Quest’oggi ci tuffiamo nell’universo femminile (starete pensando GioDiT ha battuto la testa, non è la festa delle donne) ma il primo blog post del 2025 deve darci la giusta carica, brio (non brio..schi per digerire e depurarsi dai cenoni di queste festività) per partire con maggior consapevolezza, con delle riflessioni sul ruolo della donna nella nostra società e sulla nostra contemporaneità, partendo da una delle mie ultime letture. Inauguriamo il nuovo anno con “Mamma torna presto!”, il primo romanzo di Laura Latino, avvocato, blogger, content creator e mamma di due splendide bimbe.
Mamma torna presto… ripartire a razzo
La protagonista di “Mamma torna presto!”, edito da Brandtopia Edizioni, realtà specializzata in social media marketing, Digital PR ed innovazione, è un’eroina dei tempi moderni: come ogni donna, come ogni madre deve districarsi con le piccole grandi sfide e battaglie quotidiane e la paura di sentirsi rifiutata dalla società, ma riuscirà a trovare un equilibrio tra ciò che gli altri si aspettano da lei e ciò che vuole essere, e tra carriera e famiglia?
“La fiducia in me stessa è quella che è mancata: è sempre stato più facile lamentarmi di ciò che avevo, o meglio che non avevo e avrei voluto, che credere in me stessa per provare ad ottenerla.”
Anna manifesta più volte la sua ferma convinzione che le donne hanno il “diritto di non scegliere fra la famiglia e la carriera” e soprattutto che “ogni madre dovrebbe avere il diritto non solo di lavorare, ma anche di essere considerata al pari di un uomo nella propria professione.
Anna potrebbe essere molto più di quello che è ma l’ansia la divora. Ma imparerà a darsi un’opportunità e crederci, pur chiedendosi continuamente se sta andando nella direzione giusta, coi mille e uno dubbi che le ronzano costantemente in testa.
Durante le pagine che si susseguono con una velocità e un voracità, la nostra protagonista, dopo la gravidanza, ritrova la sua femminilità, il suo essere donna, di piacersi e piacere (anche ad un cliente elegantissimo e con una tartaruga da paura) e ritrova soprattutto “il coraggio di pensare che una madre può essere tutto”. E ritrova la serenità e la fiducia in se stessa per ripartire a razzo, nonostante l’azienda per cui lavora, con un’impronta fortemente maschilista, vuole lasciarla a casa.
Ma sarà lei che lascerà a casa l’insana sensazione di mediocrità e l’incertezza, per una volta nella sua vita “si butta” uno slancio di autostima e invia quel cv che le cambierà il corso della sua storia. La voglia e la necessità di riscatto la trasformerà in una “donna cazzuta alla riscossa” riuscendo a esprimersi in totale libertà e dando spazio alla sua passione, facendo sentire la sua voce e quella di tutte le donne, che diventerà il suo nuovo lavoro e la farà diventare una donna di successo tanto da essere intervistata da Forbes.
Un po’ Sex & The City e un po’ Desperate Housewives, il libro ci trasporta nelle giornate di Anna in un vortice di pensieri, ansie, preoccupazioni, stanchezza e senso di responsabilità, nei pomeriggi al parco e alle partite al circolo del tennis, tra spritz, tequila, bastoncini per cene veloci, compleanni, l’oroscopo di Paolo Fox, i gruppi di mamme e delle amiche su WhatsApp, non può mancare, come nelle migliori serie hollywoodiane, il finto fidanzato in affitto per l’amica single e il cliente strafigo che non può non farti invaghire. E il saggio maritino che visualizza ma non risponde, c’è sempre e la supporta e la conforta, ma come tutti gli uomini ascolta distrattamente, non memorizza pur annuendo.
Ma il finale non è scontato e lascia aperto a nuove avventure e sicuramente ci saranno altri libri, nuove avventure di Anna e dei suoi pargoli, del marito Non Classificato, delle sue amiche, e indubbiamente sarà alle prese con nuove rubriche del magazine. Secondo me, Laura Latino, come Sophie Kinsella, con uno stile ironico, fresco, appassionante ed ottimista, racconterà ancora e ancora l’animo e la forza delle donne.
Il libro “Mamma torna presto!”, è stato presentato il 21 novembre al Talent Garden Calabiana a Milano, durante l’evento WomenX Impact Summit 2024. Nella GreenHouse Laura Latino è stata intervistata da Benedetta Balestri, co-founder e managing director di One Shot Group, agenzia italiana specializzata in management e comunicazione digital.
Dal blog Just4Mom alla carta stampata
Il libro “Mamma torna presto” muove i suoi primi passi dall’online, dal blog Just4Mom che nasce nel 2016, in concomitanza della prima gravidanza, per condensare tutte le domande sulla maternità e fornire dritte, consigli utili e soprattutto risposte ai dubbi delle donne e alle neomamme.
E la sua scrittura vera e i suoi contenuti senza filtri e fronzoli, mostrano una Laura spontanea con le sue fragilità, la sua stanchezza da mamma ed equilibrista tra essere donna, moglie, lavoratrice, che hanno saputo attirare l’interesse dell’agenzia “Fattore Mamma”, avviando così collaborazioni con diversi brand di settore come Chicco, Johnson & Johnson, Pampers.
Il blog, da esperienza personale da condividere con le altre donne è poi divenuto un magazine, un progetto editoriale corposo, con un team, dedicato al mondo delle mamme.
Ed hanno avuto un successo enorme anche i canali social associati al blog, la pagina Facebook con oltre 44mila follower, anche l’account su Instagram ha superato i 40mila follower, e non mancano l’account Pinterest ed un canale YouTube.

Il blog resta sempre una formidabile palestra per allenare il pensiero critico ed i polpastrelli per essere imbattibili con la tastiera, trasformare una passione in un progetto unitario in cui potenziare le proprie abilità, creare il proprio stile unico ed uno storytelling altamente coinvolgente, giocare con le parole e i campi semantici, progettare dei contenuti per soddisfare bisogni e curiosità del proprio target, districandosi su fonti attendili, veritiere e di qualità, e sperimentare tecniche di SEO.
Donna e modernità
“Essere una donna è di più” canta Anna Tantangelo, la famosa canzone scritta da Mogol e Gigi D’Alessio, smontata dal talentuoso comico Francesco Cicchella che ironizzando in diversi duetti spiattellano le diversità uomo-donna. Ma bisogna sempre andare al di là dei cliché e degli stereotipi e una donna non è solo ondeggiare sui tacchi, capelli con le beach waves, rossetto e unghie laccate e con permanete o semipermante, ma saper essere autorevoli con uno sguardo, con un timbro di voce, è gentilezza, è dignità, è creatività, è la forza silenziosa, il perno delle famiglie.
Essere donna si scontra con gli stereotipi e con una società che si basa sul pater familia, con anni di patriarcato che si combatte con la parità di genere e le quote rosa sempre più in auge, anche se la violenza di genere e i femminicidi sempre alla ribalta dimostrano quanto il percorso sia ancora lungo e che ci sia ancora reticenza e sottomissione nella forma mentis per relegare la donna ad un scalino più basso rispetto al potere dell’uomo. Ne è dimostrazione il fatto che ci sono professioni, mestieri e posizioni apicali che risultano ancora oggi “inadatti” alle donne.
Glass ceiling è infatti la nota metafora per indicare il ”soffitto di cristallo” dove le donne restano bloccate e non riescono a scalare il management e raggiungere posizioni di vertice e responsabilità in ambito lavorativo. È divenuto anche un indicatore in 29 paesi misura il grado di disuguaglianza.
Fondamentalmente ieri come oggi, resta immutato il ruolo della donna che si prende cura della famiglia e si fa carico dei genitori in là con gli anni e dei figli, ma oggi da angelo del focolare indossa anche tailleur da business woman cucito su misura per nuovi ruoli nella società, quindi gli equilibri vanno ridefiniti sia nel rapporto uomo-donna che nella comunità, anche semplicemente per una questione di tempo.
D’altronde siamo in una società del corri-corri e modi e fuggi sempre più frenetica che si gioca sui clic costanti, sui tap, sulle notifiche e sulle notizie che dopo un minuto sono già vecchie e si vive di perenni aggiornamenti di stati, emblematica la perplessità della protagonista Anna che diviene il pensiero costante di tutti noi indistintamente:
“Come si fa a fare tutto, esserci per tutti, non perdersi niente”?

Conclusioni
L’universo maschile e l’universo femminile dovrebbero saper dialogare maggiormente e collaborare reciprocamente.
La storia di Anna è uno specchio della società, e ci insegna che non dobbiamo cambiare lo specchio che ci fa sentire a disagio e giudicati, ma dobbiamo solo mutare il modo in cui ci guardiamo, ci giudichiamo e trattiamo noi stessi.
Il timore porta all’immobilismo, a nascondersi dietro le zone di confort, invece dovremmo far prevalere l’entusiasmo su tutte quelle paure che ingabbiano e un po’ alla volta portano all’annullamento, rialzandoci ancora ed ancora ed abbracciare continuamente la capacità di re-inventarsi e di superare l’imponderabile con resilienza, ma facendo sempre vincere “il coraggio di essere umani”, come ci canta anche Marco Mengoni.
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