espositori che riproducono i monumenti più famosi e riconoscibili delle città. Per il web, invece, sono previsti post geolocalizzati che si riagganciano ai Monuments di Ferrero Rocher, per gli auguri firmati.

BrandOrbi: come diventare brand influencer con la sharing economy

BrandOrbi: come diventare brand influencer con la sharing economy

Nel nostro appuntamento di lunedi mi sono soffermata sul cambiamento del rapporto tra azienda e persone e sull’affermazione dei prosumer e sull’ascesa della sharing economy. Ed oggi vado ad analizzare una piattaforma che non solo mette sullo stesso piano azienda e consumatore, ma che addirittura porta il brand nella tua casa, sul divano del tuo salotto per fa festa con te e tuoi amici.
Ma chi non ha mai sognato di organizzare un party o una serata coi propri amici fidati ed essere anche pagato? Tutto questo è reso possibile dalla start up che abbraccia la sharing economy e capovolge i tradizionali modelli di business, inaugurando il C2B (consumer to business): BrandOrbi.

BrandOrbi ti dà la possibilità di scegliere brand affini alle tue passioni e di organizzare un party esclusivo nella tua casa, trasformandoti in un vero brand influencer.

Ma come funziona?

Basta iscriversi sulla piattaforma come “Host”, i privati pronti ad organizzare per i brand l’evento, presentandosi e specificando le proprie passioni e la location che si mette a disposizione sia essa un salotto, un giardino o un terrazzo.

Poi si riceveranno una o più proposte da brand affini, tra quelli presenti sulla piattaforma ed aderenti al programma, e si può decidere con quale collaborare, divenendo così da un lato un event manager empatico ed attento ai particolari, organizzando un evento semplice ma da ricordare nel proprio salotto di casa, sul proprio divano, o nell’ampio e curato giardino, invitando gli amici di sempre, ma anche conoscenti e parenti eventualmente, e dall’altro un vero padrone di casa che li accoglierà con calore e con i dovuti onori di casa. E si deciderà in prima persona il prezzo, valutandolo in base alle caratteristiche della location e del proprio grado di influenza sociale. Sul pagamento finale però verrà trattenuta una commissione per il servizio offerto da BrandOrbi.

Sono previste quattro tipologie di eventi, la cui “taglia” va ad influire anche sul prezzo del pagamento. Nel primo caso un incontro “one to one”, quasi privato che coinvolge solo dai 5 agli 8 amici potenzialmente interessati a scoprire il brand. La formula “small meeting” prevede invece un gruppo dalle 9 alle 15 persone , una sorta di aperitivo. Se invece si passa dai 16 ai 25 amici, già si può essere in presenza di un “little or big party”. L’ospite d’onore sarà sempre il brand e su di esso sarà focalizzata l’attenzione.

L’azienda da canto suo si registra anch’essa alla piattaforma e indica le sue preferenze e il numero di partecipanti che desidera in base alle formule previste. E potrà visionare i profili “Host”, a cui poi verserà la quota prevista da questi ultimi, ma i pagamenti avverranno sempre tramite la piattaforma. Durante la richiesta di prenotazione si può specificare se si vuole anche vendere i propri prodotti durante l’evento.

Il Curriculum di BrandOrbi

Ieri 26 ottobre, a Milano, la start up Brandorbi è stata presentata al Tavolo Giovani di Camera di Commercio Milano, sul tema Innovazione Sociale.

Il primo evento organizzato da Brandorbi è stato a casa di un food addicted dove Lorenzo Vinci ha presentato ad un piccolo gruppo di amici del padrone di casa alcuni prodotti alimentari di qualità di aziende artigianali o piccole realtà agricole, offerti sul suo omonimo sito web.

Il 25 maggio scorso, invece, presso l’abitazione di un host appassionato di cinema è stato presentato il film “Calcolo Infinitesimale” con i registi Enzo Papetti e Roberto Minini Merot, e impersonato da Stefania Rocca e Luca Lionello.

BrandOrbi è stata anche selezionata per il Pioneers Festival, considerata tra le 500 start up più promettenti di Europa. Il Pioneers Festival, uno dei principali eventi europei dedicato alle tecnologie future e all’imprenditoria innovativa, si è svolto il 24 e 25 maggio 2016 a Vienna.

La community di BrandOrbi

La versione beta presenta già una community di circa mille persone e ci sarà a breve il lancio ufficiale. Nel frattempo si ha la possibilità di iscriversi già come “Host” o “Brand” per avere “i primi posti”, così che l’azienda sceglie in termini di visibilità, non in base all’ordine, ma al miglior profilo di brand influencer. Invece, dal lato Host, sarà un algoritmo a gestire l’ordine di visibilità, in base ad ordine di iscrizione, qualità del profilo ecc.

Conclusioni

Passioni, fiducia, ospitalità, passaparola, brand awareness: i cinque pilastri su cui si fonda BrandOrbi che mette in contatto l’azienda con persone potenzialmente interessate ai propri prodotti, facendole incontrare in un ambiente piuttosto familiare, e permettendo di guadagnare qualcosa al padrone di casa che svolge il doppio ruolo di event manger e brand influencer.

La fiducia, l’ospitalità, la condivisione, il consumo collaborativo sono tipici della sharing economy, che come sostiene anche Gloria Vanni nel suo articolo, è un’economia che in Italia vale oggi 3,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil.

La nuova era: mercato conversazionale, cultura digitale, prosumer, sharing economy

La nuova era: mercato conversazionale, cultura digitale, prosumer, sharing economy

Il rapporto aziende-persone è cambiato, è sempre più di tipo paritario ed orizzontale e non più verticale. Emerge un nuovo mercato conversazionale, spinto dalle nuove tecnologie digitali.

Blog, forum, siti, social network, e le altre piattaforme online, spingono i clienti, gli utenti ed i fan ad interagire direttamente con le aziende.

E i brand dinanzi a utenti più informati, attivi, attenti, cosa devono fare?

È giunto il momento di co-costruire valore condiviso con l’utente e puntare a strategie di inbound marketing, abbandonando una comunicazione tipica dei vecchi media da uno a molti, di massa, come la pubblicità in tv o alla radio ed interagire con il “pubblico”, guadagnando l’attenzione non con volantini o telefonate di telemarketing fastidiose, ma facendo leva su strategie di informazione ed engagement, scrivendo informazioni utili per l’utente e facendo leva su storytelling e digital content marketing.

#Cultura digitale

È sempre più ottimale puntare alla creazione di contenuti digitali utili, ma coinvolgenti ed emozionanti, facilmente ricercabili dagli utenti, attraverso blog post, infografiche colorate e curate, podcast, web binar, app, aggiornamenti di stato dei social network.

Se questi contenuti risulteranno rilevanti, verranno diffusi dagli utenti che interagiranno anche con essi, commentando, condividendo, consigliandoli. Si innesca così la conversazione, il passaparola e la viralità tipiche del web 2.0.

Quindi più che mai le piccole e medie imprese italiane contraddistinte da forti tradizioni, devono aprirsi ed abbracciare la cultura digitale, sfruttando tutte queste opportunità offerte dal web 2.0: adattarsi per non soccombere dinanzi alla trasformazione dei mercati e delle tecnologie.

#Prosumer

Alvin Toffler nel suo libro “La terza ondata” nel 1980, parla di prosumer. Crasi di producer e consumer, indica un consumatore attivo e protagonista, che ha un ruolo fondante nella relazione con aziende e brand e nei processi produttivi grazie alle nuove tecnologie digitali e ad internet. Il prosumer non è più quindi il target di una comunicazione old style, ma interviene attivamente nella creazione, produzione e distribuzione, ed è capace di influenzare il mercato e le decisioni aziendali, affermando la propria opinione, prendendo posizione, recensendo prodotti e servizi, attivando dinamiche di word of mouth.
Inoltre Henry Jenkins  in “Cultura convergente” e il successivo “Fan, blogger e videogamers” individua l’emergere di una “cultura partecipativa” intorno ai media, e quindi una realtà grassroot, ovvero della creazione di prodotti amatoriali, “dal basso”, da parte degli utenti/fan, sfruttando la potenza del digitale, in particolare della rete e dei social network.

#Sharing Economy

In questa nuova era, se da un lato emergono mercato conversazionale e user generated content (UGC), dall’altro si fa sempre più strada anche la sharing economy o economia della condivisione, che si basa su una piattaforma, intorno a cui si costruisce una community. Va a trasformare il tradizionale concetto di azienda, in quanto i servizi erogati, avvengono tra pari e non dall’alto verso il basso e sono convenienti, comodi e si basano sull’incontro fra persone sconosciute attraverso la tecnologia.

Piattaforme collaborative di successo tipiche della sharing economy

#1. BlaBlaCar

Nata in Francia nel 2006, BlaBlaCar è una piattaforma di car pooling che mette in contatto conducenti con posti liberi a bordo, e passeggeri, per condividere quindi tragitti in auto e le spese. La community ha raggiunto oltre 35 milioni di iscritti in 22 Paesi e conta 10 milioni di viaggiatori al trimestre.

#2. Airbnb

È una start up che nasce a San Francisco nell’agosto del 2008 ad opera di tre fondatori: Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk. La piattaforma mette in contatto persone in ricerca di un alloggio o di una camera con persone che dispongono uno spazio da affittare, ad esempio un appartamento per una notte, una villa per un mese. Giunge in più di 3400 città e in 191 paesi.

#3.Tripadvisor

Fondato da Stephen Kaufer nel febbraio del 2000 ed acquistato da Interactive Corporation nel 2004, Tripadvisor è un portale che vanta la più ampia community di viaggiatori con 340 milioni di visitatori unici mensili e 350 milioni di recensioni e opinioni riguardo 6,5 milioni di hotel, ristoranti e attrazioni turistiche.

Origini & tradizioni nel nuovo spot di Grana Padano Dop

Origini & tradizioni nel nuovo spot di Grana Padano Dop

Siamo nel vivo dell’#ItalyFoodWeek, voluta da Twitter Italia in collaborazione con Ministero delle politiche agricole e forestali, ed oggi è la giornata dedicata ai #prodottitipiciFW e quale miglior modo di celebrare tale hashtag se non con il nuovo spot che racconta un prodotto made in Italy Dop che rappresenta la nostra cultura gastronomica anche nel mondo?

Le origini del Grana Padano Dop

Il Grana Padano Dop ha origini lontane, che risalgono all’anno 1134, e fu per opera di alcuni frati dell’Abbazia di Chiaravalle che si capì come conservare a lungo il latte, trasformandolo in un formaggio a pasta dura e a lunga stagionatura detto “caseus vetus” (cacio invecchiato) e successivamente “Grana”. Nel novecento si è poi passati alla massima qualità nella lavorazione e cura delle caratteristiche organolettiche e a regole ben precise. Nel 1954 nasce anche il Consorzio Tutela Grana Padano che riunisce le cooperative, le industrie casearie, i produttori, gli stagionatori e i commercianti del formaggio.

 Lo spot 

Nello spot del Grana Padano un bambino ritrova una scatola che porta al nonno e che aprono insieme, disvelando ben conservata “la terra delle sue origini”. Al nonno riaffiorano così tutti i suoi preziosi ricordi che custodisce gelosamente in fondo al cuore, ed inizia a raccontare la storia delle loro origini.
Indelebile per lui come rivela al nipotino, il profumo dell’erba, il sapore del Grana Padano che nasce in un terreno unico dove gli piaceva accarezzare quel grano che cresceva ricco e rigoglioso. Ma affidiamoci alle sue parole:

“Guarda. Questa è la terra dove sono nato. Il profumo dei suoi prati. Piaceva tanto anche alle mie mucche sai? Ma la cosa che più ricordo della mia terra è il suo sapore.”

Una voce over aggiunge:

“Da sempre proteggiamo le sue origini. Per questo Grana Padano è il formaggio Dop più consumato al mondo. Perché così siete protetti anche voi. Grana Padano, il buono che c’è in noi”.

Dialogo che si alterna ad immagini altamente iconiche ed evocative capaci di toccare le corde più profonde, ed il palato dell’utente, attraverso la consistenza, la tattilità, le scaglie del formaggio, fino al marchio a fuoco finale che ne decreta visibilmente la genuinità e la bontà.

Nel finale tutta la famiglia con ben tre generazioni riunite, si ritrova in un ristorante di New York dove si è trasferita da alcuni anni.

Food Marketing 

Lo spot, firmato da McCann Worldgroup e che ha come colonna sonora il brano riarrangiato, “Starchild”, è on air in Italia da settembre a dicembre in televisione sulle reti Rai, Mediaset, Sky e La7, ma è anche in radio e sulla stampa. E verrà anche esportato, come il Grana Padano, coinvolgendo altri Paesi: Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito e USA.

Sul web lo spot è uploadato sul canale YouTube di Grana Padano e riproposto su Twitter e la Pagina Facebook. Inoltre, su quest’ultima sono stati pubblicati anche due video “civetta” introdotti da una didascalia che narra la storia del prodotto Dop.

I ricordi, ovvero le origini & le tradizioni millenarie

Il territorio, ovvero l’importanza della provenienza

Storytelling

Oltre al video storytelling, il Consorzio Tutela Grana Padano ha puntato anche al visual storytelling con la pubblicazione di un libro fotografico intitolato “Grana Padano, una storia di qualità”, edito da Mondadori, che racchiude 8 secoli di tradizioni in 155 pagine per ricostruire la storia di una delle eccellenze enogastronomiche italiane più esportate al mondo.

Conclusioni

Passato e futuro si fondono e confondono, infatti una storia si costruisce dalle fondamenta: sono fondamentali le origini, e seppur lontani da casa, non devono essere mai dimenticate né accantonate, ma tramandate di generazioni in generazione. Proprio come il prodotto che raggiunge ogni Paese del mondo, ma non rinuncia alle tradizioni legate alla terra d’origine, alla qualità, alla cura e alla bontà.

L’instant marketing della Festa dei Nonni

L’instant marketing della Festa dei Nonni

I nonni cercano di mostrarci la strada, di non farci soffrire, ci sostengono coi loro preziosi consigli, ci raccontano le loro esperienze e i loro aneddoti, ci guardano con quegli occhi sinceri e amorevoli e ritornano un po’ bambini anche loro, riescono ad essere sempre al nostro fianco e quando volano via ci accompagnano sempre, ben custoditi nel profondo del nostro cuore. Sono un po’ gli “angeli custodi” di tutti i bimbi, anche per quelli più cresciutelli, e non a caso si festeggiano il 2 ottobre, giorno in cui si celebra la festa degli Angeli Custodi.

La Festa dei Nonni è stata introdotta in Italia con la legge n.159 del 31 luglio 2005 e riconosce l’importanza della figura dei nonni all’interno delle famiglie, con il loro bagaglio di conoscenze, esperienze e d’affetto. Si festeggia in tutto il mondo anche se in date differenti: negli Stati Uniti, dove è stata introdotta nel 1978, si celebra la prima domenica di settembre, in Canada il 25 ottobre, nel Regno Unito nel 1990 e in Francia la prima domenica di marzo.

Ora vediamo come i brand hanno celebrato la Festa dei Nonni, in linea con la loro mission ed i loro valori.

Per scoprire la ricetta di un instant marketing di successo, leggi questo articolo in cui sono partita dalla news in cima all’agenda setting sul divorzio più chiacchierato dello showbiz, e questo mio guest post per Keliweb dove approfondisco l’instant marketing per start up.

#1. Doodle di Google per la Festa dei Nonni

Il Doodle di Google di quest’oggi omaggia i Nonni con uno dei suoi dolci e caratteristici disegni dai colori pastello.

doodle google 2 ottobre_Festa dei Nonni

Ecco alcuni Doodle di Google degli anni scorsi dalle tinte green che celebrano l’armonia, la gioia e la spensieratezza di due generazioni molto lontane fra di loro dal punto di vista meramente anagrafico, ma non dell’affetto e della fiducia.

doodle google festa dei nonni

Festa dei Nonni frasi

#2. Carrefour

L’azienda francese della grande distribuzione, Carrefour, brinda alla Festa dei Nonni con un video molto ironico e con la birra Ichnusa, dalle forti tradizioni locali…e dall’anima “sorda”.

#3. Fiat e la campagna crossmediale #FestadeiNonniFiat

Fiat ha pensato ai nonni che non usano i social e per portare loro gli auguri dei nipoti ha pensato di raccogliere gli auguri da Facebook e Twitter e stamparli sul giornale e nello tempo momento creare un video da condividere sui social. D’altronde “l’amore arriva ovunque come Panda”, questo il claim della campagna crossmediale della Fiat per la Festa dei Nonni 2017: #FestaDeiNonniFiat, che proprio come la Panda è in grado di unire due diverse generazioni.

#4. Generali Italia

Generali Italia ricorda che i nonni sono un punto di riferimento fondamentale nella vita.

#5. Pan di Stelle

I gustosi Pan di Stelle ringraziano i nonni che custodiscono il segreto per sognare a lungo.

#6. Fanta & LND Esport

E non può mancare l’albero genealogico della Fanta.

E sulla stessa lunghezza d’onda l’account Twitter di LND Esport.

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#7. Rai

La Rai invece dedica un video a tutti i nonni, partendo dal nonno per eccellenza, simbolo della rete ed ormai nel cuore di tutti gli italiani… “una parola è troppa e due sono poche”.

Ed ecco Rai Radio 1 con nonno Libero che invita i giovani a voler formare una famiglia altrimenti i nonni tra 20 anni scompariranno.

#8. Sky Tg24

Sky Tg24 ringrazia tutti i nonni del mondo che sono le fondamenta, la storia, le origini e la forza.

#9. Tempo

Invece, Tempo pensa in particolare ai neo-nonni, che scoprendo il lieto evento, per l’emozione potrebbero aver bisogno di fazzolettini.

#10. Tim

Passando al mondo della telefonia, ecco gli auguri di TIM che suggerisce di insegnare ai nonni a fare selfie, videochiamate, ascoltare playlist, postare foto con le leccornie culinarie.

#11. Vodafone

Anche la Vodafone pensa ai nonni dal punto di vista tecnologico, a quelli che usano il cellulare per chattare o per collegarsi sui social, ma ricorda anche quelli che sono più tradizionalisti e che utilizzano il proprio telefono solo per chiamare.

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#12. Disney Pixar Italia

Disney Pixar Italia propone il lungometraggio d’animazione e d’avventura Up, i cui protagonisti sono un bambino di otto anni trascurato dal padre, ed un anziano signore.

#13. Walt Disney Studios

La pagina Facebook della Walt Disney Studios, invece, si tuffa nelle braccia dei nonni, uno dei più grandi tesori che la vita ci regala, riproponendo il post di Oceania, il nuovo film d’animazione della Walt Disney in uscita nelle sale italiane il 22 dicembre.

#14. Big Babol

Big Babol non può che dedicare i suoi auguri a tutti i big nonni.

#15. Amplifon

Amplifon, azienda produttrice di apparecchi per migliorare l’udito, lancia una campagna integrata, declinata in tv, radio, web con un mini sito dedicato. Lo spot è pensato proprio per questa ricorrenza: i nonni migliorando l’udito, possono vivere al meglio i loro nipotini, sentire le emozioni della vita e “una festa così speciale dura molto più di un solo giorno all’anno… e ogni giorno sarà la festa dei nonni”.

#16. Casa Infante

La gelateria di Napoli, che custodisce l’esperienza di tre generazioni e conserva la tradizione, il gusto e la qualità dell’artigianalità, Casa Infante, ricorda come i nonni siano “un dono incredibile della nostra vita” e che donano amore incondizionato senza saper mai dire “no”.

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Non sono solo i brand che partecipano alla #festadeinonni, ma praticamente tutti, infatti questo hashtag era nei trending topic di Twitter.

Ed immancabile la creazione dell’artista internazionale,  Diego Cusano per la Festa dei Nonni ci ricorda come le nonne di ogni epoca sia “spacciatrici” di caramelle Rossana, riempendo di soppiatto le tasche ai nipotini quando vanno a trovarle.

Diego Cusano

I nonni d’Italia danno un contributo fondamentale alle famiglie, anche dal punto di vista economico.

Le percentuali del tweet “Ultime Notizie” risalgono al 2016 ma sono aumentate maggiormente con la pandemia, la guerra tra Ucraina e Russia, e la pesante crisi socio economica.

Ma come ci hanno insegnato i nostri antenati e come i nostri nonni solevano ripeterci:

“Per aspera ad astra”

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* Articolo aggiornato al 2/10/2022

L’instant marketing ed il divorzio di Angelina Jolie e Brad Pitt

L’instant marketing ed il divorzio di Angelina Jolie e Brad Pitt

Un divorzio può divenire instant marketing per le aziende? Può essere una tecnica vincente e innescare viralità e successo, e non cadere nel banale e ritrovarsi con un epic fail gigantesco? E quali gli elementi del successo?

Ma un pasito a la vez, andiamo con ordine. Cos’è l’instant marketing o real time marketing? Una strategia di web marketing che sfrutta l’immediatezza e la viralità tipica dei social media. Ora passiamo alla news che ha scatenato tanto clamore.

Martedi 20 settembre la notizia del divorzio di una delle coppie più famose, glamour ed invidiate del mondo dello showbiz, nota come “Brangelina”.  Galeotto fu il set del film Mr. and Mrs. Smith, e dopo 12 anni di matrimonio, Angelina Jolie e Brad Pitt divorziano, come annunciato in esclusiva da Tmz, noto sito di notizie si gossip ed entertainment.

La news in cima all’agenda setting infiamma giornali di gossip, programmi tv, talk, ed il web si scatena. Brand che rincorrono Brad e lo ripropongono nelle più variate salse. In primis gif e meme dell’ex moglie di Brad Pitt, una Jennifer Aniston compiaciuta, fu infatti tradita proprio per Angelina Jolie, ma anche citazioni e commenti al vetriolo sulle donne che non si accontentano mai, neanche del sex simbol Brad Pitt.

Anche i fazzoletti Tempo si riallacciano al tema della ex di Brad Pitt e giocano su una famosa sit-com di cui era la protagonista.

 

Ma a prendere il volo è l’hashtag #BradIsSingle, viralità innescata dalla Norwegian Airlines. Ed è subito instant marketing sull’onda della compagnia aerea low cost norvegese che opera in ambito nazionale e internazionale, quando giovedi 22 settembre compra una pagina del tabloid VG con il testo bianco “Brad er sigel”, su sfondo rosso (i colori del brand norvegese) e in basso il costo del volo, in corone norvegesi, diretto da Oslo in direzione Los Angeles per correre da Brad.

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La campagna della Noerwegian è globale: in più lingue su diversi giornali e anche sui social.

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Ma la risposta di Alitalia non tarda ad arrivare sui social, e se la Norwegian parlava ad un target femminile, la compagnia italiana invoglia i maschietti a volare in California, giocando sulla quantità di ragazze nordiche che porterà la compagnia aerea norvegese.

Ma la Norwegian risponde ulteriormente con un post su Facebook, proponendo voli a prezzi competitivi da Roma Fiumicino.

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Anche la compagnia Neos air si inserisce nel botta e risposta social e propone un prezzo speciale per le Maldive, ipotizzando che Brad sia scappato lì.

La scuola di lingue Berlitz propone ovviamente un corso di inglese per riuscire a sedurre Brad.

HitWeek non poteva che aggiungere la musica.

Traslochino invece augura buona fortuna a Brad ma soprattutto gli suggerisce di creare un nuovo profilo sulla loro piattaforma, visto che deve cambiare casa, per metterlo in contatto con privati o lavoratori autonomi che offrono soluzioni di trasloco.

 

Una delle più belle favole di Hollywood termina, ma si può trarre una morale per un instant marketing di successo.

#1. Creatività & Coerenza

È buona norma accostare il brand o uno specifico prodotto dell’azienda ad un evento di attualità di portata nazionale o internazionale, in modo creativo, innovativo, scherzoso, irriverente, a volte fuori dagli schemi, ma sempre in linea con la mission e i valori dell’azienda. Il tone of voice quindi deve modularsi in base a questi ultimi.

#2. Tempismo & Velocità

L’azione di instant marketing, che sia una pagina di un giornale, un tweet, un post su Facebook o un video, deve saper cogliere il momento giusto, il carpe diem dei latini, ed essere veloce. Deve saper cavalcare l’onda della notizia o dell’evento ma non un attimo prima, quando ancora non sono di pubblico dominio, né un attimo dopo quando non interessano più.

#3. Rilevanza

L’instant marketing deve sfruttare una ricorrenza come Natale, Pasqua, l’arrivo dell’autunno, la festa dei nonni o un tema di attualità come l’eclisse o la scoperta del pianeta gemello della Terra, o un evento, meglio se di portata internazionale come i Mondiali, le Olimpiadi, il Super Bowl americano. Il brand che da sempre eccelle in questo tipo di strategia comunicativa è Ceres.

#4. Coinvolgimento & Sharing

Queste azioni di instant marketing devono saper coinvolgere emotivamente ed empaticamente gli utenti e portarli a condividere sui loro canali social, per risultare davvero virale e di successo.

#5. Monitoraggio commenti

L’azienda deve monitorare e rispondere ad eventuali commenti ed essere sempre al fianco degli utenti.

Si parte!

Si parte!

Ed arrivò settembre. Settembre è un po’ come il primo dell’anno, ricco di buoni propositi, di nuovi cicli, si spera di buone novelle. Ricomincia un nuovo anno scolastico, si ci propone di andare in palestra, di mangiare in modo più sano, di fare più attività fisica, di leggere di più, di non fare le ore piccole, proprio come al volgere del nuovo anno si fanno mille e uno propositi anche se poi la maggior parte non vengono neanche mantenuti, dopo un timido inizio o rimandati di giorno in giorno.

Il mio buono proposito per questo settembre è proprio sotto ai tuoi occhi, questo blog. Da anni la domanda più frequente che mi fanno è “perché non apri un blog tutto tuo?”, in quanto da sempre scrivo per diversi magazine online, per altri blog, per trasmissioni radiofoniche, per discorsi ufficiali, la scrittura è in pratica per me pan comido (pane quotidiano, scusate ma questo è un altro aspetto caratteristico della mia personalità). E per questo diverse persone, colleghi, amici, familiari, mi hanno sempre spronato a farlo, ma ero da sempre un po’ titubante, anche se anni fa avevo un blog su Splinder.  Ma per chi mi conosce davvero bene, perché ai più posso sembrare molto riflessiva e logica, sanno che le decisioni che poi per lo più hanno dato una svolta alla mia vita le ho prese sempre “di pancia”, così dall’oggi al domani senza pensarci poi tanto. Agire e basta, con un pizzico di incoscienza ma quella giusta che ti dà la spinta, ma con cognizione di causa, avendo un percorso ben delineato e non procedendo allo sbando.

GioDiT vuole essere un blog di approfondimento, riflessione, spunti per chi vorrà seguirmi, un viaggio nel mondo delle aziende, delle start up che non indica altro che la fase di avvio delle aziende, e delle pmi una realtà sempre più diffusa sul nostro territorio, per mettere in luce quanto sia importante il digitale, il web marketing e lo storytelling e saperli ben fare, non improvvisandosi e affidandosi a dei professionisti, in quanto il famoso “cuggino” potrebbe fare solo dei danni alla brand reputation.

Infatti le nuove tecnologie e i nuovi media sono mezzi ed alleati imprescindibili non solo per le grandi aziende ma anche e soprattutto per le piccole e medie imprese. Ormai è imprescindibile esserci, farsi trovare dai propri clienti e target, e saper stare online non è sempre facile, cercherò di evidenziare man mano le modalità per intraprendere strategie di web marketing e buone pratiche da tener presente e da avviare.

Racconto quelle realtà che hanno saputo abbracciare il digitale e il processo di digitalizzazione, ci saranno case history e casi di successo, ma anche spot, visual, insomma lo storytelling delle aziende e le campagne social che lanciano, e come usano e come si dovrebbero usare i social media.

Darò ampio spazio anche agli eventi nel modo digitale e del marketing.

Ri-comincio da qui, 19 Settembre 2016. Ti aspetto in questo viaggio insieme per crescere professionalmente e personalmente, confrontandoci e arricchendoci l’uno l’altro, d’altronde la comunicazione non è altro che “mettere in comune”, e nell’epoca della condivisione vale ancor di più. Bando alle ciance.

Sali a bordo, allaccia le cinture, che il viaggio abbia inizio. Chi ha tempo non aspetti tempo, i buoni propositi ci sono, allora meglio ingranare subito la marcia e iniziare con un vero primo blog post!