Mese: settembre 2020

Rinascimento Handmade: l’artigianato e il made in Italy rifioriscono col digitale [Intervista]

Rinascimento Handmade: l’artigianato e il made in Italy rifioriscono col digitale [Intervista]

In un’epoca di trasformazione 4.0, gli artigiani tradizionali, dalle idee creative e dalla sapiente arte manuale che uniscono passione e maestria, possono ri-nnovarsi e godere di nuova linfa grazie al digitale che li ri-lancia nell’olimpo degli antichi fasti, e fa ri-fiorire il made in Italy. Ma in quest’epoca di rapidi mutamenti,  compaiono anche nuovi protagonisti: i maker, appassionati di tecnologia, ingegneri, imprenditori, artisti, ma anche studenti, “hobbisti” che uniscono la creatività e la manualità tipica degli artigiani con la sperimentazione, mixando elettronica, open source, assemblando oggetti e sperimentando un nuovo tipo di produzione basata su tecnologie a basso costo come stampante 3D e taglierina laser. E sono legati al mondo delle start up, dei fablab, ovvero le officine moderne dotate di strumenti computerizzati e macchinari innovativi, e delle make fair.

Oggi per la rubrica #RipartiAMOItalia approfondiremo una storia di resilienza che parte da una crisi di un’attività commerciale, per riscoprire poi la passione dell’hobby ed il rilancio con la costruzione di un brand di nicchia fino al successo grazie all’investimento in digitale e nell’e-commerce. Così nelle testoline dei gemelli veneti venticinquenni, Giacomo e Tommaso Chinellato, balena un’idea: perché  non condividere esperienza, sapere, abilità, conquistate sul campo?

Nasce così Rinascimento Handmade, piattaforma che vuole supportare gli artigiani per offrire loro canali di vendita alternativi e far sbocciare il loro talento anche sul web, offendo formazione ed opportunità nell’ambito del marketing digitale e delle vendite online, per diventare così imprese di successo e poter vendere i prodotti nel mercato italiano ed estero.

Scopriamone di più su Rinascimento Handmade con l’intervista a Giacomo Chinellato.

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Sfusitalia: online i negozi eco-friendly d’Italia [Intervista]

Sfusitalia: online i negozi eco-friendly d’Italia [Intervista]

Una filosofia di vita “zero waste” ovvero a rifiuti zero, anche se è praticamente impossibile non produrre alcun scarto e spazzatura, si può sposare, evitando di acquistare ed utilizzare prodotti usa e getta. In questo modo per l’ambiente e la nostra salute ci sono tante conquiste: minori emissioni di CO2 per la produzione e lo smaltimento degli imballaggi, una considerevole riduzione dell’utilizzo della plastica che finisce nei mari e nello stomaco dei pesci, e quindi sulle nostre tavole, e niente più battaglie e dibattiti su discariche, inceneritori e biodigestori.

Un circuito virtuoso si prospetta, ma come innescarlo? Basta prendere spunto dal passato e dalle botteghe che vendevano a peso i prodotti. Ed ecco i negozi eco-friendly con prodotti sfusi e alla spina. Ma dove trovarli?

Lo scopriremo quest’oggi con la rubrica #RipartiAMOItalia, attraverso una nuova storia sempre dalle tinte green che scruta nel passato per migliorare il presente ed il futuro.

Ci soffermeremo su un’idea di una giovane ragazza appena laureata, Ottavia Belli, che pur semplice, con piccoli gesti quotidiani, fa da cassa di risonanza con effetti positivi sull’ambiente, sulla salute umana e sulle microeconomie. Ed ecco che prende corpo il progetto con il censimento dei piccoli negozi di quartiere, che sono messi online in un motore di ricerca e una mappa interattiva per acquistare prodotti sostenibili senza imballaggi.

Approfondiamo la storia di Sfusitalia con la sua gentile ed in gamba fondatrice, Ottavia Belli.

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L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

L’innovativa piattaforma di social farming: Coltivatori di Emozioni [Intervista]

Dietro ai prodotti ed alle specialità Dop (Denominazione di Origine Protetta) e Igp (Indicazione Geografica Protetta), ai  vini Doc e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)  che giungono sulle nostre tavole c’è la forza della biodiversità e delle radici, le antiche tecniche di mietitura del grano tramandate di generazione in generazione, la sapiente cura secolare degli olivi e della potatura delle viti, le antiche tradizioni ed ingegnerie che ruotano intorno alle risaie.

E se si ripartisse proprio dai cicli della natura, delle stagioni, dalle antiche tradizioni legate alla terra, dal cibo bio, dalla riscoperta dei piccoli borghi dove il tempo sembra essersi cristallizzato, dal recupero delle terre incolte, dalla riqualificazione delle aree rurali per creare nuove occupazioni tra presente, passato e futuro?

Ne discuteremo quest’oggi con un nuovo protagonista dell’ormai consueta rubrica #RipartiAMOItalia: andremo alla scoperta dei “Coltivatori di Emozioni” che dal Salento riunisce le piccole aziende agricole a conduzione familiare di tutta Italia e le mette in contatto con gli utenti privati che possono adottare un produttore, custode di tradizioni e saperi, sostenerne l’attività agricola, le lavorazioni, erogare voucher lavorativi, tutelare il paesaggio e tramandare le antiche tradizioni agricole e le eccellenze naturali del territorio, promuovere i prodotti della terra tipici del made in Italy, ricevendone anche direttamente a casa.

In fondo chi semina, raccoglie, sempre, anche se investendo fatica e sacrifici ma con la gioia e la soddisfazione di vedere i progressi del duro lavoro svolto nel tempo. Ma non solo di passato siamo fatti, lo sguardo deve essere sempre puntato dritto al futuro: la tradizione deve essere sapientemente affiancata e miscelata col digitale, con lo storytelling emozionale sui social e con l’immancabile innovazione.

Oltre alla scoperta della piattaforma di social farming, ci avventureremo nel mondo della blockchain che non è un mostro verde a tre teste ma col verde ha molto a che fare.

Scopriamone di più sull’entusiasmante ed appassionante progetto “Coltivatori di emozioni” con l’intervista al co-founder e responsabile del marketing, Biagio Amantia.

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