Categoria: Storytelling

Gli spot di Natale 2016 che impazzano sul web

Gli spot di Natale 2016 che impazzano sul web

Mancano 27 giorni, 648 ore, 38.880 minuti e sul web, ma anche in tv, tra la fine di ottobre e l’inizio mese hanno iniziato a far capolino i primi spot di natale, e le luci e gli addobbi nelle città, nei negozi, nei centri commerciali, nelle case, come dice Charles Bukowski:

“È  Natale da fine ottobre. Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti. Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese.”

E se c’è da un lato la corsa ai regali, lato azienda c’è la corsa alle pubblicità per Natale ed è subito sfida aperta per i video che riescono a commuovere, far riflettere, strappare un sorriso, scaldare il cuore, ma soprattutto diventare virali in rete, specialmente a suon di condivisioni sui social o tramite le app di messaggistica istantanea.

Pronti per una carrellata di spot di Natale targati 2016? Ma se ti senti un grinch ti avverto continuare la lettura ti potrebbe far molto ma molto male.

#1. Thun

Si va “alla ricerca dell’anima del Natale” con Thun, che risiede nei sorrisi, nella magia dello stare insieme. Il carosello dello spot è collegato non a caso al “carosello dei regali”, il concorso ideato proprio per Natale e si può tentar la fortuna fino al 18 dicembre.

#2. Bauli

La casa dolciaria di Verona è on air in tv da ieri 27 novembre con uno nuovo spot, ma sul web lancia tre web-film sulla magia del Natale “I corti per il web: I Natali di Bauli- Quale magia per il tuo Natale”, dopo un laboratorio di Alta Formazione in collaborazione con Officine Fare Cinema.

Ma Bauli punta sempre sul web, sbalordendo tutti e uscendo dai classici schemi della pubblicità su Facebook, innovandosi costantemente, come in questo caso con “Gli immancabili di Natale” in cui sperimenta la fotografia a 360 gradi.

#3 Coca-Cola

Un #NataleSpeciale con Coca-Cola che invoglia a fare “un regalo a chi rende speciale il tuo Natale”. Mentre l’anno scorso c’è stata la campagna transmediale #VorreiFarFelice.

#4. Apple: Frankie’s Holiday

Il protagonista dello spot di Natale 2016 di Apple è uno triste e sconsolato Frankenstein invecchiato, impersonato da Brad Garrett (Tutti amano Raymond) che si reca in piazza tra la folla inizia ad intonare la canzone registrata dal vecchio carillon al suo iPhone. E una bambina deciderà di cantare con il nostro protagonista, trascinando con sé anche la folla, in pieno spirito natalizio: “Open your heart to everyone”.

#5. Sainsbury’s & l’omino di pan di zenzero

Lo spot natalizio di Sainsbury’s, catena di supermercati del Regno Unito, mette in evidenza che il regalo più grande che si possa fare alla propria famiglia e ai propri amici è il tempo trascorso con loro. Lo spot d’animazione, la cui colonna sonora è “The greatest gift for Christmas is me”, cantata da James Corden, si prefigge anche di  aiutare il Great Ormond Street Hospital di Londra, d’altronde come dice il claim finale: “Christmas is for sharing”.

#6. Very.co.uk

Nella pubblicità di Very.co.uk, piattaforma di e-commerce inglese, una ragazza dai capelli rossi e dagli occhioni verdi, all’uscita del lavoro, cerca di rendere felici tutte le persone che incontra sulla sua strada e alla fine riceverà il più bello dei doni.
Lo spot vuol mettere in evidenza che non c’è regalo più prezioso che rendere ogni giorno migliore, facendo sorridere e battere i cuori alle persone: “Get more out of every day”.

#7. Mark & Spencer

Altro spot declinato al femminile quello di M&S, multinazionale britannica con sede a Londra che si occupa vendita al dettaglio, che lancia una nuova icona natalizia: Mrs Claus. La moglie di Babbo Natale decide di fare una consegna speciale, in elicottero rosso, ed avvolta in un vestito e cappotto altrettanto rossi, mentre i guanti sono neri.

#8. John Lewis & #BustertheBoxer

La catena di grandi magazzini inglese John Lewis, ritorna con il simpatico boxer Buster e l’hashtag #BusterTheBoxer già è diventato virale. La piccola Bridget riceverà per Natale il suo tanto amato trampolino di lancio, ma non sarà proprio l’unica ad utilizzarlo, infatti il claim è “Gifts that everyone will love”.

 #9. Waitrose

Nella pubblicità natalizia dedicata a Waitrose, catena di supermercati britannici, un coraggioso pettirosso attraversa mille peripezie per ritornare a casa per il giorno di Natale, dove l’aspetta una ragazza: #HomeForChristmas.

#10. Amazon Prime

Questa pubblicità intende far vibrare le corde emotive col potere iconico ed evocativo delle sole immagini, linguaggio da sempre universale e su un tema delicato mettendo insieme occidente ed oriente, Cristianesimo ed Islam. Due fedi diverse ma accomunate dai gesti rituali e dallo stesso problema, condiviso in un dialogo tra amici, che li porta alla stessa idea di regalo per l’altro. E naturalmente verrà in soccorso loro Amazon Prime.

#11. Heathrow Airport: Coming Home for Christmas

Altro spot che si basa sulla sola potenza delle immagini che parlano ai cuori è lo spot di Heathrow Airport, basato sulle semplici vicissitudini dei due protagonisti, due tenerissimi e romantici orsetti di peluche che si fermano ad acquistare al duty free un piccolo dono per poi riabbracciare i nipotini.

#12. H&M: “Come Together”

L’ultima pubblicità lanciata dall’azienda di abbigliamento svedese, H&M, con la pubblicazione su YouTube ieri 27 novembre e sulla pagina Facebook del brand stamane alle 9 incassando rispettivamente già oltre 44 mila e 2,8 mila visualizzazioni, è un vero e proprio cortometraggio, firmato dal regista statunitense Wes Anderson.

Nel “fashion movie”, il macchinista, impersonato da Adrien Brody, invita a un brunch natalizio a bordo, i tristi e solitari passeggeri, vestiti con i capi della nuova collezione invernale di H&M. Il treno che viaggia nella notte di Natale, in un paesaggio innevato, subirà un’ulteriore ritardo di 11 ore e mezza, ma il macchinista riuscirà a creare un’atmosfera calda e festosa.

E qual è il tuo spot di  Natale preferito? Qual è la tua personale classifica pubblicitaria?

Ti aspetto nei commenti qui sotto o sulla pagina Facebook. Se preferisci anche su Twitter.

I Provenzali, Palm Design e FSC Italia insieme per “La natura ti dona: una storia 100% made in Italy”

I Provenzali, Palm Design e FSC Italia insieme per “La natura ti dona: una storia 100% made in Italy”

“La natura ti dona: una storia 100% made in Italy” rende la cosmesi naturale ancora più sostenibile. Scopriamo come.

 

Il video uplodato sul canale YouTube de I Provenzali e veicolato anche attraverso la pagina Facebook dell’azienda, dà voce alle parti coinvolte a partire da Roberta Testa, responsabile Marketing del brand che produce “cosmetici naturali e biologici che rispettano il corpo e l’ambiente, selezionando pec in plastica 100% riciclata e cartoncino certificato FSC, il marchio della gestione forestale responsabile, per la salvaguardia di alberi e animali ”. A seguire c’è Alessandro Catellani di Palm Design, una cooperativa sociale, nata nel 2003 per integrare le categorie socialmente svantaggiate, come i ragazzi disabili, nel mondo del lavoro, e che produce soluzioni d’arredo partecipato e rispettoso dell’ambiente. Entrambi raccontano l’ideazione e realizzazione di un espositore in legno certificato FSC proveniente da foreste sostenibili e correttamente gestite del Trentino e della Lombardia, per un progetto 100% made in Italy.

Cosmesi & Ambiente

Il progetto “La natura ti dona: una storia 100% made in Italy” vede per la prima volta la collaborazione di una cooperativa sociale, Palm Design, un ente certificatore, FSC Italia, e un’azienda produttrice di cosmetici dalla vocazione artigianale e dalla filosofia ecologista, con un codice etico ben definito per quanto riguarda la corporate social responsability, I Provenzali. I prodotti dell’azienda genovese sono corredati dal bollino di “Controllo Salute e Natura”, sono cioè testati dermatologicamente e per i metalli pesanti (nichel, cromo e cobalto), e di “Prodotto Vegetale o Origine Vegetale” in quanto realizzati a partire da materie prime vegetali e di origine naturale, senza l’utilizzo di coloranti, parabeni o ogm. Inoltre i cosmetici naturali e biologici dell’azienda hanno un ciclo produttivo svolto interamente in Italia, ottenendo così dall’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani, anche la certificazione 100% Made in Italy. Inoltre, per ogni prodotto che si contraddistingue per l’ecopackaging, è prevista una “carta d’identità”, consultabile sul sito ufficiale dell’azienda, dove ogni utente può controllare in modo trasparente le caratteristiche principali, e scoprire l’origine e il luogo di confezionamento.

Ma non solo quindi cosmesi naturale e sostenibile attraverso materie prime e tracciabilità, ma anche a scaffale reso possibile dalla cooperazione di questi tre soggetti promotori che hanno creato un espositore per la grande distribuzione in legno certificato proveniente da foreste gestite in maniera responsabile e da materiali riciclati.

“La natura ti dona: una storia 100% made in Italy”  è un progetto che si prefigge di diffondere la sostenibilità ambientale a tutto tondo ed è stato presentato per la prima volta il 30 settembre al Parco Natura Viva di Pastrengo, nel giorno del FSC Friday, la giornata mondiale della gestione forestale responsabile. E successivamente presso il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, tenutosi presso l’Università Bocconi a Milano il 4 e 5 ottobre 2016.

Il primo espositore in assoluto è stato consegnato presso il punto vendita Finiper di Colonnella, in provincia di Teramo. Intanto sulla pagina Facebook de I Provenzali scatta la corsa tra gli utenti di avvistare scaffali con i loro prodotti ed inviarla per messaggio privato al brand.

 

Italian Stories: la start up dell’artigianato e del turismo 2.0

Italian Stories: la start up dell’artigianato e del turismo 2.0

Artigianato e turismo esperienziale dal sapore 2.0 grazie a Italian Stories, la start up che attraverso una piattaforma online unisce più di 120 artigiani sparsi per il territorio italiano e i turisti che, attraverso le oltre 200 esperienze disponibili da prenotare online, possono conoscerli dal vivo e scoprire da vicino le loro botteghe ed i segreti del made in Italy.

La piattaforma e la community di Italian Stories

Italian Stories nasce nel gennaio 2015 dall’idea è degli architetti Eleonora Odorizzi e Andrea Miserocchi che, grazie a un bando vinto nell’ambito del Programma europeo Fesr 2007-2013 per lo sviluppo di nuove imprenditorialità, hanno potuto implementare questo progetto digitale. La community online è nata principalmente grazie alla pagina Facebook ed al profilo Twitter, in cui vengono pubblicate le storie degli artigiani per creare interesse. Successivamente è stata creata una rete di storyfinder che supportano il team di Italian Stories nel trovare offline le migliori storie dell’eccellenza del made in Italy e di raccontarle sul web per farle conoscere e diffondere in Italia e all’estero.

Come funziona?           

I turisti di tutto il mondo possono incontrare, grazie alla piattaforma, ceramisti, restauratori, orafi, cappellai, maestri cartari, rilegatori, liutai, vetrai, “impiraresse”  (antico mestiere di Venezia che consiste nell’infilare con lunghi aghi dell’Ottocento o con il metallo, le “conterie”,  perline rotonde di vetro usata per gioielli, fiori, ricami e decori per la casa). Un viaggio, quindi, per andare alla scoperta dell’arte e dell’artigianato, e dei borghi d’Italia, all’insegna della condivisione delle esperienze e della conoscenza.

In particolare sulla piattaforma il turista può scegliere e prenotare tra tre tipi di esperienze, che si differenziano anche per i prezzi.

#1. Visit

Una visita guidata all’interno della bottega, dove si possono ascoltare le storie e i particolari, direttamente narrati dai maestri artigiani e osservarli all’opera, come a Firenze per scoprire come nasce l’abito da sposa sartoriale, o a Riva del Garda con il viaggio polisensoriale e attraverso il tempo alla scoperta del molino artigianale e storico.

 #2. Workshop

Si può “andar a bottega” come nel passato, grazie ai workshop in cui l’artigiano insegna tutti i segreti del suo mestiere e della sua arte.
A Milano si può partecipare ad un workshop sulla rilegatura per imparare a fare la cucitura su nervi in corda o in cuoio, a Bovolone invece c’è un corso per imparare l’arte dell’intagliare il legno, a Isola della Scala, in provincia di Verona, invece si potrà andare alla scoperta di come si realizza un paio di scarpe artigianali: dal disegno sulla forma alla carta modello, fino al taglio su pelle della tomaia e per finire il montaggio della calzatura su forma.

#3. Special

Una visita guidata attraverso cui l’artigiano mostrerà il suo lavoro e la sua attività, ma nello stesso tempo diventa guida del territorio, raccontando cultura, tradizioni tipici della località.
Ad esempio a Gubbio si potranno realizzare oggetti in pelle o cuoio e poi gustare una cena a base di pizza in forno rigorosamente a legno nella casa dell’artigiano. Invece a Positano, si potrà trascorrere un’intera giornata tra i profumi e i colori della natura, realizzando oggetti in argilla e decorandoli fino a cuocerli in serata, rilassandosi intorno al fuoco.

Inoltre, si può anche effettuare una ricerca in base al materiale con cui lavorare (pietra, legno, rame, ceramica, pelle, metallo, oro, carta, vetro, tessuto) o alle destinazioni più frequentate, o ancora agli artigiani in evidenza. Infine, da poco la piattaforma dà l’opportunità di iscriversi anche a tour operator, agenzia di viaggi o struttura ricettiva per offrire ai propri clienti una nuova tipologia di pacchetti turistici.

Il crowdfunding

Su kickstarter, Italian Stories ha lanciato una campagna di crowdfunding per poter supportare il progetto “MANI- il cuore dell’artigianato italiano”, un viaggio fotografico per raccontare, grazie a giovani fotografi di talento, la passione, la manualità e il “saper fare” degli antichi mestieri che appartengono alla tradizione del made in Italy. La campagna di crowdfunding per il libro fotografico che è un vero e proprio viaggio all’interno dell’artigianato italiano in cui si racconta di 25 artigiani selezionati dalla piattaforma di Italian Stories, si è chiuso il primo novembre e ha superato l’obiettivo prefissato di raccogliere 9 mila euro, raggiungendo oltre 11 mila euro. Il libro è quindi una collezione di storie che racconta attraverso fotografie e le loro descrizioni i diversi mestieri artigiani delle diverse regioni italiane da nord a sud. Questo libro sarà in edizione limitata con sole 365 copie ma raccoglierà nelle sue 144 pagine oltre un centinaio di fotografie originali e ad alta definizione sugli artigiani, i laboratori, i luoghi d’Italia, e sul made in Italy.

Ed ecco il tweet riassuntivo alla chiusura della campagna di crowdfunding.

Conclusioni

La condivisione in rete, che è alla base della sharing economy, sia essa attraverso la piattaforma di Italian Stories, la community nata grazie ai social, sia essa l’azione di crowdfunding attraverso kikstarter per attivare il progetto di storytelling fotografico, permette di valorizzare il made in Italy, la manualità e tutte quelle tradizioni in via d’estinzione, in un’era dove ormai predominano le tecnologie, l’internet delle cose e la robotica, riuscendo anche a rilanciare il turismo.

Non si può non concludere che con alcuni versi della canzone “Mani” di Eduardo De Crescenzo:

“… C’è tutto il destino in un palmo di mano

Le mani, le mani che sanno parlare…

…Le mani, le mani, che sanno di mare, che sanno di terra, che sanno di pane…

Le mani, le mani, le mani, le mani.”

La bellezza di Napoli nel nuovo spot di Ferrero Rocher

La bellezza di Napoli nel nuovo spot di Ferrero Rocher

Napoli o la si ama o la si odia, è una città dall’immane bellezza, dalle grandi testimonianze storiche-culturali, e dai tramonti mozzafiato e più magici che conosca, nonché  il mio soggetto fotografico preferito, e da sempre ha dato grossi scossoni alla mia vita, nel bene e nel male e mi ha permesso di crescere molto.

“Napule è mille culure”

Ultimamente Napoli fa molto sfoggio di sé. Dopo essere stata scelta come location per le sfilate di Dolce & Gabbana del luglio scorso e per la campagna autunno-inverno 2016-2017, seguita dalla maison francese Givenchy con gli scatti tra i vicoli della città partenopea per la pre-collezione Primavera 2017, Visit Napoli ha pubblicato un video di promozione in cui confronta la città di Napoli con Londra, teatri a confronto, ma anche paesaggi, cibi e tradizioni culinarie, torri e castelli, costi, fino al claim finale: “More expansive isn’t always better”. Lo spot è stato ripreso dalle più importanti testate giornalistiche come La Repubblica, il Giornale.it e Corriere Del Mezzogiorno.

Ferrero Rocher e Napoli                                  

Non solo Dolce & Gabbana e Givenchy, ma anche la Ferrero Rocher sceglie Napoli.

Il protagonista del nuovo spot è un elegante uomo con un borsalino che passeggia sul lungomare che costeggia Castel dell’Ovo, tra le ampie colonne che costeggiano il portico della Basilica di San Francesco di Paola a Piazza Plebiscito con la veduta del Palazzo Reale di fronte. E i suoi occhi azzurri sono curiosi e vagano tra cotanta bellezza, ammirando i leoni che costeggiano la Basilica e la sua cupola, e le due statue equestri di Carlo III di Borbone e di suo figlio Ferdinando I. L’artista si posiziona esattamente  di fronte all’ampio colonnato che abbraccia Piazza del Plebiscito, e la telecamera la inquadrata in tutta la sua “bellezza assoluta”, che viene riportata anche nello schizzo a mano del protagonista. L’uomo folgorato ed ispirato da queste bellezze, alla fine di ogni “viaggio” si reca a comprare quel cioccolatino unico, avvolto dalla famosa carta dorata, grazie al quale, anche il suo palato, può “assaporare la bellezza”.

La voce over recita infatti:

“Quando abbiamo creato Ferrero Rocher abbiamo cercato la bellezza assoluta. Sarà perché siamo italiani. Abbiamo cercato la qualità negli ingredienti, un gusto inimitabile, una forma perfetta. È stato come cercare l’oro. Ferrero Rocher, assapora la bellezza.”

Inoltre, il 29 luglio il post sulla pagina Facebook di Ferrero Rocher Italia compare già quel senso di “attesa” e un “indizio” alla nuova campagna con la presenza dell’hashtag #LaBellezzaDellAttesa che accompagna un’immagina evocativa dei colori caratteristici del prodotto: dorato e marrone.

 

Le 4 versioni dello spot Ferrero Rocher 

Lo spot del prodotto di punta della casa dolciaria di Alba, è stato declinato in quattro versioni, mantenendo inalterato il testo e il sottofondo musicale, ed ancora il cameriere che porta il caffè al tavolino, ma con uno sfondo di volta in volta diverso dove il protagonista disegna il logo di Ferrero Rocher, la pasticceria Ferrero e a seguire le gustose immagini dell’inconfondibile pralina e l’uomo che addenta il Ferrero Rocher. Dopo Napoli, sono state scelte le “bellezze” di altre tre città italiane: Firenze (Galleria degli Uffizi, Ponte Vecchio, Ponte Santa Trinità), Roma (Castel Sant’Elmo, Colosseo) e Venezia (Palazzo Ducale, la Basilica di San Marco, i canali).

C’è un parallelismo tra l’armonia perfetta nei monumenti millenari che celano storia e tradizioni con l’armonia degli ingredienti della pralina sferica che sposa la gustosa granella di nocciola, il fine cioccolato, il croccante wafer ed il morbido ripieno con un cuore di nocciola intera.

È ormai lontano il tempo di Ambrogio e dell’estrosa e ricca signora in un tailleur giallo e il suo celeberrimo “Ho un leggero languorino”, una pubblicità ormai vintage, che lascia spazio ad uno spot più sofisticato, alla ricerca della bellezza storico-artistica italiana per un viaggio attraverso i sensi e il gusto. Sempre più il buon cibo made in Italy si sposa con le bellezze architettoniche, paesaggistiche, storico, culturali della penisola.

La campagna integrata

La campagna è firmata dall’agenzia Publiregia e prodotto da Akita Film, gli spot sono diretti da Ago Panini, la musica è firmata da Enrico Sabena, mentre la direzione della fotografia è stata affidata a Sandro Bolzon.

Ed oltre che in tv, sarà veicolata anche nei punti vendita e sul web. Ferrero Rocher sarà presente in circa 150 ipermercati d’Italia con gli esclusivi “Monuments”, gli espositori che riproducono i monumenti più famosi e riconoscibili delle città. Per il web, invece, sono previsti post geolocalizzati che si riagganciano ai Monuments di Ferrero Rocher, per gli auguri firmati.

Origini & tradizioni nel nuovo spot di Grana Padano Dop

Origini & tradizioni nel nuovo spot di Grana Padano Dop

Siamo nel vivo dell’#ItalyFoodWeek, voluta da Twitter Italia in collaborazione con Ministero delle politiche agricole e forestali, ed oggi è la giornata dedicata ai #prodottitipiciFW e quale miglior modo di celebrare tale hashtag se non con il nuovo spot che racconta un prodotto made in Italy Dop che rappresenta la nostra cultura gastronomica anche nel mondo?

Le origini del Grana Padano Dop

Il Grana Padano Dop ha origini lontane, che risalgono all’anno 1134, e fu per opera di alcuni frati dell’Abbazia di Chiaravalle che si capì come conservare a lungo il latte, trasformandolo in un formaggio a pasta dura e a lunga stagionatura detto “caseus vetus” (cacio invecchiato) e successivamente “Grana”. Nel novecento si è poi passati alla massima qualità nella lavorazione e cura delle caratteristiche organolettiche e a regole ben precise. Nel 1954 nasce anche il Consorzio Tutela Grana Padano che riunisce le cooperative, le industrie casearie, i produttori, gli stagionatori e i commercianti del formaggio.

 Lo spot 

Nello spot del Grana Padano un bambino ritrova una scatola che porta al nonno e che aprono insieme, disvelando ben conservata “la terra delle sue origini”. Al nonno riaffiorano così tutti i suoi preziosi ricordi che custodisce gelosamente in fondo al cuore, ed inizia a raccontare la storia delle loro origini.
Indelebile per lui come rivela al nipotino, il profumo dell’erba, il sapore del Grana Padano che nasce in un terreno unico dove gli piaceva accarezzare quel grano che cresceva ricco e rigoglioso. Ma affidiamoci alle sue parole:

“Guarda. Questa è la terra dove sono nato. Il profumo dei suoi prati. Piaceva tanto anche alle mie mucche sai? Ma la cosa che più ricordo della mia terra è il suo sapore.”

Una voce over aggiunge:

“Da sempre proteggiamo le sue origini. Per questo Grana Padano è il formaggio Dop più consumato al mondo. Perché così siete protetti anche voi. Grana Padano, il buono che c’è in noi”.

Dialogo che si alterna ad immagini altamente iconiche ed evocative capaci di toccare le corde più profonde, ed il palato dell’utente, attraverso la consistenza, la tattilità, le scaglie del formaggio, fino al marchio a fuoco finale che ne decreta visibilmente la genuinità e la bontà.

Nel finale tutta la famiglia con ben tre generazioni riunite, si ritrova in un ristorante di New York dove si è trasferita da alcuni anni.

Food Marketing 

Lo spot, firmato da McCann Worldgroup e che ha come colonna sonora il brano riarrangiato, “Starchild”, è on air in Italia da settembre a dicembre in televisione sulle reti Rai, Mediaset, Sky e La7, ma è anche in radio e sulla stampa. E verrà anche esportato, come il Grana Padano, coinvolgendo altri Paesi: Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito e USA.

Sul web lo spot è uploadato sul canale YouTube di Grana Padano e riproposto su Twitter e la Pagina Facebook. Inoltre, su quest’ultima sono stati pubblicati anche due video “civetta” introdotti da una didascalia che narra la storia del prodotto Dop.

I ricordi, ovvero le origini & le tradizioni millenarie

Il territorio, ovvero l’importanza della provenienza

Storytelling

Oltre al video storytelling, il Consorzio Tutela Grana Padano ha puntato anche al visual storytelling con la pubblicazione di un libro fotografico intitolato “Grana Padano, una storia di qualità”, edito da Mondadori, che racchiude 8 secoli di tradizioni in 155 pagine per ricostruire la storia di una delle eccellenze enogastronomiche italiane più esportate al mondo.

Conclusioni

Passato e futuro si fondono e confondono, infatti una storia si costruisce dalle fondamenta: sono fondamentali le origini, e seppur lontani da casa, non devono essere mai dimenticate né accantonate, ma tramandate di generazioni in generazione. Proprio come il prodotto che raggiunge ogni Paese del mondo, ma non rinuncia alle tradizioni legate alla terra d’origine, alla qualità, alla cura e alla bontà.

L’instant marketing ed il divorzio di Angelina Jolie e Brad Pitt

L’instant marketing ed il divorzio di Angelina Jolie e Brad Pitt

Un divorzio può divenire instant marketing per le aziende? Può essere una tecnica vincente e innescare viralità e successo, e non cadere nel banale e ritrovarsi con un epic fail gigantesco? E quali gli elementi del successo?

Ma un pasito a la vez, andiamo con ordine. Cos’è l’instant marketing o real time marketing? Una strategia di web marketing che sfrutta l’immediatezza e la viralità tipica dei social media. Ora passiamo alla news che ha scatenato tanto clamore.

Martedi 20 settembre la notizia del divorzio di una delle coppie più famose, glamour ed invidiate del mondo dello showbiz, nota come “Brangelina”.  Galeotto fu il set del film Mr. and Mrs. Smith, e dopo 12 anni di matrimonio, Angelina Jolie e Brad Pitt divorziano, come annunciato in esclusiva da Tmz, noto sito di notizie si gossip ed entertainment.

La news in cima all’agenda setting infiamma giornali di gossip, programmi tv, talk, ed il web si scatena. Brand che rincorrono Brad e lo ripropongono nelle più variate salse. In primis gif e meme dell’ex moglie di Brad Pitt, una Jennifer Aniston compiaciuta, fu infatti tradita proprio per Angelina Jolie, ma anche citazioni e commenti al vetriolo sulle donne che non si accontentano mai, neanche del sex simbol Brad Pitt.

Anche i fazzoletti Tempo si riallacciano al tema della ex di Brad Pitt e giocano su una famosa sit-com di cui era la protagonista.

 

Ma a prendere il volo è l’hashtag #BradIsSingle, viralità innescata dalla Norwegian Airlines. Ed è subito instant marketing sull’onda della compagnia aerea low cost norvegese che opera in ambito nazionale e internazionale, quando giovedi 22 settembre compra una pagina del tabloid VG con il testo bianco “Brad er sigel”, su sfondo rosso (i colori del brand norvegese) e in basso il costo del volo, in corone norvegesi, diretto da Oslo in direzione Los Angeles per correre da Brad.

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La campagna della Noerwegian è globale: in più lingue su diversi giornali e anche sui social.

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Ma la risposta di Alitalia non tarda ad arrivare sui social, e se la Norwegian parlava ad un target femminile, la compagnia italiana invoglia i maschietti a volare in California, giocando sulla quantità di ragazze nordiche che porterà la compagnia aerea norvegese.

Ma la Norwegian risponde ulteriormente con un post su Facebook, proponendo voli a prezzi competitivi da Roma Fiumicino.

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Anche la compagnia Neos air si inserisce nel botta e risposta social e propone un prezzo speciale per le Maldive, ipotizzando che Brad sia scappato lì.

La scuola di lingue Berlitz propone ovviamente un corso di inglese per riuscire a sedurre Brad.

HitWeek non poteva che aggiungere la musica.

Traslochino invece augura buona fortuna a Brad ma soprattutto gli suggerisce di creare un nuovo profilo sulla loro piattaforma, visto che deve cambiare casa, per metterlo in contatto con privati o lavoratori autonomi che offrono soluzioni di trasloco.

 

Una delle più belle favole di Hollywood termina, ma si può trarre una morale per un instant marketing di successo.

#1. Creatività & Coerenza

È buona norma accostare il brand o uno specifico prodotto dell’azienda ad un evento di attualità di portata nazionale o internazionale, in modo creativo, innovativo, scherzoso, irriverente, a volte fuori dagli schemi, ma sempre in linea con la mission e i valori dell’azienda. Il tone of voice quindi deve modularsi in base a questi ultimi.

#2. Tempismo & Velocità

L’azione di instant marketing, che sia una pagina di un giornale, un tweet, un post su Facebook o un video, deve saper cogliere il momento giusto, il carpe diem dei latini, ed essere veloce. Deve saper cavalcare l’onda della notizia o dell’evento ma non un attimo prima, quando ancora non sono di pubblico dominio, né un attimo dopo quando non interessano più.

#3. Rilevanza

L’instant marketing deve sfruttare una ricorrenza come Natale, Pasqua, l’arrivo dell’autunno, la festa dei nonni o un tema di attualità come l’eclisse o la scoperta del pianeta gemello della Terra, o un evento, meglio se di portata internazionale come i Mondiali, le Olimpiadi, il Super Bowl americano. Il brand che da sempre eccelle in questo tipo di strategia comunicativa è Ceres.

#4. Coinvolgimento & Sharing

Queste azioni di instant marketing devono saper coinvolgere emotivamente ed empaticamente gli utenti e portarli a condividere sui loro canali social, per risultare davvero virale e di successo.

#5. Monitoraggio commenti

L’azienda deve monitorare e rispondere ad eventuali commenti ed essere sempre al fianco degli utenti.

#failadifferenza e lasciati ispirare dai racconti delle donne Clinique

#failadifferenza e lasciati ispirare dai racconti delle donne Clinique

Inaugurare il mio blog con un vero primo post su #failadifferenza è andare proprio a nozze. Personalità, carattere, coraggio, determinazione, altruismo, essere se stessi e saper superare le proprie insicurezze e far emergere le proprie potenzialità, perseguire i propri sogni, lavorare duro, lottare ogni giorno, trasformare i momenti cruciali della propria vita in vittorie personali, portare avanti delle battaglie, sconfiggere le ingiustizie, insomma fare la differenza e del proprio meglio sempre, dovrebbe essere il mantra da seguire in ogni azione, come suggerisce questa campagna digitale lanciata da Clinique.

Un sol gesto, una sola azione, una sola persona può fare la differenza, nel blogging rispetto al target-nicchia a cui si punta, nel web marketing, riuscendo a far posizionare bene uno specifico prodotto rispetto ai competitors, come nel quotidiano o nella vita di molte persone.

La campagna digital #failadifferenza, che come strategia punta a presidiare il web e i social, nasce dalla campagna globale negli U.S.A che ha lanciato l’hashtag #differencemaker.

Come un sol gesto può aiutare la propria pelle a tenerla pulita, levigata e luminosa, e migliorare il proprio aspetto, così può aiutare tante persone e migliorarne la vita e fare la differenza può portare al cambiamento.

Ecco sei donne incredibili di cui Clinique ci propone le storie e da cui lasciarsi ispirare.

#1. Erendira Ibarra

L’attrice e attivista Erendira Ibarra fa la differenza ridefinendo la giustizia, avendo il bisogno e l’opportunità di far sentire la propria voce e nello stesso tempo vuole “essere la voce di coloro che non ne hanno una”. Sottolinea inoltre che occorre fiducia in se stessi e sostiene, con una citazione in messicano, che si può essere “un grano de arena en el océano del cambio” ma che d’altronde “the change start from one”.

#2. Victoria Pendlenton

La ciclista velocista, Victoria Pendlenton che è riuscita ad emergere in uno sport dominato dagli uomini, vincendo anche due medaglie olimpiche, incoraggia le altre donne a rincorrere i propri sogni ed ambizioni, superando limiti, barriere, pregiudizi e luoghi comuni.

#3. Gina Rodriguez

L’attrice pluripremiata, vincitrice del Golden Globe, e filantropa, Gina Rodriguez fa la differenza trasformando l’istruzione in emancipazione, e “incassa”  2,470 mila visualizzazioni del video con questo post pubblicato sulla pagina facebook della Clinique, il 27 agosto scorso. Come si vede dal video, è cresciuta in un quartiere in cui ai bambini viene insegnato “non posso” e “non ce la farò” ma lei ha avuto la fortuna di essere stata educata fin da piccola ad tipo di comportamenti positivi che le hanno cambiato la visione della vita. Il padre le faceva ripetere ogni giorno davanti allo specchio, la frase: “Oggi sarà una giornata stupenda. Posso avere una giornata stupenda e l’avrò”. Quindi il suo scopo principale nella vita, come afferma nel video, è di “liberare gli altri dalle catene invisibili che li frenano” e scuote per far sì che si ci liberi dalle insicurezze e si riesca a superare gli ostacoli. Infine, sprona ad affermare la propria autostima, dicendo: “puoi farcela e ce la farai”.

#4. Jessica Nkosi

La modella, attrice e filantropa Jessica Nkosi “combatte per le generazioni future” ed aggiunge che “i bambini di oggi saranno i leader di domani, dobbiamo prenderci cura di loro”. Collabora infatti con una onlus del Sud Africa, la Childhood Cancer Foundation, che si prende cura dei bambini che hanno il cancro e si impegna alla diffusione dell’importanza della diagnosi precoce.

#5. Nazan Eckes

La presentatrice televisiva e filantropa nata in Turchia ma che vive in Germania, Nazan Eckes, invece fa la differenza puntando all’alfabetizzazione per un futuro migliore e sostiene che “un libro è un ponte verso la società, “una finestra sul mondo” e che “una società istruita è una società sicura.”

#6.  Ning Chang

L’attrice, salutista e filantropa Ning Chang, nata in Germania e cresciuta a Taiwan, vuole fare la differenza invogliando a tutti a perseguire uno stile di vita con abitudini più sane. Inoltre crede che “non ci sia alcun limite per le persone” e che “ogni volta che ti metti alla prova è possibile scoprire una nuova te”.

Queste sei donne sostengono organizzazioni onlus che rientrano nel programma The Clinique Difference Initiative, una piattaforma filantropica a favore dell’istruzione e della salute delle donne.

 Le #differencemaker italiane

Anche l’Italia ha le sue #differencemaker: la modella e conduttrice televisiva Filippa Lagerback, che punta ad una vita più salutare e sostenibile promuovendo l’uso della bicicletta e sostenendo tutte le associazioni del settore, la modella e attrice conduttrice tv Fiametta Cicogna che è impegnata in un’azione di educazione alimentare sostenendo il legame positivo tra una corretta alimentazione e l’autostima, e la modella e web influencer Ginevra Rossini che ha fondato Shantinternational Onlus per la scolarizzazione nel sud dell’India.

Ma ognuno di noi può diventare testimonial di #failadifferenza condividendo su Instagram la propria storia e il proprio gesto “rivoluzionario” nella propria vita o in quella altrui, aggiungendo l’hashtag ufficiale e taggando @cliniqueitalia.

E tu come #failadifferenza?