Strategie SEO e AI per il Futuro del Digital Marketing. Intervista a Fabio Antichi

Strategie SEO e AI per il Futuro del Digital Marketing. Intervista a Fabio Antichi

Quest’oggi per la rubrica del blog GioDiT, #InTalk: Arti e Mestieri nell’era del web… andremo ad esplorare le opportunità che il digital marketing offre nell’aumentare la visibilità, la reputazione, la lead generation ed i profitti delle piccole e medie imprese, e più in generale di un brand. Scopriremo i segreti per creare un canale YouTube performante e di successo, come posizionarsi nei primi posti nelle ricerche dei principali motori di ricerca, come creare un’efficace campagna di Google Advertising e ci soffermeremo su ChatGPT Search, il nuovo motore di ricerca di OpenAI, disponibile da oggi 17 dicembre a tutti, anche agli utenti con versione free e nella modalità vocale avanzata, che sfida il dominio indiscusso di Google, e sui nuovi trend del 2025.

Ma chi sarà il nostro ospite misterioso?

Ti lascio qualche indizio: inconfondibile chioma leonina, pizzetto da Moschettiere, battuta sempre pronta, simpatia contagiosa e coinvolgente, accento toscano, segni particolari, nomade digitale DOCG, il suo ufficio è ovunque voglia, on the road su un camper… ad annunciarlo mi sento un pò Amadeus, per chi non avesse ancora indovinato il personaggio misterioso, è Fabio Antichi, consulente, formatore, esperto SEO e Adv.

Allacciate le cinture si parte per un nuovo entusiasmante viaggio, insieme a Fabio Antichi si dirigiamo in direttissima verso il 2025 ed oltre.

Strategie SEO e AI per il Futuro del Digital Marketing. Intervista a Fabio Antichi

Chi è Fabio Antichi? Come sei approdato nel mondo del digital marketing?

Innanzitutto, grazie mille! Sono felicissimo di questa intervista!
La mia vita professionale inizia agli antipodi del digitale: ho studiato ingegneria meccanica, senza però completare il percorso, per poi entrare nel settore metalmeccanico, dove sono diventato responsabile di un’officina che produceva ascensori. Era un lavoro che mi piaceva davvero tanto, ma anche molto faticoso.

Grazie a mio padre, che lavorava in Olivetti dal 1975, l’informatica e i computer sono sempre stati presenti nella mia vita. Sin dalla tenerissima età, mi divertivo a scrivere in HTML e a sperimentare con gli albori di quello che sarebbe diventato Internet.

A cavallo degli anni 2000, si iniziò a parlare di SEO e decisi di buttarmi in questo mondo, avendo anche un po’ di fortuna.
All’epoca era tutto molto più semplice: cominciai a posizionare i miei primi siti e, grazie al passaparola, ebbi l’opportunità di conoscere i primi colleghi e creare una piccola rete con cui confrontarmi. Era un periodo in cui, in Italia, a fare questo lavoro eravamo davvero in pochissimi.

Da lì in poi, è stato un percorso di crescita fortunato e continuo, che mi ha portato fino a oggi.

Hai deciso di essere un vero nomade digitale, scegliendo di vivere su un camper, parlaci di questa tua scelta di vita e di come ti ha cambiato, se ti ha cambiato…

Anche in questo caso, il caso mi ha aiutato tantissimo!
Avevo deciso di acquistare un camper da utilizzare nei fine settimana, come si fa normalmente. Poi, fui invitato a un evento in Sardegna, un luogo non particolarmente comodo da raggiungere da casa mia in aereo. Avrei dovuto noleggiare un’auto, chiedere un passaggio dall’aeroporto ad orari improbabili… così decisi di andare in camper, visto che il traghetto mi avrebbe portato a destinazione in modo molto più agevole.

Ed è lì che ho avuto un’epifania. È stato un viaggio magnifico: mi sono divertito tantissimo, era stupendo lavorare da luoghi incantevoli, assaporare il territorio e incontrare tanti amici. Senza rendermene conto, ho iniziato a passare sempre più tempo in camper, fino a che, guardandomi indietro, mi sono reso conto che trascorrevo più tempo lì che a casa. Ormai era diventato il mio mezzo abituale.

Devo dire che sì, questa esperienza mi ha cambiato. Mi ha permesso di coltivare meglio le relazioni sociali e, secondo me, il poter lavorare da luoghi magnifici aiuta a lavorare meglio.

Certo, non è tutto oro. Per rendere il camper un ufficio efficace e confortevole, ho dovuto fare grandi investimenti, ad esempio per avere elettricità e una connessione adeguata. Ma alla fine, ne è valsa decisamente la pena.

digital marketing fabio antichi

Come nasce il tuo format The Breaking Web?

Di nuovo, il caso regna sovrano! Avevo appena scoperto una falla nell’algoritmo di Google e avevo creato un sistema per sfruttarla. Più precisamente, si trattava dei servizi di “shopping comparativo”, che tuttora in Italia sono conosciuti pochissimo. Bene, quando realizzai il sistema, Google mi impose di ottenere almeno 50 account per poterlo utilizzare, cosa che all’epoca non avevo.

Stavo quindi valutando l’idea di scrivere un post testuale sui social per chiedere aiuto ad amici e colleghi. Proprio in quel momento, mentre ero passeggero in auto, avemmo un incidente a Salerno. Finì che fui ospitato da una mia carissima amica, copywriter, che mi disse senza mezzi termini che il testo che avevo scritto era improponibile e mi consigliò di fare un video.

Io ero molto scettico, ma facendo violenza su me stesso, accettai. Quel video divenne virale, spingendomi a farne altri. Il problema era che non sapevo di cosa parlare!

Lì mi venne l’idea di raccontare le novità del giorno… E questa cosa mi esplose letteralmente in mano, diventando sempre più grande e famosa. Nel frattempo, strinsi amicizia con molte altre figure del mondo digitale e, insieme a tre amici, decidemmo di dividerci il lavoro. Fu così che nacque The Breaking Web, il giornale delle news digitali.

the breaking web fabio antichi

Come si possono aumentare le visualizzazioni dei video e i follower di un canale YouTube? Quali strategie SEO e quali tool sono indispensabili nel video storytelling?

Se parli di una persona, potresti tenerla incollata ad ascoltarti per ore. Ma se parli di te, non ti ascolterà nemmeno per un secondo.

Per questo motivo, la priorità è produrre contenuti utili e diventare un riferimento mentale per quella persona in uno specifico ambito tematico. Non c’è bisogno di dirle “compra qui”: lo farà da sola la prima volta che avrà bisogno della tua specialità, perché avrai guadagnato il tuo posizionamento Top of Mind.

Anche lato SEO, oggi Google richiede una quantità enorme di segnali sociali. È fondamentale ottimizzare la parte tecnica (che è il mio background e mi è ancora molto congeniale), ma non basta più. Oggi, prima di tutto, dobbiamo rendere la nostra comunicazione interessante, divertente e utile.

Dopo questo, è importante ricordare che non esiste un tool miracoloso. Io, ad esempio, uso molto Screaming Frog e Sistrix, che sono strumenti potentissimi. Tuttavia, nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale, che rende sempre più veloci e irraggiungibili molte attività, la vera sfida è un’altra: far sì che ciò che rappresentiamo diventi il Brand di riferimento mentale per il nostro utente in quella specifica materia.

E sì, è importantissimo imparare a usare l’Intelligenza Artificiale al meglio, ma alla fine, è sempre la combinazione tra strumenti e strategia a fare la differenza.

come creare un canale YouTube di successo- fabio antichi

In un’ottica di consulenza, cosa consiglieresti ad un’impresa che vorrebbe aumentare i suoi profitti?

In questa epoca, gli investimenti principali che rappresentano una condizione sine qua non per il successo sono i seguenti:

  1. un’offerta con una Unique Value Proposition (UVP): Deve essere reale, ben strutturata e capace di distinguerti dalla concorrenza. È il cuore della strategia;
  2. un’ottima conoscenza dei mezzi tecnologici: Che si tratti di SEO, Google Ads, Meta Ads o altre piattaforme, è fondamentale padroneggiare gli strumenti e le tecniche per raggiungere il tuo pubblico in modo efficace;
  3. i dati, il vero oro del futuro: i dati non solo aiutano a comprendere il comportamento degli utenti, ma sono fondamentali per addestrare tecnologie come l’Intelligenza Artificiale. Disporre di un eccellente piano di tracciamento con GA4 e l’utilizzo di strumenti come BigQuery sono asset imprescindibili per monitorare e ottimizzare le performance.

Con questi tre elementi ben implementati, è possibile non solo crescere, ma scalare il fatturato in modo significativo.

Quali fattori sono importanti per scalare la SERP e dominare le prime posizioni e la prima pagina dei motori di ricerca? Come si misura l’autorità di un sito web?

Ma che bella domanda!
Come avrete notato, da quando l’Intelligenza Artificiale ha rivoluzionato il digitale, Google fatica sempre di più a scansionare e comprendere l’enorme quantità di contenuti prodotti, figuriamoci a posizionarli.

Oggi, come accennato prima, è fondamentale avere una serie di segnali esterni al sito che facciano capire a Google che quel sito merita la sua attenzione. Il sito, ovviamente, deve essere tecnicamente impeccabile per evitare di sprecare il budget a disposizione.

Tuttavia, dobbiamo lavorare anche oltre il sito. Ad esempio:

  • social media come TikTok o altri canali devono rimandare a noi, creando un ecosistema di segnali;
  • un indicatore utile per valutare questi segnali è il numero di ricerche legate al brand, un fattore che un tempo era considerato marginale ma che oggi ha un peso sempre maggiore per ottenere risultati concreti.

Quindi, l’approccio vincente è curare il sito, ottimizzarne la struttura, ma al contempo costruire una rete di segnali esterni che rafforzino la nostra presenza digitale e il nostro posizionamento.

Come fare un’analisi SEO dei competitor?

Beh, per rispondere a questa domanda non basterebbe un giorno… o un libro! Cercherò di farla semplice:

  1. usa l’AI per analizzare il sentiment
    1. Comprendi come gli utenti si relazionano ai tuoi brand competitor. Analizza le loro recensioni per individuare punti di forza e debolezza. Questo ti aiuterà a capire cosa funziona e dove puoi fare meglio;
  2. studia la trasparenza pubblicitaria
    1. Utilizza gli strumenti imposti dall’Unione Europea per monitorare le campagne pubblicitarie dei competitor (es. Meta Ad Library). Scopri su quali messaggi e contenuti stanno investendo e trai ispirazione per differenziarti.
  3. crea un piano che valorizzi la tua identità
    1. Punta a rispondere a tutto ciò in cui i competitor non sono efficaci, creando un’identità unica e risolvendo le lacune che loro non riescono a colmare.
  4. analisi tecnica del sito dei competitor
    1. Studia la struttura dei loro siti, i vecchi backlink e tutto ciò che è presente sul web a loro collegato. Strumenti come Sistrix e Screaming Frog sono fondamentali per questa fase.
  5. autorità, non solo backlink
    1. Oggi, più che mai, punta a costruire una reale autorità per il tuo brand. Non investire semplicemente in backlink, ma lavora su contenuti di qualità e segnali che dimostrino la tua competenza e affidabilità.

Seguendo questi passaggi, non solo analizzerai i tuoi competitor, ma potrai creare una strategia SEO solida e unica che ti permetterà di superarli.

Come cambia la SEO con l’Intelligenza Artificiale anche in vista alle nuove opportunità offerte da SearchGpT?

È probabile che Google possa perdere una piccola quota di mercato, e in parte questo sta già accadendo. Tuttavia, sembra che ciò sia dovuto più all’efficacia di social media come TikTok nel rispondere rapidamente alle esigenze degli utenti, piuttosto che a un vero e proprio cambiamento di abitudini verso i software di Intelligenza Artificiale.

Ma c’è una grande opportunità: possiamo utilizzare l’Intelligenza Artificiale, e lo stiamo già facendo, per potenziare e velocizzare le analisi SEO, oltre a produrre contenuti con una potenza di fuoco mai vista prima. Tuttavia, se tutti possono produrre più contenuti grazie all’AI, la vera differenza non sarà nel “quanto”, ma nel come.

  1. Contenuto di qualità superiore
    1. I contenuti non dovranno essere solo numerosi, ma soprattutto i migliori. Rilevanza, valore e unicità saranno cruciali per emergere in un panorama sempre più affollato.
  2. Presenza trasversale
    1. Il contenuto non potrà più essere esclusivamente testuale. Dovrà essere multiformato (testi, video, immagini, audio) e distribuito in maniera trasversale su più piattaforme: non solo il tuo sito, ma anche social, app e strumenti come SearchGPT.
  3. Velocità e adattabilità
    1. L’Intelligenza Artificiale ci permette di ottimizzare i processi: analisi dei competitor, identificazione di trend, creazione di contenuti su misura. Ma sarà essenziale mantenere una strategia umana, capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato e dei comportamenti degli utenti.

In sintesi, l’Intelligenza Artificiale è uno strumento potente che può amplificare le nostre capacità, ma il vero valore resterà sempre nella qualità dei contenuti, nella loro capacità di rispondere alle esigenze degli utenti e nel saperli distribuire efficacemente su ogni piattaforma disponibile.

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SEA, SEO, SEM: come si crea una strategia efficace di marketing digitale per migliorare la visibilità online del proprio sito web, blog o landing page?

Come visto anche prima, dobbiamo partire da una solida analisi dei competitor, comprendendo i volumi di ricerca e i desiderata degli utenti. Questo ci permette di configurare il nostro prodotto in modo che risponda al meglio a questi segnali raccolti e iniziare a raccontarlo.

Cosa significa raccontare il prodotto?
Significa partire dalla creazione di una landing page o pagina di atterraggio (spesso sottovalutata), che sia:

  • chiara e fruibile, con CTA (Call to Action) evidenti.
  • informativa e trasparente, includendo:
    • modalità di erogazione del contenuto o prodotto;
    • riprova sociale (recensioni, testimonianze);
    • costi chiari (ad esempio, il costo di spedizione deve essere visibile subito, non scoperto solo nel carrello);
    • metodi di pagamento descritti in dettaglio;
    • informazioni complete: quando, come e in che confezione il prodotto arriverà a casa. Magari anche se è possibile scegliere un orario di consegna.

Questi elementi sembrano banali, ma basta guardare online: nel 90% dei casi, mancano. Gestirli bene significa aumentare notevolmente le probabilità di successo.

Dopo aver configurato la landing page, dobbiamo iniziare a raccontare il prodotto sui social, testando quale approccio e tono funzionano meglio. In base alle caratteristiche e agli elementi che si rivelano più efficaci, ottimizziamo la landing page e trasferiamo i temi vincenti su tutte le piattaforme pubblicitarie.

Iniziamo con A/B testing mirato, utilizzando le piattaforme di advertising a pagamento. Questo processo deve essere continuo, affinando e migliorando i risultati nel tempo.

Ricordate: non si tratta solo di vendere un prodotto, ma di costruire una narrazione che risponda ai bisogni reali degli utenti e che li accompagni lungo tutto il percorso, dall’interesse iniziale alla conversione.

Quali sono i segreti per un’efficace campagna Google Adv? Come scegliere il tipo di campagna più adatto in ottica lead generation per ottenere contatti di valore: Campagne sulla rete di ricerca, Campagne display, Campagne video, Campagne Shopping?

In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale regna sovrana, è impossibile farne a meno, ma è fondamentale mantenere il controllo di ciò che facciamo su Google Ads. Oggi, Google spinge molto sulle Performance Max (PMax), un tipo di campagna potente, ma adatta solo per account già ben strutturati e con una base dati solida. Questo perché, più che essere davvero “intelligente”, PMax si basa su proiezioni future calcolate dai dati storici.

Come iniziare?
Per il 95% dei casi, è meglio partire con:

  • campagne sulla rete di ricerca: ideali per intercettare utenti con un intento chiaro e maturo;
  • campagne Shopping standard: perfette per chi vende prodotti fisici, con un focus su un targeting più controllato.

Solo dopo aver raccolto abbastanza dati (e tracciamenti impeccabili, ad esempio con GA4), si può sfruttare questa base per nutrire e guidare campagne più avanzate come PMax nella direzione desiderata.

Il ruolo dei segmenti di pubblico
Una volta popolati i segmenti di pubblico, possiamo iniziare a lavorare su campagne che operano su livelli più alti del funnel, come:

  • Display e Demand Gen: ottime per generare awareness e spingere il traffico qualificato verso il sito;
  • Campagne Video: sempre più importanti, ma richiedono contenuti di qualità che siano interessanti di per sé. Qui non basta investire denaro per garantire un risultato sostenibile, il contenuto deve catturare l’attenzione e coinvolgere.

Riassumendo, in un’epoca dominata dall’Intelligenza Artificiale, questa non deve mai sostituire le nostre decisioni, ma potenziarle. Se pensiamo che basti delegare tutto a un algoritmo, il fallimento è garantito. L’AI deve essere un acceleratore delle nostre capacità strategiche, non il pilota.

trend 2025 video e AI fabio antichi

 Secondo Te, quale sarà il trend per il 2025 più in voga in ambito di digital marketing? E quale figura lavorativa sarà maggiormente gettonata?

Che domanda interessante! Ho avuto modo di confrontarmi recentemente con molti colleghi di diverse discipline professionali, e curiosamente le risposte vertevano sugli stessi punti chiave.

Secondo me, il Trend 2025 verterà sui video e sull’Intelligenza Artificiale.

I video e l’Intelligenza Artificiale saranno due asset imprescindibili. Tuttavia, la vera sfida non sarà semplicemente utilizzarli (cosa che ormai facciamo tutti), ma usare questi strumenti per produrre contenuti migliori, più interessanti e coinvolgenti rispetto alla concorrenza. Il tutto, ovviamente, dovrà avvenire a costi e tempi sostenibili, il che richiede nuove competenze e approcci strategici.

Le Figure Lavorative del Futuro, invece, saranno sempre più:

  • i Tracciatori
    • professionisti capaci di raccogliere e organizzare tutte le informazioni sui nostri utenti per “nutrire” gli algoritmi di Intelligenza Artificiale. Già oggi queste figure sono richiestissime, e il loro ruolo sarà sempre più centrale;
  • gli Adottatori Tecnologici
    • nuove figure professionali, difficili da definire con un nome specifico, ma che avranno il compito di portare in azienda e nei flussi di lavoro le tecnologie più innovative, evitando il rischio di inseguire l’ennesimo tool che diventa obsoleto dopo due settimane. Il loro obiettivo sarà selezionare e implementare solo ciò che conta davvero.

Ma in un contesto dominato da milioni di stimoli, il vero valore sarà capire quali sono i quattro davvero importanti e focalizzarsi su quelli, anziché disperdere energie.

Ci sarà il declino del Creator e dell’Influencer?

Spero personalmente che la figura del creator/influencer tradizionale venga ridimensionata. L’unico vero rappresentante di un’azienda dovrebbe essere chi la vive dall’interno e ne incarna i valori. Certo, ci sono eccezioni (quando il target richiede veri esperti del settore), ma nella maggior parte dei casi, esternalizzare questa funzione rischia di perdere autenticità e credibilità.

In sintesi, il futuro del digital marketing sarà guidato dalla capacità di produrre contenuti di alta qualità, dalla gestione strategica delle informazioni e dall’adozione intelligente delle nuove tecnologie. E tu, sei pronto per il 2025?

Ti ringrazio tantissimo per questa intervista! Ti seguo da anni con immenso piacere e, grazie a te, ho imparato tantissime cose nuove.

Invito tutti coloro che hanno avuto la voglia di leggere fino a qui ad affrontare il 2025 con un approccio strategico: non facciamoci travolgere dalle novità, ma puntiamo a diventare la “mucca viola” del nostro settore. Specializziamoci, focalizziamoci sulla nostra unicità, e diventiamo per i nostri utenti un punto di riferimento autentico e inimitabile.

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