L’Indice sul maltrattamento all’infanzia in Italia: la presentazione social

L’Indice sul maltrattamento all’infanzia in Italia: la presentazione social

In questo sabato di maggio un po’ pazzarello dal punto di vista climatico, in un mood piovoso come nei film quando i temporali e la pioggia copiosa rispecchiano lo stato d’animo dei protagonisti o che preannuncia momenti ed eventi difficili ed infelici, ci soffermeremo sull’indice di maltrattamento all’infanzia nel nostro Paese che denuncia un allarme di un’Italia a due velocità che aumenta il divario tra nord e sud a causa della carenza dei servizi e della povertà nel Mezzogiorno.

Quale il legame tra povertà e maltrattamento? Quali le regioni italiane più efficienti in termini di lotta e prevenzione al fenomeno? E come Cesvi ha curato la comunicazione social della presentazione dell’Indice?

 

Maltrattamento all’infanzia: la fotografia di Cesvi

Sono 1 milione e 208mila i minori che vivono in una situazione di povertà assoluta in Italia, al sesto posto tra i Paesi con le peggiori performance in Europa, con il 32,8% di bambini  a rischio di povertà o esclusione sociale (Report Istat 2017 “La povertà in Italia”).

Nel Sud il 44% della popolazione è a rischio di povertà ed esclusione sociale,e le città più vulnerabili a livello sociale sono Napoli, Palermo e Catania. La Campania chiude la classifica posizionandosi al 20esimo posto ed è preceduta dalle altre regioni meridionali: Sicilia, Calabria e Puglia. Inoltre, rispetto alla classifica dello scorso anno Abruzzo e Lazio perdono una posizione, scendendo nella classifica 2019. Mentre, il Molise guadagna posizioni e rientra tra le regioni che sebbene presentino un fattore ambientale critico, hanno saputo rispondere con un’offerta dinamica di servizi dedicati.

L’Emilia Romagna si riconferma anche quest’anno, la regione con maggiore capacità di fronteggiare il problema del maltrattamento infantile, sia in termini di contesto ambientale che di sistema dei servizi. Al secondo posto si posiziona il Trentino Alto Adige che è salito di ben tre posizioni , il Veneto è stabile alla terza posizione. Due regioni del Nord sono tra le regioni “stabili”: Lombardia e Piemonte.

Il maltrattamento sui bambini avviene in tutte le classi sociali e spesso è conseguenza di una situazione di disagio che coinvolge i genitori ed avviene prevalentemente nell’ambito familiare quanto invece dovrebbe garantire loro sicurezza, serenità e protezione.

Ed un bambino vittima di maltrattamenti fisici ed emotivi, o di abuso sessuale, o di trascuratezza e sfruttamento infantile, rischia di essere un adulto violento che maltratterà a sua volta partner e figli, avendo fatto sua l’idea comportamentale che a situazioni di stress si risponde con la violenza.

C’è una stretta correlazione tra povertà e maltrattamenti, infatti dal report si evince che i bambini e le bambine sono maltrattati soprattutto nell’ambiente familiare dove sono carenti i mezzi materiali e dove si fa fatica ad arrivare a fine mese.

La povertà non viene intesa in senso strettamente economico ma anche come povertà emozionale, relazionale ed educativa, queste ultime sono interconnesse e causano stress ed ansia nei genitori per non riuscire ad offrire ai loro figli, attività culturali, sport e altre attività ludiche e feste a cui tutti gli altri bambini invece prendono parte e partecipano normalmente.

La presentazione social

Cesvi ha scelto i social per diffondere capillarmente l’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia. L’ombra della povertà”, ha lanciato l’hashtag dedicato #Cesvi4children ed ha attivato una solida campagna di comunicazione, con grafiche teaser nei giorni antecedenti all’evento di presentazione, ben accolte dal “popolo del web” e da influencer, creando così attesa e rilanciando i valori ed i messaggi della onlus.

L’organizzazione umanitaria nata nel 1985 e presente in 20 Paesi per la promozione dei diritti umani e la tutela dell’infanzia, ha lanciato anche la diretta su Facebook dalla Camera dei Deputati martedì 14 maggio per la presentazione ufficiale, ed in parallelo su Twitter si poteva seguire il live tweeting che ha visto una copiosa partecipazione, trasformando così gli utenti che abitano il web ed i social, in ambassador di #Cesvi4children.

Sono intervenuti: Giovanna Badalassi, ricercatrice Cesvi, Tiziana Zannini-Coordinatrice Servizio, Promozione e monitoraggio politiche per la famiglia, Dipartimento per le politiche della famiglia, Luigi Mazzuto, Coordinatore Commissione Politiche Sociali, Conferenza delle Regioni, Carlo Borgomeo, Presidente Con i Bambini impresa sociale, Roberta Gaeta, Rappresentante ANCI e Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, Gianmario Gazzi, Presidente Ordine degli Assistenti Sociali, Consiglio Nazionale. E moderava la conduttrice del TG2, Francesca Romana Elisei.

E se l’apertura dei lavori della giornata è stata affidata all’amministratore delegato Cesvi,  Daniele Barbone  e all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, in chiusura i saluti istituzionali sono stati affidati al Consigliere segretario della Regione Lazio, Michela Di Biase.

Cesvi ha creato anche delle simpatiche grafiche, simili a dei cartoni che privilegiano il verde, l’arancione  colore distintivo del logo dell’associazione ed il bianco, con un decalogo utile ai genitori per supportarli e dare loro consigli per adempiere al difficile ruolo genitoriale e di educatori a cui sono chiamati così che i bambini possano vivere un’infanzia serena e sana e sicura. Semplici ma importanti suggerimenti diffusi sui social per aiutare i genitori ad essere guide e sostegno nel percorso di crescita dei loro figli e sviluppare le loro capacità e l’autostima e il problem solving sin da piccoli.

 

 

 

 

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