Categoria: Social Media

#D4Social: i social media per il sociale

#D4Social: i social media per il sociale

Occorre saper destreggiarsi e far un buon uso degli strumenti che il web ci offre, e che si apprestano a diversi usi e come sostiene Rachele Zinzocchi nel un suo recente corso sulla Digital Education: “Il Digitale Utile, l’Utile del Digitale. La Rete? Uno strumento. Come usarla bene, per il bene, senza rischi”. E in quest’ottica il web offre tante possibilità anche al sociale.

Il digitale e i social possono essere infatti utilizzati, non solo per il business da parte delle grandi aziende e delle piccole e medie imprese, ma anche per il sociale, potenti amplificatori per far del bene al prossimo. Sono strumenti ottimali che possono essere utili per raccontare i servizi di associazioni benefiche, diffondere cause sociali, promuovere progetti per il bene comune, e capaci di sensibilizzare l’opinione pubblica e riuscire a far abbracciare eventi benefici e a far donare per le raccolte fondi.

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Digital Education: a Milano parte il corso di Rachele Zinzocchi

Digital Education: a Milano parte il corso di Rachele Zinzocchi

Ormai viviamo in un mondo iperconnesso, in cui tutti siamo online, indipendentemente dall’età che si ha, piccini, giovani, meno giovani, ma manca una vera educazione digitale. Anche i più piccoli, nativi digitali sanno come usare i devices, smarthphone, tablet, a volte ancor più facilmente di altre fasce d’età, ma sfugge loro il “come”, per evitare di incappare nel lato “oscuro” del web: come cyberbullismo, stalking e sexting. Foto non propriamente del tutto “innocenti” possono diffondersi in un batter d’occhio sui social, nelle app di messaggistica istantanea, e distruggere la vita di teenagers che non sempre sanno distinguere chi ti è “amico”. Un episodio di bullismo a scuola, ripreso con lo smartphone e condiviso sui social, cambia ancor di più la prospettiva e grazie alla rete, conferisce ulteriore leadership al bullo. Come evitare tutto questo? E come comportarsi coi troll e con chi ruba le nostre foto online? Ed ancora siamo davvero “prigionieri” dei social network?

A queste e ad altre domande cercherà di dare una risposta l’innovativo percorso di innovazione e cambiamento ideato da Rachele Zinzocchi che parte con la prima tappa del roadshow dal Tim Space di Milano sabato 17 dicembre.
Digital Strategy, Public Speaker, Business Coach, Rachele Zinzocchi, è ideatrice e evangelizzatrice dell’#HelpMarketing, il suo motto è “Helping You Help & Be Useful To Succeed in Business & Life”. In quest’ottica nasce anche il Corso di Formazione di Educazione Digitale“Il Digitale Utile, l’Utile del Digitale. La Rete? Uno strumento. Come usarla bene, per il bene, senza rischi”. La rete e i social network in sé non sono strumenti né buoni né cattivi, dipende esclusivamente dall’uso che se ne fa. Come ogni strumento ha i suoi pro e i suo contro e bisogna sapere ri-conoscerli. Solo una sana “alfabetizzazione” può portare ad un uso consapevole, sereno, sano, responsabile, utile ed etico del web e dei social media, conoscendo appieno i loro pericoli.

Questo corso di Digital Education è una full immersion di un’intera giornata di formazione. Si inizia con “Il Digitale Utile, l’Utile del Digitale” con la testimonianza dell’ideatrice, a seguire l’anatomia del disturbatore, odiatore, troll in rete. Poi si passerà ai pericoli che si celano nell’uso quotidiano, ingenuo ed inconsapevole del digitale, dall’invio di e-mail alle “impostazioni della privacy” su foto o video pubblicati sui social, all’uso di app, quiz e videogame, e ai suggerimenti per tutelare la propria privacy, identità e dati. Dopo aver affrontato la privacy si passa all’analisi della violenza virtuale e le sue conseguenze nella vita reale e agli utili consigli per prevenire ed affrontare il cyberbullismo verso bambini, teenagers, donne e adulti in generale: la parola d’ordine sarà #StopWebViolence. Infine, ci si soffermerà sulle regole d’oro per usare bene e consapevolmente la rete per un “Digitale Utile”.

Il corso è pensato per aiutare e migliorare la vita innescando nuove attitudini mentali e buone pratiche ed abitudini nelle famiglie, in particolare è pensato per i genitori e i ragazzi, ma anche per i manager, consulenti e aziende, professionisti e persone che utilizzano la rete e il digitale.

Nel frattempo Rachele Zinzocchi ha ideato il calendario dell’avvento, rinominato “#AvventoUtile”, ovviamente sul web offrendo di giorno in giorno una pillola di formazione per incamminarsi in un uso consapevole e responsabile della rete, in vista del primo corso che inaugura la Digital Education.

Per esempio il 3 dicembre ad ispirarci è Martin Luther King: “Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate. Lo diventerete però, se non fate nulla per cambiarla”.

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Mentre quest’oggi ci viene svelata un’app per avere una “vita creativa”.

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Ecco il link per iscriversi.

Ateleba sposa: l’Atelier di Elena tra artigianalità, femminilità e digitale

Ateleba sposa: l’Atelier di Elena tra artigianalità, femminilità e digitale

Quale ragazza non sogna fin da bambina il giorno del suo matrimonio, per le più romantiche la fantasia galoppa e si programma tutto nei minimi dettagli che poi possono rivelarsi sbagliati e scontrarsi con la realtà. Invece io che sono una “terribile” sognatrice, ma anche piuttosto concreta, da piccola più che sognare il mio “grande giorno” (meglio non crearsi aspettative, già ne ero conscia da pequeña) creavo vestiti da spose e altri modelli, alle mie Barbie, facendo man bassa tra le bomboniere, di tulle, fazzolettini, e qualsiasi materiare che potevo “far rinascere”, anche perché quelli che avevo erano pochissimi e organizzavo sfilate di moda o matrimoni, creavo “storie” già da allora. Sarà questo particolare che giace nel mio passato da giochi di bambina che ha creato “un’affinità elettiva” con Elena Barba, conosciuta grazie ai social media e al gruppo #SocialGirls, proprietaria di un Atelier a Napoli, con cui c’è grande stima e sintonia. Ed Elena col suo Ateleba sposa è la vera protagonista di quest’oggi.

La storia del sogno di Elena di Ateleba sposa

Questa è la storia di un sogno che si realizza con passione, sacrifici e dedizione e si materializza intessendo tessuti su tessuti, fili di perle, disegnando modelli di abiti da sposa, studiando di notte e cucendo di giorno e viceversa.

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Elena-bambina inizia da subito a mostrare la passione per vestire le donne, inizia per “gioco”, rifacendo il guardaroba alle bambole, ma già a 14 anni inizia a “far sul serio” iscrivendosi ad un corso di taglio e cucito la cui insegnante era una ex direttrice della Marzotto. Fino al passo decisivo che dà un’impronta in più al suo sogno: l’acquisto di una macchina per cucire portatile che costava poco ma che per lei valeva tanto, ancor di più perché la pagava a rate con i soldi della paghetta. Cuciva e tagliava, sperimentava ed apprendeva, lo faceva per chiunque volesse, perché per lei voleva dire in realtà intagliare passione e imbastire un sogno.

Ma i suoi genitori erano contrari, volevano che studiasse, così Elena-ragazza si iscrive e dà esami all’università, ma nel frattempo, di nascosto, continua a studiare prima da autodidatta, poi nei laboratori sartoriali napoletani, successivamente lavora per conto di terzi. Contemporaneamente disegnava figurini di abiti da sposa, girava e li vendeva alle case sartoriali di Napoli e Roma. Ma lì avvenne la svolta.

Era ora che il sogno iniziasse a prendere forma sul serio ed Elena-donna affittò un negozietto in provincia, comprò pochi metri di tessuto, alcuni fili di perle, prese la macchina da cucire che aveva acquistato coi suoi risparmi e fece l’inaugurazione. Era il 3 marzo 1993.

bozzetto

Aveva solo due abiti, uno largo ed uno stretto, si chiamavano Mela e Francesca, e aveva i soldi giusto per pagare due mesi, ma Elena ci crede fino in fondo, lavora sodo e senza sosta, decisa più che mai e in un anno consegnò così tanti capi, da potersi permettere un enorme negozio con annesso laboratorio nel centro storico di Napoli.

Oggi sono 23 anni che lavora nel suo atelier Ateleba sposa con creatività, esperienza e professionalità, per una produzione sartoriale d’alta moda con i migliori tessuti italiani e francesi, che affonda le sue radici nelle antiche tradizioni artigianali napoletane.

L’abito da sposa di alta sartoria da sogno

Elena ha realizzato il suo sogno di aprire il suo atelier ed ora realizza il sogno di altre donne, disegnando e forgiando un abito non solo su misura, ma che racconti della sposa e che racchiuda anche parte della storia d’amore che si va suggellare per un modello esclusivo e raffinato che faccia battere il cuore alla sposa, ammaliare lo sposo, stregare gli invitati e permette di vivere in gioia ed armonia il giorno più bello.

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Si possono ammirare oltre 200 modelli nel salone di prova dell’atelier ma il punto forte di Ateleba sposa sono le personalizzazioni. L’obiettivo principale è confezionare un abito quanto più adeguato al corpo della sposa, che vesta e meglio esalti il corpo, e si adatti allo stile del matrimonio. Si può combinare il modello a sirena che ti avvolge dolcemente segnando le tue “curve” o l’abito principesco di tulle o di organza in seta o l’abito da sposa scivolato e morbido, con scollature sulle schiena, corpetto décolleté, trasparenze sofisticate, pizzo, cucito rigorosamente a mano, con le tecniche classiche, ricami con i cristalli e i coralli sottoposti alle mani esperte e pazienti delle ricamatrici che utilizzano ancora telai in legno e piattelli di velluto.

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Anche la linea fasciata di un abito può essere modificata adottando accorgimenti in base all’effetto che si vuole ottenere. Per la sposa che presenta fianchi e pancia più pronunciati si possono utilizzare le sottogonne per rimodellarli, mentre per la sposa che ha un seno piccolo, un abito da sposa stile impero, tagliato sotto al seno, ne esalta la forma, ma c’è anche un’altra soluzione: un controbustino che viene cucito dentro i corsetti può migliorarne la forma, fino ad ottenere l’effetto push-up dei reggiseni moderni.

ateleba

Elena suggerisce anche gli accessori più adatti alla sposa come veli, guanti, stole, coprispalle, in base all’abito scelto. Veste anche damigelle, paggetti, e madrine.

Ateleba sposa & il digitale

Elena racconta le emozioni della prova dell’abito, della creazione di un nuovo modello, i dettagli che fanno la differenza, mostra fotografie vintage con icone del mondo dello star system, i set fotografici allestiti per lo shooting della nuova collezione 2017, spose felici nel giorno del loro matrimonio attraverso le foto che pubblica sul profilo Instragram, costantemente aggiornato, e sulla pagina Facebook che vanta oltre 9.400 like e si arricchisce anche di “note” e degli articoli scritti per il blog.

Il blog, sempre curato ed aggiornato, presente sul sito dell’atelier Ateleba sposa, fornisce preziosi consigli alle spose sul make up, sulle acconciature, su come portare con eleganza e raffinatezza l’abito, e racconta dettagliatamente, ma in modo diretto e semplice la nascita di ogni pezzo e delle nuove collezioni con tante foto e passaggio dopo passaggio dalle fase di studio alla lavorazione.

Conclusioni

La storia di Elena ci insegna che per avverare i propri sogni non occorrono bacchette magiche ma olio di gomito, caparbietà e tenacia e nel suo caso ago e filo, e che l’unicità sartoriale del suo atelier riflette l’unicità della femminilità di ogni singola donna. Occorre stare bene con se stesse, col proprio corpo, non importa che siate una 38 o una 48 o giù di lì, quello che conta è la personalità, la luce che emanate dagli occhi, è come riuscite a riempire una stanza col sorriso e la vostra disarmante simpatia e intelligenza. Inoltre, una sapiente gestione del blog dell’atelier unito ai social media legati al visual dà la giusta visibilità all’arte sartoriale e alle attività del laboratorio e dell’atelier e crea engagement.

Gli spot di Natale 2016 che impazzano sul web

Gli spot di Natale 2016 che impazzano sul web

Mancano 27 giorni, 648 ore, 38.880 minuti e sul web, ma anche in tv, tra la fine di ottobre e l’inizio mese hanno iniziato a far capolino i primi spot di natale, e le luci e gli addobbi nelle città, nei negozi, nei centri commerciali, nelle case, come dice Charles Bukowski:

“È  Natale da fine ottobre. Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti. Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese.”

E se c’è da un lato la corsa ai regali, lato azienda c’è la corsa alle pubblicità per Natale ed è subito sfida aperta per i video che riescono a commuovere, far riflettere, strappare un sorriso, scaldare il cuore, ma soprattutto diventare virali in rete, specialmente a suon di condivisioni sui social o tramite le app di messaggistica istantanea.

Pronti per una carrellata di spot di Natale targati 2016? Ma se ti senti un grinch ti avverto continuare la lettura ti potrebbe far molto ma molto male.

#1. Thun

Si va “alla ricerca dell’anima del Natale” con Thun, che risiede nei sorrisi, nella magia dello stare insieme. Il carosello dello spot è collegato non a caso al “carosello dei regali”, il concorso ideato proprio per Natale e si può tentar la fortuna fino al 18 dicembre.

#2. Bauli

La casa dolciaria di Verona è on air in tv da ieri 27 novembre con uno nuovo spot, ma sul web lancia tre web-film sulla magia del Natale “I corti per il web: I Natali di Bauli- Quale magia per il tuo Natale”, dopo un laboratorio di Alta Formazione in collaborazione con Officine Fare Cinema.

Ma Bauli punta sempre sul web, sbalordendo tutti e uscendo dai classici schemi della pubblicità su Facebook, innovandosi costantemente, come in questo caso con “Gli immancabili di Natale” in cui sperimenta la fotografia a 360 gradi.

#3 Coca-Cola

Un #NataleSpeciale con Coca-Cola che invoglia a fare “un regalo a chi rende speciale il tuo Natale”. Mentre l’anno scorso c’è stata la campagna transmediale #VorreiFarFelice.

#4. Apple: Frankie’s Holiday

Il protagonista dello spot di Natale 2016 di Apple è uno triste e sconsolato Frankenstein invecchiato, impersonato da Brad Garrett (Tutti amano Raymond) che si reca in piazza tra la folla inizia ad intonare la canzone registrata dal vecchio carillon al suo iPhone. E una bambina deciderà di cantare con il nostro protagonista, trascinando con sé anche la folla, in pieno spirito natalizio: “Open your heart to everyone”.

#5. Sainsbury’s & l’omino di pan di zenzero

Lo spot natalizio di Sainsbury’s, catena di supermercati del Regno Unito, mette in evidenza che il regalo più grande che si possa fare alla propria famiglia e ai propri amici è il tempo trascorso con loro. Lo spot d’animazione, la cui colonna sonora è “The greatest gift for Christmas is me”, cantata da James Corden, si prefigge anche di  aiutare il Great Ormond Street Hospital di Londra, d’altronde come dice il claim finale: “Christmas is for sharing”.

#6. Very.co.uk

Nella pubblicità di Very.co.uk, piattaforma di e-commerce inglese, una ragazza dai capelli rossi e dagli occhioni verdi, all’uscita del lavoro, cerca di rendere felici tutte le persone che incontra sulla sua strada e alla fine riceverà il più bello dei doni.
Lo spot vuol mettere in evidenza che non c’è regalo più prezioso che rendere ogni giorno migliore, facendo sorridere e battere i cuori alle persone: “Get more out of every day”.

#7. Mark & Spencer

Altro spot declinato al femminile quello di M&S, multinazionale britannica con sede a Londra che si occupa vendita al dettaglio, che lancia una nuova icona natalizia: Mrs Claus. La moglie di Babbo Natale decide di fare una consegna speciale, in elicottero rosso, ed avvolta in un vestito e cappotto altrettanto rossi, mentre i guanti sono neri.

#8. John Lewis & #BustertheBoxer

La catena di grandi magazzini inglese John Lewis, ritorna con il simpatico boxer Buster e l’hashtag #BusterTheBoxer già è diventato virale. La piccola Bridget riceverà per Natale il suo tanto amato trampolino di lancio, ma non sarà proprio l’unica ad utilizzarlo, infatti il claim è “Gifts that everyone will love”.

 #9. Waitrose

Nella pubblicità natalizia dedicata a Waitrose, catena di supermercati britannici, un coraggioso pettirosso attraversa mille peripezie per ritornare a casa per il giorno di Natale, dove l’aspetta una ragazza: #HomeForChristmas.

#10. Amazon Prime

Questa pubblicità intende far vibrare le corde emotive col potere iconico ed evocativo delle sole immagini, linguaggio da sempre universale e su un tema delicato mettendo insieme occidente ed oriente, Cristianesimo ed Islam. Due fedi diverse ma accomunate dai gesti rituali e dallo stesso problema, condiviso in un dialogo tra amici, che li porta alla stessa idea di regalo per l’altro. E naturalmente verrà in soccorso loro Amazon Prime.

#11. Heathrow Airport: Coming Home for Christmas

Altro spot che si basa sulla sola potenza delle immagini che parlano ai cuori è lo spot di Heathrow Airport, basato sulle semplici vicissitudini dei due protagonisti, due tenerissimi e romantici orsetti di peluche che si fermano ad acquistare al duty free un piccolo dono per poi riabbracciare i nipotini.

#12. H&M: “Come Together”

L’ultima pubblicità lanciata dall’azienda di abbigliamento svedese, H&M, con la pubblicazione su YouTube ieri 27 novembre e sulla pagina Facebook del brand stamane alle 9 incassando rispettivamente già oltre 44 mila e 2,8 mila visualizzazioni, è un vero e proprio cortometraggio, firmato dal regista statunitense Wes Anderson.

Nel “fashion movie”, il macchinista, impersonato da Adrien Brody, invita a un brunch natalizio a bordo, i tristi e solitari passeggeri, vestiti con i capi della nuova collezione invernale di H&M. Il treno che viaggia nella notte di Natale, in un paesaggio innevato, subirà un’ulteriore ritardo di 11 ore e mezza, ma il macchinista riuscirà a creare un’atmosfera calda e festosa.

E qual è il tuo spot di  Natale preferito? Qual è la tua personale classifica pubblicitaria?

Ti aspetto nei commenti qui sotto o sulla pagina Facebook. Se preferisci anche su Twitter.

Il Black Friday sui social

Il Black Friday sui social

Con il Black Friday si apre ufficialmente lo shopping natalizio. Amazon solitamente lancia la Black Friday Week, la settimana di sconti e offerte convenienti su prodotti di ogni tipo in negozi retail e online. Amazon Italia è stato uno dei primi siti a rilanciare questo evento in Italia ed in particolare ha creato una pagina web con promozioni giornaliere che si aggiorna ogni 5 minuti. Ma in generale per trovare le offerte più succulente, con un occhio vigile alle fregature e ai finti sconti, basta visitare i profili social delle aziende preferite o anche i siti, in particolare gli e-commerce e i siti specializzati in tecnologia.

Black Friday

Il Black Friday è una tradizione di origine americana che si celebra il giorno successivo al Ringraziamento (“Thanksgiving Day”), una festa religiosa che cade negli Stati Uniti l’ultimo giovedi di novembre, risalente ai Padri Pellegrini. Tradizione americana che prende sempre più piede in Italia negli ultimi anni. Il lunedì successivo al Black Friday si festeggia il Cyber Monday, altra occasione ghiotta per gli sconti.

Vediamo come le aziende si approcciano al #BlackFriday sui social

#1. Unieuro

Unieuro sembra voler fare i fatti scatenandosi a suon di musica

#2. Cuoieria Fiorentina 

 Cuoieria Fiorentina, che coniuga tradizione e design in una varietà di prodotti che vanno dalla piccola pelletteria, come portafogli e cinture, alla pelletteria vera e propria quali calzature, abbigliamento, borse, borse da viaggio e cartelle da lavoro, preferisce puntare al contrasto tra il black del “Black Friday” e i colori pastello.

#3. Iuucoo

Iuucoo che si occupa di rivendita di occhiali da sole originali e oggettistica fatta a mano, rimanda direttamente a ebay.

#4. Hanrose

Direttamente dal Sussex con Hanrose si possono vincere decorazioni in oro o argento per Natale, a tema equestre.

#5. Euronics: Black to Future

Fuochi e fiamme ed un anticipo del Black Friday per Euronics che sui social lancia due video teaser ed un claim che ricalca una famosa trilogia cinematografica fantascientifica, l’evergeen “Back to Future” con gli strepitosi Michael J. Fox e Christopher Lloyd.

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Post sponsorizzati che sfruttano il #BlackFriday

#1. Aukey Italia

Aukey Italia, che disegna e produce accessori di tecnologia, ha giocato ampiamente d’anticipo lanciando una sponsorizzazione con tanto di giveaway che decreta 6 vincitori, incassando dal 21 novembre ad oggi ben 8,1 mila reaction, 853 commenti e 8.027 condivisioni.

#2. Nivea

E Nivea colora di blu la giornata del Black Friday con sconti al 30% in Outlet.

#3. Kiko Milano

KiKo Milano celebra il #BlackFriday con un’offerta disponibile sia online che offline, ovvero in store, facendo incetta di like e commenti con un post sponsorizzato su Instagram.

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FCA (Fiat Chrysler Automobiles) e il #BlackFriday

E per il Black Friday anche il settore automotive si apre all’e-commerce: al via la collaborazione tra FCA e Amazon. E come da comunicato stampa veicolato dalla casa madre, in occasione del Black Friday ci sono eccezionali promozioni su Abarth 595 e 124 spider, Alfa Romeo Giulietta e Mito, Jeep® Renegade e Lancia Ypsilon in pronta consegna, grazie a una Facebook Offer dedicata.

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Conclusioni

La soluzione ottimale per le aziende, per ottenere visibilità e ritorni economici, è creare campagne advertising su Facebook, Instagram, Twitter, o meglio creare post sponsorizzati su quei social dove è presente il proprio target, e che coprano anche i giorni precedenti al Black Friday e il giorno successivo.
Infatti come riporta Engage  il magazine sul mondo della pubblicità e del marketing digitale, Sylvain Querné, Head of Marketing Facebook Italia, ha divulgato i dati registrati lo scorso anno e il 25% degli italiani afferma di completare gli acquisti natalizi entro ottobre. Ed il 30% dei 2,3 milioni di interazioni relative al Black Friday su Facebook avviene nei 5 giorni precedenti all’evento principale, mentre il 45% ha luogo il giorno stesso e il 25% il giorno successivo.

*Articolo aggiornato

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A Milano il “Social media marketing a 360°”

A Milano il “Social media marketing a 360°”

A Milano giovedi 24 novembre presso la sede di Assolombarda ci sarà il seminario di aggiornamento professionale “Social media marketing a 360°”, organizzato da  SocialDaily e Digysit. Questa full immersion che spazierà a tutto tondo nel mondo del web marketing e della comunicazione è pensata per i professionisti ed aziende del settore che desiderano aggiornarsi o che vogliono migliorare il proprio network e per coloro che sono appassionati e vogliono addentrarsi in questo variegato “mondo”.

La giornalista Nicoletta Boldrini romperà il ghiaccio con una panoramica a tutto tondo sui social media che hanno capovolto le regole del gioco, dando maggior potere al singolo utente rispetto alle aziende (italiane), infatti il titolo del suo speech è “Social media vs Azienda italiana: un rapporto complesso” .

La web specialist e digital marketing advisor, nonché fondatrice e direttore di Digesyt, Nadia Zabbeo si soffermerà sulla scelta dei social più adatti per il proprio business e sulle attitudini e competenze necessarie per lavorare nel mondo del social media marketing.

La social media e marketing consultant e storyteller specialist, Simonetta Pozzi, si focalizzerà sulle motivazioni per le quali le aziende dovrebbero utilizzare lo storytelling e su quali vantaggi porterebbe. Inoltre, si ci interrogherà se si può parlare di ROI nello storytelling. Non mancheranno case history su cui riflettere e lasciarsi ispirare.

Il social media manager, blogger e docente Roberto Gerosa svelerà suggerimenti per ottenere risultati concreti con le pagine Facebook aziendali: la tipologia dei contenuti pubblicare in base agli insight, quando e come pubblicare post, e come creare promozioni veramente efficaci.

A seguire il team di twitterLab, Mery Greiss e Corinna Caccianiga spiegheranno come e perché utilizzare Twitter per il proprio business e mostreranno con esempi concreti come creare relazioni e seguire conversazioni attraverso gli hashtag.

La consulente d’immagine e graphic designer Silvia Pinna si soffermerà sulle differenze tra pubblicità cartacea e online, per poi dare suggerimenti e consigli sulla tipologia di immagini da utilizzare nei social e in una campagna advertising su Facebook che siano in grado di convertire.

Nel primo pomeriggio ritornano i consigli di Nadia Zabbadeo che questa volta si soffermerà su una social media policy efficace, tenendo sempre presente il legame tra personal reputation e company reputation.

Il professore e data analyst Roberto Marmo si focalizzerà sull’analisi della concorrenza, presentando tool per scovare potenziali concorrenti e analizzarne punti di forza e di debolezza.

 La public speaking coach e trainer e business coach, Chiara Alzati svelerà i segreti del “public speaking” sia dal vivo che online per uno sviluppo del proprio potenziale, della propria leadership e del proprio business. D’altronde comunicare efficacemente con clienti e col proprio team è sempre più fondamentale per manager, imprenditori e professionisti.

Antonella Benedetti, marketing e sales director Italy Depositphotos, si focalizzerà sull’importanza delle immagini nei social media e come veicolare informazioni e testo in modo più immediato.

Infine, Roberto Gerosa suggerirà come utilizzare la nuova tecnologia delle foto e dei video a 360° in una strategia di marketing della propria azienda, portando esempi dai grandi brand, infatti il titolo del suo speech è: “Foto e video a 360°, il nuovo trend che devi sfruttare (prima degli altri)”.

Per maggiori informazioni clicca qui.

I Provenzali, Palm Design e FSC Italia insieme per “La natura ti dona: una storia 100% made in Italy”

I Provenzali, Palm Design e FSC Italia insieme per “La natura ti dona: una storia 100% made in Italy”

“La natura ti dona: una storia 100% made in Italy” rende la cosmesi naturale ancora più sostenibile. Scopriamo come.

 

Il video uplodato sul canale YouTube de I Provenzali e veicolato anche attraverso la pagina Facebook dell’azienda, dà voce alle parti coinvolte a partire da Roberta Testa, responsabile Marketing del brand che produce “cosmetici naturali e biologici che rispettano il corpo e l’ambiente, selezionando pec in plastica 100% riciclata e cartoncino certificato FSC, il marchio della gestione forestale responsabile, per la salvaguardia di alberi e animali ”. A seguire c’è Alessandro Catellani di Palm Design, una cooperativa sociale, nata nel 2003 per integrare le categorie socialmente svantaggiate, come i ragazzi disabili, nel mondo del lavoro, e che produce soluzioni d’arredo partecipato e rispettoso dell’ambiente. Entrambi raccontano l’ideazione e realizzazione di un espositore in legno certificato FSC proveniente da foreste sostenibili e correttamente gestite del Trentino e della Lombardia, per un progetto 100% made in Italy.

Cosmesi & Ambiente

Il progetto “La natura ti dona: una storia 100% made in Italy” vede per la prima volta la collaborazione di una cooperativa sociale, Palm Design, un ente certificatore, FSC Italia, e un’azienda produttrice di cosmetici dalla vocazione artigianale e dalla filosofia ecologista, con un codice etico ben definito per quanto riguarda la corporate social responsability, I Provenzali. I prodotti dell’azienda genovese sono corredati dal bollino di “Controllo Salute e Natura”, sono cioè testati dermatologicamente e per i metalli pesanti (nichel, cromo e cobalto), e di “Prodotto Vegetale o Origine Vegetale” in quanto realizzati a partire da materie prime vegetali e di origine naturale, senza l’utilizzo di coloranti, parabeni o ogm. Inoltre i cosmetici naturali e biologici dell’azienda hanno un ciclo produttivo svolto interamente in Italia, ottenendo così dall’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani, anche la certificazione 100% Made in Italy. Inoltre, per ogni prodotto che si contraddistingue per l’ecopackaging, è prevista una “carta d’identità”, consultabile sul sito ufficiale dell’azienda, dove ogni utente può controllare in modo trasparente le caratteristiche principali, e scoprire l’origine e il luogo di confezionamento.

Ma non solo quindi cosmesi naturale e sostenibile attraverso materie prime e tracciabilità, ma anche a scaffale reso possibile dalla cooperazione di questi tre soggetti promotori che hanno creato un espositore per la grande distribuzione in legno certificato proveniente da foreste gestite in maniera responsabile e da materiali riciclati.

“La natura ti dona: una storia 100% made in Italy”  è un progetto che si prefigge di diffondere la sostenibilità ambientale a tutto tondo ed è stato presentato per la prima volta il 30 settembre al Parco Natura Viva di Pastrengo, nel giorno del FSC Friday, la giornata mondiale della gestione forestale responsabile. E successivamente presso il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, tenutosi presso l’Università Bocconi a Milano il 4 e 5 ottobre 2016.

Il primo espositore in assoluto è stato consegnato presso il punto vendita Finiper di Colonnella, in provincia di Teramo. Intanto sulla pagina Facebook de I Provenzali scatta la corsa tra gli utenti di avvistare scaffali con i loro prodotti ed inviarla per messaggio privato al brand.

 

La bellezza di Napoli nel nuovo spot di Ferrero Rocher

La bellezza di Napoli nel nuovo spot di Ferrero Rocher

Napoli o la si ama o la si odia, è una città dall’immane bellezza, dalle grandi testimonianze storiche-culturali, e dai tramonti mozzafiato e più magici che conosca, nonché  il mio soggetto fotografico preferito, e da sempre ha dato grossi scossoni alla mia vita, nel bene e nel male e mi ha permesso di crescere molto.

“Napule è mille culure”

Ultimamente Napoli fa molto sfoggio di sé. Dopo essere stata scelta come location per le sfilate di Dolce & Gabbana del luglio scorso e per la campagna autunno-inverno 2016-2017, seguita dalla maison francese Givenchy con gli scatti tra i vicoli della città partenopea per la pre-collezione Primavera 2017, Visit Napoli ha pubblicato un video di promozione in cui confronta la città di Napoli con Londra, teatri a confronto, ma anche paesaggi, cibi e tradizioni culinarie, torri e castelli, costi, fino al claim finale: “More expansive isn’t always better”. Lo spot è stato ripreso dalle più importanti testate giornalistiche come La Repubblica, il Giornale.it e Corriere Del Mezzogiorno.

Ferrero Rocher e Napoli                                  

Non solo Dolce & Gabbana e Givenchy, ma anche la Ferrero Rocher sceglie Napoli.

Il protagonista del nuovo spot è un elegante uomo con un borsalino che passeggia sul lungomare che costeggia Castel dell’Ovo, tra le ampie colonne che costeggiano il portico della Basilica di San Francesco di Paola a Piazza Plebiscito con la veduta del Palazzo Reale di fronte. E i suoi occhi azzurri sono curiosi e vagano tra cotanta bellezza, ammirando i leoni che costeggiano la Basilica e la sua cupola, e le due statue equestri di Carlo III di Borbone e di suo figlio Ferdinando I. L’artista si posiziona esattamente  di fronte all’ampio colonnato che abbraccia Piazza del Plebiscito, e la telecamera la inquadrata in tutta la sua “bellezza assoluta”, che viene riportata anche nello schizzo a mano del protagonista. L’uomo folgorato ed ispirato da queste bellezze, alla fine di ogni “viaggio” si reca a comprare quel cioccolatino unico, avvolto dalla famosa carta dorata, grazie al quale, anche il suo palato, può “assaporare la bellezza”.

La voce over recita infatti:

“Quando abbiamo creato Ferrero Rocher abbiamo cercato la bellezza assoluta. Sarà perché siamo italiani. Abbiamo cercato la qualità negli ingredienti, un gusto inimitabile, una forma perfetta. È stato come cercare l’oro. Ferrero Rocher, assapora la bellezza.”

Inoltre, il 29 luglio il post sulla pagina Facebook di Ferrero Rocher Italia compare già quel senso di “attesa” e un “indizio” alla nuova campagna con la presenza dell’hashtag #LaBellezzaDellAttesa che accompagna un’immagina evocativa dei colori caratteristici del prodotto: dorato e marrone.

 

Le 4 versioni dello spot Ferrero Rocher 

Lo spot del prodotto di punta della casa dolciaria di Alba, è stato declinato in quattro versioni, mantenendo inalterato il testo e il sottofondo musicale, ed ancora il cameriere che porta il caffè al tavolino, ma con uno sfondo di volta in volta diverso dove il protagonista disegna il logo di Ferrero Rocher, la pasticceria Ferrero e a seguire le gustose immagini dell’inconfondibile pralina e l’uomo che addenta il Ferrero Rocher. Dopo Napoli, sono state scelte le “bellezze” di altre tre città italiane: Firenze (Galleria degli Uffizi, Ponte Vecchio, Ponte Santa Trinità), Roma (Castel Sant’Elmo, Colosseo) e Venezia (Palazzo Ducale, la Basilica di San Marco, i canali).

C’è un parallelismo tra l’armonia perfetta nei monumenti millenari che celano storia e tradizioni con l’armonia degli ingredienti della pralina sferica che sposa la gustosa granella di nocciola, il fine cioccolato, il croccante wafer ed il morbido ripieno con un cuore di nocciola intera.

È ormai lontano il tempo di Ambrogio e dell’estrosa e ricca signora in un tailleur giallo e il suo celeberrimo “Ho un leggero languorino”, una pubblicità ormai vintage, che lascia spazio ad uno spot più sofisticato, alla ricerca della bellezza storico-artistica italiana per un viaggio attraverso i sensi e il gusto. Sempre più il buon cibo made in Italy si sposa con le bellezze architettoniche, paesaggistiche, storico, culturali della penisola.

La campagna integrata

La campagna è firmata dall’agenzia Publiregia e prodotto da Akita Film, gli spot sono diretti da Ago Panini, la musica è firmata da Enrico Sabena, mentre la direzione della fotografia è stata affidata a Sandro Bolzon.

Ed oltre che in tv, sarà veicolata anche nei punti vendita e sul web. Ferrero Rocher sarà presente in circa 150 ipermercati d’Italia con gli esclusivi “Monuments”, gli espositori che riproducono i monumenti più famosi e riconoscibili delle città. Per il web, invece, sono previsti post geolocalizzati che si riagganciano ai Monuments di Ferrero Rocher, per gli auguri firmati.

Facebook e le nuove features per le aziende: Workplace & Marketplace

Facebook e le nuove features per le aziende: Workplace & Marketplace

Mark Zuckerberg continua a rivoluzionare il social in blu, dopo la recente introduzione di Events from Facebook, pensa ai lavoratori, ai team e a quanto siano migliori e più produttive le aziende aperte, trasparenti, riflettendo su quanto sia importante conoscere le dinamiche della propria compagnia e che i dipendenti comunichino tra loro creando così maggior affiatamento.

Con le nuove feautures introdotte da Facebook è ora possibile ed è semplicissimo tenere separate vita privata e account di lavoro. Workplace offre alle aziende uno strumento di lavoro, simile al tradizionale e diffusissimo Facebook con il news feed, work chat, video call, live, gruppi, trends, eventi di interesse, like e reactions, traduzione automatica, ma senza alcuna distrazione proveniente da altre tipologie di contenuti, se non quello lavorativo. È possibile quindi interagire coi colleghi, iscriversi a progetti o a gruppi del team di lavoro e ricevere in tempo reale aggiornamenti. Creando l’account di lavoro, visibile solo ai colleghi, verranno automaticamente incluse nel profilo le informazioni fornite dal  datore di lavoro, ma sono personalizzabili immagine di profilo, di copertina e i dati.

Workplace è simile alle intranet aziendale che consentono di chattare e fare networking coi colleghi, anche in sedi diverse delle aziende, o con altre compagnie, e va a posizionarsi come competitor di social network aziendali come Slack, Chatter di Salesforce, Yammer di Microsoft, HipChat.

Workplace in azione

Inoltre c’è una dashboard che mostra le statistiche sull’attività svolta dai dipendenti sulla piattaforma: il numero degli attivi da desktop e da mobile, dei gruppi e dei contenuti prodotti per valutare l’utilizzo del software e la partecipazione aziendale.

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Novità & Prezzo

Per la prima volta l’azienda di Menlo Park non si affida alle pubblicità e le informazioni condivise non saranno utilizzate a scopi pubblicitari e il controllo di queste ultime sarà affidato alle aziende stesse attraverso Api per la modifica, cancellazione e esportazione.

Inoltre per Workplace è previsto un prezzario. Iscrivendosi, si può effettuare un periodo di prova gratuita di 3 mesi, ma poi è da mettere in conto un costo di 3 dollari per utente al mese per le aziende con meno di 1.000 dipendenti e 1 euro al mese per le aziende con oltre 10.000 dipendenti. Per le organizzazioni no-profit e per il settore educational, invece, la piattaforma è gratuita.

In principio era Facebook at Work

Questa nuova piattaforma, pensata esclusivamente per le aziende, è un progetto a cui si stava lavorando già da circa un paio di anni ed era già utilizzata in versione beta con il nome di “Facebook at Work”.
Dopo le sperimentazioni di un migliaio di aziende, tra cui Royal Bank of Scotland con circa 30.000 dipendenti dislocati nel globo, Heineken, Deloitte, Danone e Starbucks, Workplace diventa accessibile a tutte le aziende. È stato anche presentato ufficialmente per la prima volta a Londra, dopo il monopolio degli Stati Uniti per le novità.

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Marketplace: Facebook si apre all’e-commerce

Marketplace serve a mettere in contatto diretto venditori ed acquirenti, che si accorderanno tra loro in privato per le modalità di pagamento e di consegna dei prodotti.

Il capo del Project Management di Facebook, Mary Ku, ha spiegato che Marketplace è nato perché oltre 450 milioni di persone visitano ogni mese i gruppi di compravendita di Facebook, e così si è pensato di creare un luogo semplice ed efficace dove effettuare questi scambi. Attualmente questa nuova feauture è prevista solo sulla versione Facebook per smartphone ed è disponibile negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Nuova Zelanda e successivamente sarà resa disponibile in altri paesi.

Per visitare Marketplace, basta toccare l’icona del negozio in fondo l’applicazione Facebook e iniziare ad esplorare in una home page profilata sui propri potenziali interessi. Inoltre prevede un motore di ricerca per trovare prodotti specifici e la possibilità di filtrare i risultati per categorie, prezzi e distanza geografica dei venditori. Se invece si vuole vendere qualcosa basta caricare una foto del prodotto, aggiungere descrizione, prezzo e la propria posizione, e pubblicare l’annuncio. Per cercare di evitare truffe, agli acquirenti interessati sarà possibile vedere alcune informazioni più dettagliate sui venditori, come il luogo in cui vivono e da quanto tempo sono iscritti al social network.

Marketplace è una nuova piattaforma di e-commerce che va a posizionarsi come diretto competitor di eBay, eBay Annunci, Subito, Amazon.

Twitter lancia l’#ItalyFoodWeek

Twitter lancia l’#ItalyFoodWeek

In una settimana 2.0 al sapore del Made in Italy cosa succederà?  7 giorni, 7 tematiche, 7 hashtag tutti da gustare, per celebrare il food e la qualità italiana attraverso i social network. Da venerdi 14 ottobre a giovedi 20 ottobre si svolgerà la prima edizione di #ItalyFoodWeek.

I colori del food tipico del Made in Italy è servito sulla tavola apparecchiata per l’occasione da Twitter Italia, con il patrocinio del Ministero delle politiche agricole e forestali.

Tradizioni millenarie ben radicate abbracciano l’innovazione ed in particolare il digitale ed il potere dei social network per poter affrontare tematiche importanti legate al settore agroalimentare italiano e farlo conoscere alla Rete. Come sosteneva Victor Hugo: “Ricambia le tue foglie ma mantieni intatte le tue radici.”

Ecco gli hashtag da utilizzare che contraddistinguono le tematiche all’ordine del giorno: #zerosprechiFW, #kmzeroFW, #apranzoinsiemeFW, #prodottitipiciFW, #vinoFW, #cucinaFW, #ciboesaluteFW.

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Con l’app online Trendmaps che permette di vedere in tempo reale i trend di Twitter su una mappa, si può monitorare costantemente anche l’hashtag #ItalyFoodWeek e constatare chi ne parla, come se ne parla ed i link condivisi.

L’#ItalyFoodWeek, presentato a Milano lo scorso 6 ottobre presso la sede di Eataly Milano Smeraldo, non a caso si svolge nella settimana in cui si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, più precisamente il 16 ottobre, giorno dell’anniversario di fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), istituita a Québec nel 1945.

Si inizia venerdi 14 ottobre con uno temi più controversi quale lo spreco alimentare e le strategie per combatterlo. Si prosegue con la filiera corta, il cosiddetto “kilometro 0”, soffermandosi sulle caratteristiche peculiari e sui riflessi e i benefici sull’ambiente. Ed ancora cibo e condivisione, giovani e start up agroalimentari. Inoltre i prodotti Made in Italy Dop e Igp saranno messi in vetrina e si ci soffermerà sulla loro storia, tra tradizione e curiosità, e su come adoperarli al meglio per preparare succulenti piatti. Sarà dato ampio spazio ai vini e alle cantine che esportano il marchio italiano nel mondo. Si passerà poi alla cucina e alle ricette dei più grandi chef italiani, ed infine si discuterà sul rapporto diretto tra alimentazione e salute.

Ci sarà anche un’Emoji dedicata, che comparirà in automatico utilizzando l’hashtag ufficiale #ItalyFoodWeek o uno degli altri hashtag delle diverse giornate. Inoltre sono stati implementati il sito www.italyfoodweek.it, in cui se lo si desidera è possibile registrarsi per partecipare alla conversazione globale, per fini statistici e per aggiornamenti, e un canale Periscope per la diretta streaming.

Aziende, ristoranti, produttori, cuochi, critici, esperti del settore enogastronomico, foodblogger, appassionati, parteciperanno ad una conversazione globale, d’altronde il food è da sempre “fotogenico” e anima discussioni sui social, forum, blog e c’è persino uno spot di Ikea che prende in giro la mania di immortalare il cibo prima di iniziare a mangiare: “It’s a meal. Not a competition. Let’s relax.”.

Tra gli chef stellati che hanno già dato la loro piena adesione si sono: Bruno Barbieri e Rosanna Marziale, Riccardo Casiraghi e Stefano Paleari fondatori di Gnam Box, Erica Liverani, la vincitrice della quinta edizione di MasterChef  Italia e i finalisti Alida Gotta e Lorenzo De Guio, Francesca Romana Barberini conduttrice di Alice Club, il club della buona tavola, il vincitore della seconda stagione di Hell’s Kitchen Italia Mirko Ronzoni, “Cuoco Contadino” Pietro Parisi, la chef campana Rosanna Marziale.

Tra le aziende invece ci saranno: Asdomar, Azienda agricola Ugo Cominelli, Panificio Danelli, Grow the Planet, azienda del gruppo H-Farm .

Pronti a gustare l’#ItalyFoodWeek?

L’instant marketing ed il divorzio di Angelina Jolie e Brad Pitt

L’instant marketing ed il divorzio di Angelina Jolie e Brad Pitt

Un divorzio può divenire instant marketing per le aziende? Può essere una tecnica vincente e innescare viralità e successo, e non cadere nel banale e ritrovarsi con un epic fail gigantesco? E quali gli elementi del successo?

Ma un pasito a la vez, andiamo con ordine. Cos’è l’instant marketing o real time marketing? Una strategia di web marketing che sfrutta l’immediatezza e la viralità tipica dei social media. Ora passiamo alla news che ha scatenato tanto clamore.

Martedi 20 settembre la notizia del divorzio di una delle coppie più famose, glamour ed invidiate del mondo dello showbiz, nota come “Brangelina”.  Galeotto fu il set del film Mr. and Mrs. Smith, e dopo 12 anni di matrimonio, Angelina Jolie e Brad Pitt divorziano, come annunciato in esclusiva da Tmz, noto sito di notizie si gossip ed entertainment.

La news in cima all’agenda setting infiamma giornali di gossip, programmi tv, talk, ed il web si scatena. Brand che rincorrono Brad e lo ripropongono nelle più variate salse. In primis gif e meme dell’ex moglie di Brad Pitt, una Jennifer Aniston compiaciuta, fu infatti tradita proprio per Angelina Jolie, ma anche citazioni e commenti al vetriolo sulle donne che non si accontentano mai, neanche del sex simbol Brad Pitt.

Anche i fazzoletti Tempo si riallacciano al tema della ex di Brad Pitt e giocano su una famosa sit-com di cui era la protagonista.

 

Ma a prendere il volo è l’hashtag #BradIsSingle, viralità innescata dalla Norwegian Airlines. Ed è subito instant marketing sull’onda della compagnia aerea low cost norvegese che opera in ambito nazionale e internazionale, quando giovedi 22 settembre compra una pagina del tabloid VG con il testo bianco “Brad er sigel”, su sfondo rosso (i colori del brand norvegese) e in basso il costo del volo, in corone norvegesi, diretto da Oslo in direzione Los Angeles per correre da Brad.

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La campagna della Noerwegian è globale: in più lingue su diversi giornali e anche sui social.

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Ma la risposta di Alitalia non tarda ad arrivare sui social, e se la Norwegian parlava ad un target femminile, la compagnia italiana invoglia i maschietti a volare in California, giocando sulla quantità di ragazze nordiche che porterà la compagnia aerea norvegese.

Ma la Norwegian risponde ulteriormente con un post su Facebook, proponendo voli a prezzi competitivi da Roma Fiumicino.

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Anche la compagnia Neos air si inserisce nel botta e risposta social e propone un prezzo speciale per le Maldive, ipotizzando che Brad sia scappato lì.

La scuola di lingue Berlitz propone ovviamente un corso di inglese per riuscire a sedurre Brad.

HitWeek non poteva che aggiungere la musica.

Traslochino invece augura buona fortuna a Brad ma soprattutto gli suggerisce di creare un nuovo profilo sulla loro piattaforma, visto che deve cambiare casa, per metterlo in contatto con privati o lavoratori autonomi che offrono soluzioni di trasloco.

 

Una delle più belle favole di Hollywood termina, ma si può trarre una morale per un instant marketing di successo.

#1. Creatività & Coerenza

È buona norma accostare il brand o uno specifico prodotto dell’azienda ad un evento di attualità di portata nazionale o internazionale, in modo creativo, innovativo, scherzoso, irriverente, a volte fuori dagli schemi, ma sempre in linea con la mission e i valori dell’azienda. Il tone of voice quindi deve modularsi in base a questi ultimi.

#2. Tempismo & Velocità

L’azione di instant marketing, che sia una pagina di un giornale, un tweet, un post su Facebook o un video, deve saper cogliere il momento giusto, il carpe diem dei latini, ed essere veloce. Deve saper cavalcare l’onda della notizia o dell’evento ma non un attimo prima, quando ancora non sono di pubblico dominio, né un attimo dopo quando non interessano più.

#3. Rilevanza

L’instant marketing deve sfruttare una ricorrenza come Natale, Pasqua, l’arrivo dell’autunno, la festa dei nonni o un tema di attualità come l’eclisse o la scoperta del pianeta gemello della Terra, o un evento, meglio se di portata internazionale come i Mondiali, le Olimpiadi, il Super Bowl americano. Il brand che da sempre eccelle in questo tipo di strategia comunicativa è Ceres.

#4. Coinvolgimento & Sharing

Queste azioni di instant marketing devono saper coinvolgere emotivamente ed empaticamente gli utenti e portarli a condividere sui loro canali social, per risultare davvero virale e di successo.

#5. Monitoraggio commenti

L’azienda deve monitorare e rispondere ad eventuali commenti ed essere sempre al fianco degli utenti.