Su Google Arts & Culture debutta l’arte di Napoli

Su Google Arts & Culture debutta l’arte di Napoli

Napoli è una città brulicante, dai mille colori, odori, gusti, stili, con l’imponente Vesuvio ed i suoi splendidi paesaggi, è un crogiolo di culture, di stratificazioni storiche ed archeologiche, come cantava e ci deliziava Pino Daniele coi suoi versi in musica:

“Napule è mille culure

Napule è mille paure

Napule è nu sole amaro

Napule è addore e’ mare

Napule è na’ carta sporca

E nisciuno se ne importa

Napule è na’ camminata

Int’ e viche miezo all’ate.”

 

Napoli con la sua bellezza unica, verace ed eclettica, ha affascinato ed attirato l’attenzione anche di Google Arts & Culture, la piattaforma  di Google, disponibile sul web, da mobile e da app, che digitalizza l’arte e la cultura e permette di esplorare le opere d’arte, i musei, gli artisti, le collezioni.

L’arte di Napoli si digitalizza grazie alla tecnologia e a Google Arts & Culture

Dal 30 ottobre, la piattaforma che promuove l’arte e la cultura online, creata dal Google Cultural Institute, inserisce online, l’architettura, l’archeologia, la storia, l’arte moderna e la street art di Napoli.

Google Arts & Culture insieme a sette istituzioni partenopee, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), il Madre (Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina), le Catacombe di Napoli, ilCartastorie, l’Archivio Storico del Banco di Napoli, INWARD (Osservatorio sulla Creatività Urbana) e Fondazione Napoli Novantanove, posiziona sulla mappa digitale dell’arte e della cultura, a portata di click, oltre 2.000 immagini delle loro collezioni e permettendo tour virtuali all’interno dei loro spazi.

Museo di Capodimonte: su Google Arts & Culture oltre 500 opere

Sulla piattaforma dedicata all’arte del colosso di Mountain View è possibile ammirare ben 536 opere d’arte del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Si ci può addentrare virtualmente nel museo e visitare il primo piano, l’anticamera, il Salone Camuccini, e un tour nel viale esterno. I visitatori, provenienti da ogni angolo del mondo, possono ammirare in qualsiasi momento, 24 ore su 24, gli affreschi di una delle maggiori pinacoteche al mondo, come ad esempio la “Flagellazione di Cristo” di Caravaggio, “La Madonna del divino amore” di Raffaello, la “Danae” di Tiziano, “La parabola dei ciechi” di Brueghel il Vecchio.

Sono ben 203 dipinti che sono stati fotografati con la tecnologia di Art Camera che permette di ingrandire, entrare nelle pennellate, e scoprire minuziosamente ogni particolare che all’occhio umano risulterebbe impossibile da vedere.

Inoltre sono fruibili 14 storie, mini-racconti in slides che si focalizzano, ad esempio, sulla famiglia di collezionisti, i Farnese, sull’opera di Caravaggio, “Flagellazione di Cristo”, sul Real Bosco di Capodimonte e sulla sua storia che comprende la descrizione degli edifici, sull’itinerario tra Natura e Arte nel Real Bosco che coi suoi 134 ettari è il più grande parco pubblico di Napoli, su “La visione della gloria. Santi attraverso i secoli” con una carrellata di dipinti che raffigurano Santi, sul Vesuvio nell’Arte, dall’eruzione di Volaire a quello di Andy Warhol passando per Gioacchino Toma.

Il Madre di Napoli debutta su Google Arts & Culture

Si può passeggiare tra le sale monumentali e colorate del maestoso palazzo ottocentesco Donnaregina che ospita il Madre, situato nel cuore storico di Napoli.

E attraverso undici storie, si può scoprire tra l’altro, la collezione Site Specific, le opere del fotografo napoletano di avanguardia, attento alle sperimentazioni, Mimmo Jodice, la retrospettiva dedicata all’artista svizzero John Armleder tra disegno, pittura, scultura, installazione ambientale, performance, video, opere sonore e musicali, ammirare la mostra Pompei@Madre. Materia Archeologica: Le Collezioni.

Il Mann di Napoli su Google Arts & Culture

Si possono esplorare gli interni del Museo Archeologico di Napoli e scoprire i reperti di civiltà antiche, passeggiando tra busti di imperatori, ammirare i ritratti dell’antica Pompei, il plastico che ricostruisce di questa antica città sepolta dalla lava, e la ricca collezione Egizia. E grazie alla sezione storie si può venire a conoscenza delle tecniche delle antiche pitture delle città vesuviane, carpire i segreti delle sculture in marmi colorati e delle duemila gemme tra esemplari antichi e moderni.

Le catacombe di Napoli e l’Archivio Storico del Banco di Napoli digitalizzate da Google

Il visitatore da ogni parte del globo, può anche immergersi nel sottosuolo napoletano, andando all’esplorazione dei passaggi sotterranei tra le Catacombe di San Gennaro e le Catacombe di San Gaudioso, può scoprire l’itinerario lungo un miglio dalla tomba del Santo Patrono di Napoli e della Campania al suo Tesoro, esplorare la Basilica di Sant’Agrippino ed ammirare oltre 147 foto a tema.

Su Google Arts & Culture debutta l_arte di Napoli_ Napoli sotterranea_Catacombe di San Gennaro

Anche ilCartastorie approda su Google Arts & Culture. L’Archivio Storico del Banco di Napoli è luogo della memoria della storia economica e sociale del sud d’Italia, ospitando ben 330 stanze di documenti degli antichi banchi pubblici napoletani che vanno dal 1569 ad oggi, con circa 80 chilometri di scaffali.

Sono oltre 100 i documenti digitalizzati, ma la piattaforma targata Google offre anche un percorso multimediale dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, tramite Street View e tour di Cardboard, così che i visitatori, comodamente seduti al proprio pc, possono passeggiare in questi interminabili corridoi, ammirare i faldoni, l’imponente libro maggiore, il libro dei numeri in cui venivano registrate le entrate e le uscite di ogni cliente del banco, la pandetta, ovvero la rubrica, rigorosamente in ordine alfabetico coi nomi dei clienti in un dato periodo di tempo ed i copiapolizze su cui venivano trascritte le causali, la ragione del pagamento.

Anche INWARD e Fondazione Napoli Novantanove su Google Arts & Culture

Sono più di 140 le opere d’arte realizzate in Italia da street artist di fama internazionale come Peeta, Alberonero e Giulio Vesprini e censite da Inward, Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, che approdano online su Google Arts & Culture. Quattro le storie di street art italiana contemporanea che spaziano dal cromatismo all’astrattismo, fino all’illustrazione ed al realismo. E attraverso la tecnologia di Street View, si può visualizzare virtualmente il Parco dei Murales di Napoli Est, immergendosi nelle opere e nei dettagli della street art.

Anche Fondazione Napoli Novantanove, contribuisce a portare Napoli online sulla piattaforma con 187 foto, tre storie ed i “25 manifesti per Napoli”, realizzati da artisti internazionali per dare un “contributo all’immagine culturale della città”.

La mostra digitale “Napoli città d’arte” presso la Camera di Commercio di Napoli

Il lancio di questa partnership tra Google ed i sette musei ed istituzioni partenopei è stata annunciata ufficialmente il 29 ottobre presso la Camera di Commercio di Napoli, nell’ambito di “Grow with Google” (format itinerante grazie alla collaborazione tra Google, Unioncamere e le Camere di Commercio, che organizza sul territorio italiano, seminari gratuiti per diffondere le competenze digitali e di web marketing tra le aziende e le istituzioni culturali), con la contemporanea  inaugurazione di uno spazio interattivo aperto al pubblico fino al 3 Novembre 2018 proprio all’interno del Palazzo della Borsa di Napoli.

Attraverso schermi interattivi, realtà virtuale e postazioni touch screen i visitatori possono ammirare con occhi nuovi, grazie alla tecnologia, le collezioni e gli spazi dei musei partenopei.

Su Google Arts & Culture debutta l_arte di Napoli _ Camera di Commercio di Napoli_ Grow with Google_ foto by GioDiT_

Sono inoltre disponibili anche alcune delle tecnologie impiegate per digitalizzare le opere, come Cardboard e Daydream per ammirare i dettagli sottili, Google Trolley, per le riprese Street View, e Art Camera, la fotocamera digitale per le riprese ad altissima risoluzione che fotografa un dipinto in meno di un’ora, più qualche minuto per processare l’immagine in gigapixel (oltre un miliardo di pixel) che è stata usata per la prima volta per fotografare alcune delle opere d’arte conservate al Museo di Capodimonte.

 

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