Black Friday & Cyber Monday diventano green con la start up Reborn Ideas e non solo

Black Friday & Cyber Monday diventano green con la start up Reborn Ideas e non solo

Il Black Friday colora le ultime settimane di novembre ed il Cyber Monday i primi giorni di dicembre, ma questo consumismo eccessivo e questa corsa agli acquisti sfrenata, diventano davvero “neri” per l’ambiente con difficoltà negli smaltimenti di packaging, plastiche e prodotti svariati, soprattutto tecnologici.

Come fare regali, preparandosi anche in vista dell’ormai prossimo Natale, che è quasi dietro l’angolo, senza avere un impatto sul Pianeta che sia negativo?

Reborn Ideas: la start up del made in Italy dell’upcycling e dello shopping green

Reborn Ideas per le giornate di shopping che vanno dal Black Friday fino al Cyber Monday, ovvero dal venerdì 29 novembre fino a lunedì 2 dicembre, preferisce adottare una green vision piuttosto che sconti che porta all’acquisto di prodotti in modo compulsivo che diventerà prima o poi altri rifiuti da smaltire. Così la start up ha deciso che devolverà il 20% del ricavato di ogni acquisto a The Ocean Cleanup, la fondazione olandese ambientalista nata nel 2013 dall’imprenditore Boyan Slat, la cui  mission è di rimuovere la plastica dagli oceani del mondo.

Green Friday & Cyber Monday diventano green con la start up Reborn Ideas e non solo

Reborn Ideas ideata dal giovane imprenditore Maurizio Mazzanti, founder anche dell’agenzia italiana di marketing digitale E3, è un e-commerce che aggrega creatività, sostenibilità e manualità artigianale e propone prodotti eco-chic made in Italy puntando l’upclicling ed il reciclyng.

Reborn Ideas la start up del made in Italy dell’upcycling e dello shopping green

… Ma che cos’è l’upcycling?

L’upcycling è un processo che permette di trasformare le materie prime di scarto e prodotti che non si utilizzano più in manufatti inediti che acquistano nuova vita con una nuova storiada raccontare e con tanti benefici per l’ambiente e la società. Rispetto al recycling, che trasforma rifiuti in materiali riutilizzabili, l’upcycling mette in campo creatività, design, originalità, innovatività.

Black Friday e Cyber Monday diventano green con la start up Reborn Ideas e non solo

Non a caso l’upcycling è la parola dell’anno secondo il Dizionario Cambridge, in quanto nel corso del 2019 ha ricevuto il maggior numero di  like e consensi da parte dei follower di Cambridge Dictionary. Ed è il termine più ricercato sul sito web del Cambridge Dictionary, con un aumentato del 181% dal dicembre 2011, quando è stato aggiunto per la prima volta al dizionario online, e le ricerche sono raddoppiate solo nell’ultimo anno.

Reborn Ideas offre prodotti selezionati ed ecosostenibili realizzati in Italia da designer, makers e artigiani della qualità. I settori principali di cui si occupa sono abbigliamento, accessoristica e complementi di arredo. I makes che hanno sposato il progetto di Reborn Ideas sono Big To Bag, Dreambike, Emroce, Emotivi,  Fenz, Greencorks, Krill Design, La Mia Cicogna, Lessmore,  Mymami, Myo-Rebel, Portatelovunque.

Reborn Ideas la start up del made in Italy dell’upcycling

Il Green Friday: la risposta ambientalista al Black Friday delle aziende

Diverse aziende iniziano ad essere “preoccupate” per l’ambiente e nascono così movimenti ed iniziative varie che si oppongono al tradizionale Black Friday.

Il movimento del Green Friday, nasce nel 2017 per sensibilizzare sulla responsabilità dell’acquisto e dei consumi che impatta sull’ambiente, e le 40 aziende iniziali sono oggi triplicate raggiungendo quota 200. Queste aziende non operano una scontistica durante il Black Friday ma il 10% del loro fatturato è donato ad associazioni scelte dal collettivo che quest’anno sono: una rete di organizzazioni ambientaliste Friends of the Earth, l’associazione che combatte l’obsolescenza programmata Hop, Zero Waste France che intende effettuare una transizione ecologica a zero rifiuti ed  Ethique sur l’etiquette che cerca di ridurre lo sfruttamento dei lavoratori nei paesi sottosviluppati.

In Francia è nata così da qualche anno Envie, una rete di imprese eco-solidali su tutto il territorio.

Green Friday

Un’altra iniziativa, invece, nata questo ottobre, ha raggiunto nel giro di dieci giorni l’adesione di oltre 450 brand francesi, è dell’azienda francese di moda etica che ha lanciato “Make Friday Green again”, diffondendo sul web grafiche dal forte messaggio che si oppone alla tradizione americana: “Il black Friday è finito”.

economia circolare ed ecosostenibile

Il gruppo veneto OVS anche ha un cuore verde ed ha lanciato in occasione del Black Friday la campagna #wecare, coinvolgendo i propri clienti fino al primo dicembre: acquistando i loro capi di abbigliamento, oltre ad avere uno sconto del 20% possono dare il proprio contributo all’ambiente, contribuendo a piantare 3.000 alberi. Il progetto Ovs è in collaborazione con  Treedom, la piattaforma che permette di piantare un albero a distanza e di seguirne le sue sorti online nel tempo.

Altra azienda green oriented è Falconeri, il brand del gruppo Calzedonia, specializzato nella produzione di maglie in cashmere, che propone per queste festività la coperta in cashmere rigenerato o cashere biologico, cioè riciclato da capi dismessi o recuperato da scarti industriali, ma che è morbido e caldo come un cashmere normale che però è amico dell’ambiente e riduce l’impatto ambientale e cerca di porre un freno alla desertificazione dei pascoli e ridurre i rifiuti dei coloranti. Un’iniziativa che ha visto coinvolti i clienti Facolneri con il progetto “ReGeneration Cashmere” che li coinvolgeva a consegnare i loro capi in cashmere in cambio di sconti  in store.

Molte aziende stanno cercando di puntare ad una moda sostenibile e molte fanno parte del Cashmere and Camel Hair Manufacturing Institute (CCMI), un organo di controllo della produzione di capi in cashmere e pelo di cammello, che monitora e cerca di mantenere  la qualità dei capi tutelando gli animali ed i territori coinvolti nella produzione.

Conclusioni

Il fashion è la seconda industry al mondo ed entro il 2030 il consumo mondiale dell’abbigliamento dovrebbe raggiungere il 63% arrivando a 102 milioni di tonnellate, secondo il  Pulse Report 2017. Ma la popolazione indossa i capi di abbigliamento solo 7 volte e 52 collezioni all’anno sono responsabili del 10% di CO2 e la colorazione dei tessuti è la seconda causa dell’inquinamento dell’acqua. Inoltre, una maglietta è responsabile del consumo di 2,700 litri di acqua ed il 73% della produzione dei capi finisce in una discarica.

Per ridurre l’impatto ambientale occorrono modelli sostenibili, a partire dal design del prodotto e deve coinvolgere tutto il suo ciclo di progettazione, produzione, di consumo e di riciclo, puntando su un’economia circolare, così da creare circoli virtuosi che hanno un impatto ridotto sull’ambiente ma che creano un alto valore sociale e territoriale.

Una lampada in bioplastica o realizzata con una stampante 3D, una borsa realizzata con materiali da recupero, occhiali in pietra di legno, cinture dallo stile orientale che ricordano quelle dei kimono realizzate da scampoli di tessuto, cuscini realizzati con gli avanzi di pellame dell’industria calzaturiera, borse prodotte con il PVC dei cartelloni pubblicitari o con le vele delle barche, tavolini e sedie composti dal sughero di tappi usati, alberi di Natale in cartone riciclato, biancheria per la casa in cotone biologico: pronti per lo shopping ecosostenibile?

… Come sostiene la start up Reborn Ideas: “Nothing is lost. Everything is reborn”.

 

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